<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104</id><updated>2012-01-13T01:11:42.826-08:00</updated><category term='ALLARME SICUREZZA'/><category term='Internazionali'/><title type='text'>Migrati in Italia</title><subtitle type='html'>Tutti gli uomini e tutte le donne hanno diritto alla libera circolazione e all’accesso alla piena regolarizzazione! 
Rifiutiamo criteri basati sulla “selezione” perché producono esclusione, segregazione, discriminazione, supersfruttamento e schiavitù, funzionali soltanto al lavoro irregolare, ai profitti dell’economia sommersa e alla coercizione dei lavoratori immigrati.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>204</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-8830676911098852209</id><published>2012-01-13T01:07:00.000-08:00</published><updated>2012-01-13T01:11:42.841-08:00</updated><title type='text'>PER UN 2012 DI DIRITTI PER I MIGRANTI, PRECARI E LAVORATORI</title><content type='html'>&lt;div id="yui_3_2_0_1_13264442036991628"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="yiv973781081MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="yiv973781081MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="color: red;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="center" class="yiv973781081MsoNormal" style="color: red; text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;STOP RAZZISMO, CATANIA CITTÀ APERTA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="yiv973781081MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A 2 anni dai terribili giorni di Rosarno, il 2011 ha dimostrato le disumane conseguenze del “pacchetto sicurezza” e della sanatoria truffa sulle condizioni di vita e di lavoro dei migranti nel nostro paese. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;Nei mesi scorsi i migranti si sono mobilitati al fine di ottenere l´elementare diritto al permesso di soggiorno.&amp;nbsp;Tutti i migranti hanno diritto alla libera circolazione ed alla piena regolarizzazione, perciò rifiutiamo ingiuste leggi razziali funzionali soltanto ad incrementare il lavoro irregolare, i profitti dell’economia sommersa ed il ricatto occupazionale per i migranti e, attraverso loro, per tutti i lavoratori. La presenza dei migranti ed il loro sfruttamento neo-schiavista nelle campagne meridionali (da Rosarno a Cassibile),&amp;nbsp; ha garantito in questi anni la sopravvivenza dell’agricoltura, mentre i migranti ci hanno dato una grande lezione di civiltà con le loro rivolte in Campania e Calabria&amp;nbsp; contro i poteri criminali ; inoltre la presenza dei migranti&amp;nbsp; con l’attuale fase di grave crisi economica, sta diventando un comodo pretesto per chi ci governa per innescare fratricide guerre fra poveri, soprattutto nel Sud d’Italia, mentre si continua a smantellare l’apparato produttivo (vedi Fiat a Termini Imerese). L’attacco di Marchionne&amp;nbsp; contro i lavoratori metalmeccanici dimostra la volontà padronale di smantellare con tutti i mezzi il potere contrattuale e le libertà sindacali di tutti i lavoratori.&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;La divisione e la contrapposizione fra occupati e precari, fra catanesi e migranti, fra regolari ed irregolari non può che rafforzare il potere di chi ci sfrutta. Facciamo appello a&amp;nbsp; vigilare ed a mobilitarsi contro queste ingiustizie, visto che oramai , nell’Italia delle leggi ad personam, anziché combattere la povertà ci si riduce a far la guerra ai poveri, criminalizzando le vittime e lasciando impuniti i carnefici. Il governo Monti, in sostanziale continuità con il precedente, mentre taglia&amp;nbsp; le spese sociali, aumenta solo quelle militari e sta dilapidando ingenti risorse pubbliche per militarizzare non solo i confini, ma l’intera società; la scellerata esperienza di segregazione dei richiedenti asilo nel megaCara di Mineo ne è un drammatico esempio. A Catania alla Fiera la situazione degli ambulanti, soprattutto senegalesi, peggiora&amp;nbsp; e si sta estendendo in tutta la città anche agli altri ambulanti. I controlli si moltiplicano e nei sequestri a volte si usano metodi violenti. &lt;b&gt;In una città dove l’abusivismo regna sovrano, dove le cosche mafiose controllano interi territori e settori centrali dell’economia e non solo, i rappresentanti delle istituzioni hanno scelto di affrontare la situazione solo per via militare; da mesi si ripetono veri rastrellamenti&amp;nbsp; con frequenti abusi di potere. Perché non si persegue chi produce la merce con i marchi contraffatti? Ha pensato, qualche fautore della criminalizzazione degli irregolari, che così li si spinge verso la ricca ed indisturbata criminalità locale (che forse ha anche interesse nel business della contraffazione dei marchi e che ricicla i suoi profitti in tante attività commerciali formalmente “regolari”)?&lt;/b&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;Nella nostra provincia risiedono circa 26.000 migranti ed oltre 3000 hanno richiesto nel settembre 2009 di regolarizzarsi come colf o badanti, non essendoci altra opportunità. Ciò ha costretto i lavoratori nell’agricoltura e nell’edilizia, i venditori ambulanti a trasformarsi in badanti, vittime del mercato dei contratti in mano alla criminalità organizzata, che li ha derubati ed ingannati. Dopo oltre 2 anni sono centinaia le pratiche definite negativamente con motivazioni pretestuose ed ancora di più i ricorsi al Tar; solo a Catania (seconda città d’Italia per Indice di Permeabilità Mafiosa) si svolgono indagini di Polizia a tappeto per accertare qualsiasi cavillo utile al diniego; praticamente si infierisce soprattutto contro le vittime e solo marginalmente contro i carnefici.&amp;nbsp; Dopo 4 manifestazioni con delegazioni in prefettura nel dicembre scorso, in seguito all’incontro con Il Prefetto Cannizzo ed il Questore Cufalo del 10/1 si è finalmente aperto un confronto sul documento proposto dagli avvocati che collaborano con noi su nuovi percorsi di emersione e di regolarizzazione. Non si può scaricare&amp;nbsp; sui migranti la carenza di personale e l’inadaguetezza dello Sportello Unico dell’Immigrazione, così come bisogna potenziare&amp;nbsp; l’Ufficio stranieri della Questura per meglio smaltire la crescente mole di lavoro. Invitiamo tutte le realtà sociali, sindacali e religiose al sostegno ed alla partecipazione alle mobilitazioni dei migranti e ribadiamo la piattaforma delle precedenti mobilitazioni :&lt;/div&gt;&lt;div class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;1)&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;rilascio del permesso di soggiorno per chi hapartecipato alla “sanatoria truffa” ed estensione generalizzata dellaregolarizzazione a tutte le tipologie di contratto e di lavoro autonomo;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;2)&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;prolungamento del permesso di soggiorno per chi haperso il lavoro;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;3)&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;rilascio del permesso di soggiorno per chi denuncia ildatore di lavoro in nero; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;4)&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;chiusura di tutti i centri di detenzione per migranti,compreso il megaCara di Mineo &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;5)&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;riconoscimento del diritto di voto per chi vive inItalia da almeno 5 anni;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; margin-left: 36pt; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;6)&lt;span style="-moz-font-feature-settings: normal; -moz-font-language-override: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;riconoscimento della cittadinanza per chi nasce ocresce in Italia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;LAVORO, DIRITTI, LIBERTA’&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="center" class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;MAI PIU&lt;/b&gt;&lt;b&gt;’ CLANDESTINI, MA CITTADINI!&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="center" class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align="center" class="yiv973781081MsoNormal" style="font-family: Times,&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,serif; text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Rete Antirazzista Catanese, via Caltanissetta 4&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-8830676911098852209?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/8830676911098852209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2012/01/per-un-2012-di-diritti-per-i-migranti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8830676911098852209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8830676911098852209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2012/01/per-un-2012-di-diritti-per-i-migranti.html' title='PER UN 2012 DI DIRITTI PER I MIGRANTI, PRECARI E LAVORATORI'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-7664308235321784089</id><published>2012-01-09T05:09:00.001-08:00</published><updated>2012-01-09T05:09:47.285-08:00</updated><title type='text'>Ai firmatari dell'appello per i migranti tunisini dispersi</title><content type='html'>&lt;img alt="comun.jpg" id="yui_3_2_0_16_1326090633866167" src="http://it.f1325.mail.yahoo.com/ya/download?mid=1%5f21191858%5fAKux7k0AADJ0TwnvYwwj3HwEZxs&amp;amp;pid=2&amp;amp;fid=Inbox&amp;amp;inline=1" title="comun.jpg" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-7664308235321784089?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/7664308235321784089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2012/01/ai-firmatari-dellappello-per-i-migranti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7664308235321784089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7664308235321784089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2012/01/ai-firmatari-dellappello-per-i-migranti.html' title='Ai firmatari dell&apos;appello per i migranti tunisini dispersi'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-1829495611824519538</id><published>2011-12-20T02:49:00.000-08:00</published><updated>2011-12-20T02:51:07.509-08:00</updated><title type='text'>STRAGE DEL 13/12 A FIRENZE</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;I nostri fratelli Mor Diop e SambModou sono stati assassinati e Moustapha Dieng, Sougou Mor e Mbenghe Cheikegravemente feriti da una mano armata dall’odio xenofobo, lucido e determinato.Tutti sono vittime della manifestazione estrema di un razzismo quotidiano cheumilia sistematicamente la nostra dignità. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La &lt;span style="font-size: small;"&gt;strage del 13/12 a Firenze&lt;/span&gt;necessita di una risposta ampia e plurale, che esprima lo sdegno per i barbariassassinii e la ferma volontà di operare concretamente perché simili fatti nonsi ripetano. E' necessario che non ci si limiti all'abbraccio solidale verso lanostra comunità colpita ed alla partecipazione al nostro dolore solo per ungiorno.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Occorre andare più a fondo eindividuare tutte e tutti insieme come si è costruito nel tempo il clima cherende possibile l'esplodere della violenza razzista come è avvenuto il 13dicembre a Firenze e solo due giorni prima a Torino con il pogrom contro uninsediamento Rom. Bisogna interrogarci su come siano stati dati spazi, perdisattenzione e/o per complicità, ai rigurgiti nazi-fascisti di gruppi comeCasa Pound, quale ruolo abbiano avuto in questa escalation non solo i velenisparsi dalle forze "imprenditrici" del razzismo, ma anche gli attiistituzionali che, a livello nazionale e locale, hanno creato, in nomedell'ordine e della sicurezza, discriminazioni e ingiustizie.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Chiediamo l’impegno di tutte etutti per cambiare strada, intervenendo sul piano culturale e della formazionedel senso comune, promuovendo il rispetto della dignità di ogni persona. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;E’ necessario avere come punto diriferimento costante il riconoscimento dei diritti sociali, civili e politicidelle persone immigrate, dei rifugiati e richiedenti asilo e dei profughi,eliminando i molti ostacoli istituzionali che contribuiscono a tenere incondizione di marginalità la vita di molti migranti in Italia. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Occorre dare piena applicazioneal dettato costituzionale e alle leggi ordinarie che consentono la chiusuraimmediata dei luoghi e dei siti come Casa Pound, dove si semina l'odio e siincita alla violenza xenofoba. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Bisogna che tutte le energiepositive, che credono nella costruzione di una città e di un Paese dellaconvivenza e della solidarietà, si mobilitino unite per fare barriera control'inciviltà, il razzismo, l'intolleranza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nel 1990 Firenze fu teatro dispedizioni punitive contro gli immigrati e vi fu una reazione popolare, chedette luogo ad una grande manifestazione di carattere nazionale. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Facciamo un appello rivolto atutte le persone di buona volontà, nella società e nelle istituzioni, ad unirsia noi, in una manifestazione ampia, partecipata, pacifica, non violenta econtro la violenza, di carattere nazionale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Una manifestazione che segni unasvolta e l'inizio di un cammino nuovo, onorando le persone uccise e ferite inquella tragica giornata e capace di affermare in modo inequivocabile: mai piùatti di barbarie come la strage del 13 dicembre.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-90c6db78a781cf7f" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" 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type='html'>&lt;table&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="2"&gt;&lt;div style="background:#FFFF99;color:#000;font-size:25px;padding:7px;margin:7px;font-weight:bold;font-family:arial, sans serif;"&gt;Sette tentati suicidi al Cara di Mineo, anni di attesa per l`asilo&lt;/div&gt;  &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;  &lt;tr&gt;   &lt;td colspan="2"&gt;       &lt;table width="100%" cellpadding="3" cellspacing="4"&gt; &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;  &lt;td style="border-bottom:dotted 1px #c0c0c0;" nowrap="nowrap"&gt;  &lt;img src="http://images.findicons.com/files/icons/1575/web_injection/48/pencil.png" alt="terrelibere.org terrediconfine - autore dell&amp;quot;articolo" width="24" align="absmiddle" border="0" hspace="2" /&gt;  &lt;a href="http://www.terrelibere.org/autore/Raffaella%20Cosentino" title="Clicca per scrivere all&amp;quot;autore e per la sua scheda biografica" class="autorel"&gt;Raffaella Cosentino&lt;/a&gt;  - Redattore Sociale &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;   &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;  &lt;tr align="justify"&gt;     &lt;td colspan="2" bgcolor="#ffffff"&gt;  &lt;div class="sommario_notizie"&gt; Da un rapporto di Medici senza frontiere ("Dall’inferno al limbo") la  voce dei profughi intrappolati nel centro per la lentezza della  commissione. Abdoul: “Da quando sono arrivato a Mineo, non faccio altro  che camminare in circolo, sembra di essere in carcere”. Prima  intrappolati in Libia, ora nel limbo di una situazione kafkiana. In  sette hanno già tentato il suicidio.&lt;/div&gt;    &lt;div class="notizie_testo"&gt;    &lt;div class="foto_not"&gt;&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5224/5612797718_3f6ffbb028_z.jpg" rel="lytebox" rev="width: 640px; height: 480px; scrolling: no;" title="Il CARA di Mineo. Fotografia di Raffaella Cosentino"&gt;&lt;img src="http://farm6.static.flickr.com/5224/5612797718_3f6ffbb028_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="didas"&gt;&lt;p&gt;Il CARA di Mineo. Fotografia di Raffaella Cosentino&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;     &lt;p&gt;&lt;b&gt;Roma – Depressione, solitudine, isolamento e sette  persone che hanno già tentato il suicidio perché “dopo essere stati   intrappolati in Libia, i cittadini stranieri sono ora i&lt;/b&gt;ntrappolati  nei  campi e nei centri di accoglienza, dove vivono condizioni molto   precarie, senza prospettive per il futuro`. E` il ritratto a tinte   fosche che arriva da una voce indipendente all`interno del Cara di  Mineo, in provincia di Catania. Si tratta dell`Ong "Medici senza  frontiere" che ha raccolto in un  dossier le voci dei migranti  “Dall`inferno al limbo`.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;Msf è presente nel "Residence degli Aranci" di Mineo per un  progetto di salute mentale che  avrà una sperimentazione di due mesi,  con attività psicosociali rivolte a  350 ospiti sul quasi duemil&lt;/b&gt;a  che affollano il mega centro di  accoglienza per richiedenti asilo. Il  rapporto è un modo per fare  arrivare le testimonianze dei profughi ai  giornalisti che non possono  entrare nei centri a causa del divieto del  Viminale. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt; “Sono arrivato a Mineo il 2 giugno. La situazione  non è buona. Ogni  giorno è uguale al precedente – dice Georges (nome di  fantasia),  nigeriano 29enne – Mi piacerebbe, per es&lt;/b&gt;empio, leggere  il giornale. Non  c`è niente per tenerci occupati. Non posso uscire dal  centro. Possiamo  solo stare seduti. Lasciarci seduti in un posto non  significa aiutarci`.  Più volte i migranti hanno denunciato di essere  stati tagliati fuori  dal mondo. “Abbiamo solo 3 minuti a settimana per  chiamare le nostre  famiglie – racconta Idrissa, 23 anni, del Niger – La  commissione  interroga solo due persone al giorno. Non sappiamo quando e  come  lasceremo questo posto. Siamo come prigionieri perché qui non c`è   trasporto, stiamo soffrendo, abbiamo bisogno di aiuto`.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt; Le  storie dei richiedenti asilo di Mineo sono quelle di persone comuni  che  avevano una vita in Libia, prima della guerra. Facevano gli autisti,   le donne delle pulizie, lavoravano nelle lavand&lt;/b&gt;erie. Alcuni, come   Patrick, 46 anni, congolese, vivevano a Tripoli dopo essere già fuggiti   da una guerra, quella nel Nord Kivu. Si erano ricostruiti l`esistenza,   ma poi è arrivato questo nuovo conflitto e ha spazzato via tutto. Nei   loro racconti si legge non solo la paura per i bombardamenti ma anche le   aggressioni da parte della popolazione locale, come le rapine con i   coltelli e il tentativo di costringerli a partecipare alla guerra da   parte delle milizie.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;“Laggiù eravamo considerati delle armi - dice Akin,  34 anni,  nigeriano – sono stato portato in un luogo chiuso con altre  persone.  Volevano usarci come mercenari`. Abdoul è scappato&lt;/b&gt; per paura di   morire per mano di uomini armati. Ha mandato la moglie e i due figli in   Niger, ma non è riuscito a raggiungerli. Ora non sa che fine abbiano   fatto e la preoccupazione lo sta consumando. “Da quando sono arrivato a   Mineo, non faccio altro che camminare in circolo – dice – sembra di   essere in carcere. Per due mesi ci hanno detto che avremmo dovuto   ricevere i documenti ma non è successo nulla. Il tempo passa e io non so   nemmeno se la mia famiglia riesce a sfamarsi e può sopravvivere senza   di me`. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt; A Mineo si rischia di attendere anni solo per  uscire, per conoscere  l`esito della domanda di asilo. Finora la  commissione territoriale ha  esaminato solo 2 casi al giorno. Per  smaltire duemila&lt;/b&gt; persone ci  vorrebbero quasi tre anni a questo  ritmo. Perciò le proteste dei  profughi sono continue. Diverse volte  hanno bloccato l`autostrada  Catania – Gela che passa vicino al  "Residence degli Aranci". L`ultimo  episodio risale al 20 giugno,  durante la giornata del rifugiato, mentre  l`attenzione era puntata su  Angelina Jolie sbarcata a Lampedusa. &lt;em&gt;Redattore Sociale&lt;/em&gt; ha   verificato che quel giorno dieci migranti feriti con contusioni e lievi   traumi sono arrivati all`ospedale di Caltagirone, subito dopo la   protesta. Non si sa cosa abbia provocato le ferite. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;b&gt; La "Rete  antirazzista catanese" ha denunciato presunte violenze da parte  della  polizia. “Non abbiamo visitato pazienti in quell`occasione e  quindi non  so cosa sia successo, ma sappiamo &lt;/b&gt;delle manifestazioni` dice   Francesca Zuccaro, a capo della missione di Msf. Dalle testimonianze   raccolte dall`Ong risulta chiaro che il Cara di Mineo, aperto a marzo   dal governo dichiarando l`intenzione di farne un centro modello per   l`Europa in una struttura lussuosa, non è adeguato alla funzione che   deve svolgere.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;“I Cara devono avere standard che garantiscano i servizi  per le  persone vulnerabili e per la tutela delle vittime di violenza e  di  tortura` spiega ancora Zuccaro. Da alcuni giorni a Mine&lt;/b&gt;o è stata   potenziata la commissione, ma ancora non si sa esattamente quante sono   le audizioni giornaliere. Sui centri di detenzione (Cie), Zuccaro   ribadisce quanto scritto nel rapporto di Msf che chiedeva la chiusura   delle tendopoli – carcere di Trapani Kinisia e di Palazzo San Gervasio   (Pz). “Ci sono condizioni di vita intollerabili che mettono a rischio la   salute mentale delle persone – afferma – impensabile la detenzione   estesa a 18 mesi`.&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;         &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt; &lt;tr align="justify"&gt;   &lt;td&gt;        &lt;img src="http://png-5.findicons.com/files/icons/1575/web_injection/48/tag_orange.png" alt="tag" align="absmiddle" border="0" hspace="5" /&gt;    &lt;b&gt;Tag:&lt;/b&gt;  &lt;a href="http://www.terrelibere.org/tag/mineo"&gt;mineo&lt;/a&gt;   &lt;a href="http://www.terrelibere.org/tag/migranti_asilo"&gt;migranti_asilo&lt;/a&gt;        &lt;/td&gt; &lt;/tr&gt;  &lt;tr align="justify"&gt;&lt;td&gt; &lt;div class="citaz" style="margin-left: 30px;"&gt; &lt;b&gt;Formato per la citazione&lt;/b&gt;:&lt;br /&gt;Raffaella Cosentino, &lt;i&gt;"Sette tentati suicidi al Cara di Mineo, anni di attesa per l`asilo&lt;/i&gt;",  terrelibere.org, 02 luglio 2011,  http://www.terrelibere.org/terrediconfine/sette-tentati-suicidi-al-cara-di-mineo-anni-di-attesa-per-l-asilo&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-8976933264612157941?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/8976933264612157941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/07/sette-tentati-suicidi-al-cara-di-mineo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8976933264612157941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8976933264612157941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/07/sette-tentati-suicidi-al-cara-di-mineo.html' title=''/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5224/5612797718_3f6ffbb028_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-6902607136424752824</id><published>2011-07-05T01:06:00.000-07:00</published><updated>2011-07-05T01:07:12.501-07:00</updated><title type='text'>SCHEDA SUL DECRETO LEGGE N. 89/11</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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Il decreto legge è stato promulgato dal Capo dello Stato e quindi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 giugno 2011 ed è entrato in vigore a decorrere dal 24 giugno 2011. Il Ministero dell’Interno ha immediatamente emanato una circolare (circolare n. 17102/04 del 23 giugno 2011), indirizzata a Prefetti ed altre autorità di Pubblica sicurezza. Di seguito verranno sintetizzati gli aspetti più salienti del decreto (relativamente alla sola parte riguardante i cittadini extracomunitari), confrontando le scelte compiute dal legislatore con quanto disposto dalla Direttiva 115/2008 (cosiddetta Direttiva Rimpatri) che il decreto n. 89/11 ha proprio lo scopo di attuare. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;1.La partenza volontaria. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Il diritto alla concessione del termine per la partenza volontaria è attribuito solo su richiesta dell’interessato. Il cittadino straniero dovrà quindi essere debitamente informato di tale possibilità dalla Questura. In caso di concessione di tale termine, il questore chiede allo straniero di dimostrare la disponibilità di risorse economiche sufficienti derivanti da fonti lecite, per un importo proporzionato al termine concesso, compreso tra una e tre mensilità dell’assegno sociale annuo. Il questore dispone, altresì, una o più delle seguenti misure: - consegna del passaporto o altro documento equipollente in corso di validità, da restituire al momento della partenza; - obbligo di dimora in un luogo preventivamente individuato, dove possa essere agevolmente rintracciato; - obbligo di presentazione, in giorni ed orari stabiliti, presso un ufficio della forza pubblica territorialmente competente. Con riferimento a tali previsioni, si ritiene opportuno segnalare alcune discordanze con quanto previsto nella Direttiva Rimpatri. a.il governo ha indicato l’esistenza di una disponibilità economica in capo al cittadino di Paese terzo quale presupposto per la concessione del termine; al contrario, di tale presupposto, non è fatta menzione nella Direttiva Rimpatri che prevede unicamente che lo Stato possa imporre al cittadino di Paese terzo la “costituzione di una garanzia finanziaria adeguata”. E’ evidente, in questo caso, l’intento del legislatore di eludere l’effetto utile della direttiva posto che in sede di identificazione l’ipotesi che il cittadino straniero riesca a “dimostrare la disponibilità di risorse economiche sufficienti derivanti da fonti lecite” è molto remota. b.il decreto legge assegna un cruciale rilievo alla disponibilità, da parte del cittadino straniero, di un passaporto o documento equipollente: senza il passaporto può essere infatti ritenuto sussistente il rischio di fuga, possono essere applicate misure coercitive, può essere disposto il trattenimento in un C.I.E. Questa previsione rischia di avere una portata in concreto elusiva delle garanzie che la direttiva rimpatri assegna al cittadino straniero, soprattutto se si considera che nelle disposizioni del decreto legge non si fa alcun cenno ad un dato che, invece, potrebbe (e dovrebbe) avere un certo rilievo ossia l’incolpevole incapacità di esibire un passaporto. Ciò in palese violazione di quanto contenuto nella Direttiva Rimpatri. c.Il governo ha previsto che gli obblighi sopra richiamati siano sempre applicati a colui al quale è stata concessa la partenza volontaria; la Direttiva Rimpatri prevede invece che gli stati membri possano imporre obblighi diretti ad evitare il rischio di fuga. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;2.Il trattenimento nei CIE. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;L’art. 14 comma 1 e 1 bis D.lgs. n. 286/1998 prende in considerazione i casi in cui –non essendo stato concesso il termine per la partenza volontaria e non essendo possibile eseguire immediatamente l’espulsione si deve procedere al trattenimento del cittadino di Paese terzo in un Centro di identificazione ed Espulsione. Quanto alla durata del trattenimento si segnala che la procedura delineata nel decreto legge prevede – sostanzialmente - due fasi: una prima fase estensibile sino ad un massimo di 180 giorni (suddivisi in periodi di trenta giorni, trenta giorni, sessanta giorni, sessanta giorni) ed una seconda fase prolungabile sino ad un massimo di 12 mesi per effetto di singole proroghe di volta in volta non superiori ciascuna a 60 giorni (il che comunque non esclude che vi possano essere proroghe di durata inferiore a 60 giorni). Il decreto legge prevede che - qualora sia impossibile il trattenimento in un C.I.E, ovvero esso sia cessato per raggiungimento del termine massimo di trattenimento- al cittadino  straniero venga impartito un distinto ed autonomo ordine di allontanamento dal territorio dello Stato entro sette giorni. Si rileva a tal proposito che il decreto legge, in violazione di quanto previsto dalla Direttiva Rimpatri, non fa alcun cenno all’Autorità che si dovrà occupare della vigilanza del rispetto della dignità della persona; trattandosi di detenzioni che – seppur amministrative- possono protrarsi fino a 18 mesi, la previsione di un intervento della magistratura di sorveglianza – in chiave di garanzia - sarebbe oltremodo auspicabile. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;3.Le sanzioni penali. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Il decreto legge introduce diverse fattispecie incriminatrici e, in particolare: - la violazione delle misure coercitive impartite ai sensi dell’art. 13, comma 5.2., D.lgs.n. 286/1998, punita con la pena della multa da 3.000 a 18.000 euro; - la violazione delle misure coercitive impartite ai sensi dell’art. 14, comma 1 bis, D.lgs. n. 286/1998, punita con la pena della multa da 3.000 a 18.000 euro; - la violazione – senza giustificato motivo - dell’ordine di allontanamento emesso dal Questore ai sensi dell’art. 14 comma 5 bis, punibile – a seconda dei casi - con la multa da 6.000 a 15.000 euro (espulsione disposta ex art. 13, comma 5, D.lgs. n. 286/1998) o da 10.000 a 20.000 euro (negli altri casi); - la violazione – senza giustificato motivo - dell’ordine di allontanamento emesso dal Questore ai sensi dell’art. 14 comma 5 ter terzo periodo, punibile con la multa da 15.000 a 30.000 euro. La competenza per materia è stata attribuita al Giudice di Pace. Il decreto legge prevede che in casi di condanna per uno dei reati sopra elencati, il Giudice di Pace possa applicare, al posto della multa, la sanzione sostitutiva dell’espulsione. Tale possibilità determina – in concreto – l’elusione delle garanzie previste dalla Direttiva Rimpatri che non può essere applicata a coloro che sono sottoposti a rimpatrio come sanzione penale. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;4.Il divieto di reingresso. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Il decreto legge dispone che il decreto di espulsione venga corredato da un divieto di reingresso per un periodo non inferiore ai tre anni e non superiore ai cinque. In caso di pericolosità del cittadino straniero il divieto deve avere una durata superiore ai cinque anni. Tale previsione si pone in contrasto con quanto previsto dalla Direttiva Rimpatri che  impone agli Stati membri di corredare la decisione di rimpatrio con il divieto di reingresso in due soli casi, ossia: decisione di rimpatrio senza concessione del termine per la partenza volontaria e inottemperanza all’obbligo di rimpatrio. Negli altri casi la possibilità di corredare il divieto di reingresso alla decisione di rimpatrio è prevista come mera facoltà degli Stati membri. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Si rammenta, infine, che il decreto legge è stato pubblicato in G.U. il 23 giugno 2011 e perderà efficacia sin dall’inizio se il Parlamento non provvederà a convertirlo in legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;Unione Sindacale di Base/Immigrazione e Ufficio Legale via Mossotti, 1 – Milano metro gialla fermata Zara, bus 90, 91, 92 tel. 026072576  cell. 3479271955 &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-6902607136424752824?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/6902607136424752824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/07/scheda-sul-decreto-legge-n-8911.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6902607136424752824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6902607136424752824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/07/scheda-sul-decreto-legge-n-8911.html' title='SCHEDA SUL DECRETO LEGGE N. 89/11'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-1374394180050591428</id><published>2011-06-07T04:28:00.000-07:00</published><updated>2011-06-07T04:30:01.738-07:00</updated><title type='text'>A Mineo i diritti dei migranti richiedenti asilo vengono sempre più calpestati  e per questo motivo stanno manifestando</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;Da stamattina alcune centinaia di richiedenti asilo,  buona parte di origine africana, hanno bloccato la statale Catania-Gela, di  fronte al cosiddetto villaggio della “solidarietà”.Motivi della protesta sono i  tempi lunghi per l’esame della richiesta d’asilo , la pessima qualità e la  scarsa quantità del cibo. Oramai l’esasperazione sta crescendo fra i migranti e  ci si ostina a non tener conto della giusta richiesta di accelerare i tempi  potenziando la commissione ed il servizio d’interprete; in fondo la concezione  che prevale è quella del parcheggio di oggetti, negando la soggettività di  persone che sono sopravvissute a guerre e violenze ed hanno urgenza di  costruirsi un futuro e di ricongiungersi con i propri cari.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;A nulla sono serviti la manifestazione ed il blocco della  Catania-Gela del 10 maggio ed un Consiglio territoriale sull’immigrazione in Prefettura sul “Cara” del villaggio degli aranci, tenutosi il 25/5 (a cui tra  l’altro è stata negata la partecipazione ad associazioni che da mesi  intervengono a Mineo): le condizioni di vivibilità sono pessime e la commissione  per l’esame delle richieste d’asilo procede a rallentatore (in 3 settimane sono  state esaminate solo poche decine di domande).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;Come abbiamo sostenuto dai primi di marzo critichiamo a  monte la scellerata decisione di deportare da altri Cara in Italia centinaia di  richiedenti (che così sono costretti a ripartire da zero nell’attesa e nei  percorsi d’inserimento) , di trattenervi immotivatamente&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;quasi 50 minori, di trasferire da  Lampedusa centinaia di migranti che dopo settimane ancora non hanno formalizzato  la domanda d’asilo; non ci voleva molto ad intuire che il megaCara di Mineo  sarebbe diventato un ottimo business per dilapidare ingenti risorse pubbliche a  favore&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;della cricca degli amici  degli amici ed un laboratorio di sadiche pratiche segregazioniste per ridurre  drasticamente i diritti e la libera circolazione dei richiedenti  asilo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;Nelle numerose iniziative che abbiamo promosso  all’esterno del villaggio degli aranci abbiamo avuto modo di verificare come  l’organizzazione della quotidianità da parte degli enti gestori e delle forze di  polizia con le interminabili e spesso inutili file sia funzionale al controllo  militare . Ai migranti viene impedito di cucinare ciò che preferiscono, non  vengono forniti quei pochi euro che negli altri Cara vengono dati e, con la  scusa che Mineo svolge anche funzione di CDA(Centro d’accoglienza), si formano  lunghe file per telefonare solo per pochi minuti nei paesi d’origine con pochi  telefoni in funzione solo per un paio di ore al giorno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;Facciamo pertanto appello all’associazionismo democratico  del calatino, agli enti locali realmente solidali con i nuovi cittadini migranti  e soprattutto ai media (ai quali nel villaggio degli aranci è negato l’accesso)  a vigilare e ad accendere i riflettori sulle quotidiane ingiustizie che  subiscono i migranti per impedire che il rispetto dei diritti dei richiedenti  asilo venga affrontato come un problema di ordine pubblico, dimostrando ancora  una volta che il sonno della ragione genera mostri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;Ct 6/6/&lt;span&gt;                                                                                          &lt;/span&gt;Rete Antirazzista Catanese&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-1374394180050591428?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/1374394180050591428/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/06/mineo-i-diritti-dei-migranti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1374394180050591428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1374394180050591428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/06/mineo-i-diritti-dei-migranti.html' title='A Mineo i diritti dei migranti richiedenti asilo vengono sempre più calpestati  e per questo motivo stanno manifestando'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-2949743172869315667</id><published>2011-05-26T22:38:00.000-07:00</published><updated>2011-05-26T22:39:29.340-07:00</updated><title type='text'>Con la lotta si vince.</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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La condanna per non aver obbedito all'espulsione non è ostativa per l'ottenimento del permesso di soggiorno. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;Sono stati mesi molto duri e difficili in cui ci siamo scontrati con il razzismo istituzionale dell'amministrazione comunale e della Prefettura, con politiche securitarie che vedono i migranti come un problema di ordine pubblico, con la repressione e le espulsioni dei migranti che in prima persona hanno portato avanti la lotta. Sono stati però anche mesi che hanno insegnato molto. Dalla solidarietà tra migranti, tra antirazzisti e migranti, tra migranti e una parte significativa della città, alla necessità dell'autorganizzazione dei migranti, del conflitto sociale per affermare i propri diritti. La determinazione dei migranti è stato un esempio per tutti coloro, nativi e migranti, che sono costretti a subire discriminazioni, tagli dello stato sociale, peggioramento delle condizioni di reddito e di vita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;Oggi possiamo dire che con la lotta si vince, un passo importante è stato fatto ma non ci fermeremo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;Se i migranti che sono stati condannati per la cosiddetta clandestinità avranno il permesso di soggiorno, ci sono ancora purtroppo migliaia di migranti che sono stati truffati da imprenditori senza scrupoli che stanno aspettando il permesso di soggiorno. Questa è l'ennesima dimostrazione che la legge Bossi-Fini, con il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, produce solo clandestinità, precarietà e sfruttamento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;Per noi questa vittoria è solo una tappa, la lotta dei migranti e degli antirazzisti contro il razzismo istituzionale continuerà.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;Brescia 26 maggio 2011&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Presidio sopra e sotto la gru&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Associazione Diritti per Tutti&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;/m:defjc&gt;&lt;/m:rmargin&gt;&lt;/m:lmargin&gt;&lt;/m:dispdef&gt;&lt;/m:smallfrac&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-2949743172869315667?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/2949743172869315667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/05/con-la-lotta-si-vince.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/2949743172869315667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/2949743172869315667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/05/con-la-lotta-si-vince.html' title='Con la lotta si vince.'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-4510570173373360758</id><published>2011-05-02T02:39:00.000-07:00</published><updated>2011-05-02T02:40:20.047-07:00</updated><title type='text'>4_6 MAGGIO I MIGRANTI DI ROSARNO A ROMA.  ADERISCI ALL'APPELLO</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:trackmoves/&gt;   &lt;w:trackformatting/&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:donotpromoteqf/&gt;   &lt;w:lidthemeother&gt;IT&lt;/w:LidThemeOther&gt;   &lt;w:lidthemeasian&gt;X-NONE&lt;/w:LidThemeAsian&gt;   &lt;w:lidthemecomplexscript&gt;X-NONE&lt;/w:LidThemeComplexScript&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;    &lt;w:splitpgbreakandparamark/&gt;    &lt;w:dontvertaligncellwithsp/&gt; 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Dal 4 al 6 maggio reteRADICI e le comunità africane provenienti da tutte le regioni del Meridione d’Italia rivendicheranno nella Capitale il diritto al soggiorno attraversando lo sciopero generale del 6 maggio. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Al centro della mobilitazione la condizione dei  migranti dell’Africa subsahariana (entrati in Italia tra il 2007 e il 2009 prima dei controversi e falliti accordi con la Libia di Gheddafi) doppiamente vulnerabili, in forza della loro provenienza da Paesi a rischio e delle condizioni di sfruttamento nei campi. La lotta per i documenti è la via maestra per sovvertire le condizioni di sfruttamento nel mercato del lavoro, perché l’invisibilità determina ricatto e discriminazione.&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;4 maggio 2011 - Piazza Esquilino&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;14.00&lt;/u&gt;: &lt;b&gt;Conferenza stampa&lt;/b&gt; di presentazione della vertenza meridionale  per il diritto di soggiorno dei braccianti africani sfruttati nelle campagne del Sud e delle richieste avanzate da reteRADICI al ministero dell’Interno&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;17.00-20.00&lt;/u&gt;: “&lt;b&gt;Storie migranti dall’Africa al Sud Italia&lt;/b&gt;”. Testimonianze, relazioni, interventi a microfono aperto per raccontare le condizioni di sfruttamento dei braccianti africani e i drammi vissuti nei rispettivi Paesi di provenienza (a cura delle comunità migranti e di reteRADICI)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;- &lt;b&gt;la mostra fotografica:&lt;/b&gt; “Campagne del Sud: gli invisibili schiavi” (a cura di reteRADICI)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;- &lt;b&gt;il dossier:&lt;/b&gt; dal 1 maggio su &lt;b&gt;&lt;a href="http://reteradici.blogspot.com/" target="_blank"&gt;reteradici.blogspot.com&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;il &lt;b&gt;&lt;i&gt;dossier RADICI/Rosarno&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; con i risultati del monitoraggio condotto nelle campagne della Piana di Gioia Tauro nel corso dell’ultima stagione agrumicola&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;5 maggio 2011 - Piazza Esquilino&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;10.00-14.00&lt;/u&gt;: &lt;b&gt;Presidio in piazza&lt;/b&gt; per rivendicare il diritto al soggiorno&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;5 maggio 2011 - tutti a Piazza Campo dei Fiori&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;u&gt;18.00-20.00:&lt;/u&gt; Benvenuta dignità! Contro il ritratto della clandestinità e dello sfruttamento, indietro non si torna! &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;(a cura della campagna WELCOME_roma)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;6 maggio 2011 - Sciopero generale per i Diritti&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’appello&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Una vertenza meridionale per il diritto di soggiorno &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;dei braccianti africani sfruttati nelle campagne del Sud&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;L’Unione europea ha da tempo imposto il controllo dei movimenti migratori anche a costo di sostenere regimi dittatoriali. Anno dopo anno le condizioni dei migranti e dei rifugiati sono peggiorate. Dal 2008 il governo Berlusconi ha messo in atto tattiche e strategie discriminatorie, con l’obiettivo non dichiarato di creare una forza lavoro priva di diritti. Tra il 2009 e il 2010 vi è stato l’apice di quella che possiamo definire &lt;i&gt;guerra contro i migranti ed i rifugiati&lt;/i&gt;. Nel Sud del mondo la povertà è cresciuta e molti vogliono lasciare il proprio paese, mentre l’Europa ha costruito la paura dell’invasione, della precarietà lavorativa causata da chi emigra e che diventa il potenziale nemico. Ma in queste ultime settimane questo sistema “fortezza” crolla clamorosamente. La necessità e il diritto di centinaia di persone ad una condizione di vita migliore mettono in crisi le politiche securitarie dell’Occidente.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Le lotte dei migranti degli ultimi due anni e la drammatica e attuale condizione che si sta consumando sulle coste del sud e alle frontiere europee ci catapulta in una nuova fase. Dallo sciopero dei migranti di Castel Volturno alla manifestazione dei braccianti africani a un anno dalla rivolta di Rosarno, ai tumulti nordafricani che ci raccontano di libertà e democrazia, una sfida è stata lanciata, alla politica, alle istituzioni, a tutti noi: molto si può fare se si lavora all’organizzazione delle comunità migranti, a partire dalle loro rivendicazioni primarie. Una lotta che indica un modello, nel metodo e nel contenuto. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La via da seguire è quella della &lt;b&gt;lotta-vertenza&lt;/b&gt;: ogni mobilitazione un risultato, facendo seguire alle sacrosante rivendicazioni globali dei diritti dei migranti una pratica vertenziale capace di raggiungere obiettivi concreti ai tavoli di confronto con le istituzioni. Una pratica che genera circoli virtuosi perché a ogni risultato raggiunto si rafforza il principio che la lotta paga, perché si struttura l’organizzazione delle comunità migranti, perché cresce la forza contrattuale del movimento, perché si sposta su posizioni sempre più avanzate l’asse politico-sindacale. In più, il sistema ha delle forti contraddizioni, che la crisi ha acuito. Si tratta di fare esplodere le contraddizioni e incassare risultati vertenziali e politici.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ma qual è il nodo centrale delle rivendicazioni? L’esperienza dell’ultimo decennio ci dice che tutto passa attraverso l’affermazione del &lt;b&gt;diritto di soggiorno&lt;/b&gt; dei migranti. Dice bene chi dice che la legge Bossi-Fini non ha a che fare solo con le politiche migratorie, ma anche e soprattutto con le politiche del lavoro: genera irregolarità e alimenta sfruttamento e lavoro nero. Quindi la lotta per i documenti attraverso l’organizzazione delle comunità migranti è la via maestra per sovvertire le condizioni di sfruttamento nel mercato del lavoro. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La condizione che i migranti trovano nelle campagne del Sud sono il paradigma di questo stato di cose: diritti negati e sfruttamento. In particolare, alcune migliaia di migranti dell’Africa subsahariana (entrati in Italia tra il 2007 e il 2009 prima dei controversi e falliti accordi con la Libia di Gheddafi) hanno cominciato un percorso di lotta per il diritto a permanere sul nostro territorio, un diritto negato, un diritto da rivendicare con una vertenza meridionale che assicuri loro tutele concrete a partire dalla valutazione dell’esistenza di una &lt;b&gt;doppia condizione di vulnerabilità: &lt;/b&gt;la&lt;b&gt; &lt;/b&gt;provenienza da paesi a rischio, lo sfruttamento nei campi. Alle quali si aggiunge la condizione di inespellibilità in cui si trovano molti migranti. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;La vertenza partita il &lt;b&gt;7 gennaio 2011&lt;/b&gt; deve andare avanti ed estendere la lotta chiamando in causa tutte le realtà attive per garantire diritti e dignità ai migranti, e che condividono il percorso aperto &lt;b&gt;a partire dal nodo di Rosarno&lt;/b&gt;. Per questo lanciamo un appello per costruire la vertenza meridionale con la quale rivendicare diritto al soggiorno e libertà di scelta, la cui prossima tappa attraverserà lo &lt;b&gt;sciopero generale del 6 maggio&lt;/b&gt;,&lt;b&gt;  &lt;/b&gt;con centinaia di migranti che si ritroveranno a Roma uniti per rivendicare diritti e dignità.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;per aderire &lt;a href="mailto:reteradici@gmail.com" target="_blank"&gt;reteradici@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;﻿﻿&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;A Sud &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A Buon DIRITTO_Associazione per le libertà&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Arci Roma&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;associazione&lt;b&gt; Carta Clandestino&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;associazione&lt;b&gt; Città migrante - Reggio Emilia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;associazione&lt;b&gt; Cominciate a pensare&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;associazione &lt;b&gt;Dhuumcatu - Roma&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;associazione&lt;b&gt; Laboratorio 53 onlus&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;associazione&lt;b&gt; Somebody&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;associazione&lt;b&gt; Un ponte per...&lt;br /&gt;Casa dei diritti sociali&lt;br /&gt;Cgil-Comprensorio di Gioia Tauro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Cooperativa sociale &lt;b&gt;"Ruth" - Isola Capo Rizzuto&lt;br /&gt;Esc_infomigrante&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Fp-Cgil Crotone&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Legambiente - Reggio Calabria&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Link Roma&lt;br /&gt;Osservatorio sulla repressione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Prc - Calabria&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Prc - Lazio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Prc - Vibo Valentia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Radio Ciroma-Cosenza&lt;br /&gt;Rete romana di solidarietà per il popolo palestinese&lt;br /&gt;Riminesi globali contro il razzismo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Servizio civile internazionale&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Sezione Anpi “Franco Bartolini” (Trullo –Magliana)&lt;br /&gt;Sportello migranti e sportello lavoratori c\o associazione Rumori Sinistri&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Strike Yomigro&lt;br /&gt;Ya Basta- Moltitudia&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Adesioni individuali: &lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b&gt;Andrea Alzetta&lt;/b&gt; (consigliere comunale Roma), &lt;b&gt;Imma Barbarossa&lt;/b&gt; (Forum donne Prc),  &lt;b&gt;Nuccio Barillà&lt;/b&gt; (direzione nazionale Legambiente), &lt;b&gt;Stefania Bra&lt;/b&gt;i (responsabile nazionale cultura Prc), &lt;b&gt;Fortunato Maria Cacciatore&lt;/b&gt; (docente di Filosofia all'Università della Calabria), &lt;b&gt;Canio Calitri&lt;/b&gt; (segretario regionale Fiom Lazio), &lt;b&gt;Annalice Furfari&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Heidi Gaggio&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Giuliani&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;John Gilbert&lt;/b&gt; (Rsu Università Firenze), &lt;b&gt;Giuseppe Lavorato &lt;/b&gt;(ex parlamentare Pci ed ex sindaco di Rosarno)&lt;b&gt;, Barbara Lechiara, Giovanni Maiolo&lt;/b&gt; (attivista per i diritti dei migranti), &lt;b&gt;Omar Minniti&lt;/b&gt; (consigliere provinciale Prc - Reggio Calabria, Direttivo nazionale Unione Province d'Italia), &lt;b&gt;Sandro Modafferi&lt;/b&gt; (consigliere comunale Sel - Pisa), &lt;b&gt;Mario Parretta, Ilario Pinnizzotto, Francesca Re David (&lt;/b&gt;segretario nazionale Fiom), &lt;b&gt;Rocco Tassone &lt;/b&gt;(segretario Prc - Calabria), &lt;b&gt;Roberta Turi&lt;/b&gt; (Fiom Roma Sud)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Artisti: &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Assalti frontali, Christian Carmosino&lt;/b&gt; (regista e componente dell'associazione italiana documentaristi), &lt;b&gt;Collettivo d'attori "Voci del deserto", Madya Diebate&lt;/b&gt; (musicista), &lt;b&gt;Elio Germano&lt;/b&gt; (attore), &lt;b&gt;Sabina Guzzanti&lt;/b&gt; (regista e attrice), &lt;b&gt;Sandro Joyeux&lt;/b&gt; (musicista), &lt;b&gt;Citto Maselli&lt;/b&gt; (regista), &lt;b&gt;Kalafro &lt;/b&gt;(musicisti)&lt;b&gt;,&lt;/b&gt; &lt;b&gt;Kalamu&lt;/b&gt; (musicisti), &lt;b&gt;Kento&lt;/b&gt; (musicista), &lt;b&gt;Gwya Sannia&lt;/b&gt; (regista), &lt;b&gt;Andrea Satta&lt;/b&gt; (musicista), &lt;b&gt;Carmine Torchia&lt;/b&gt; (musicista)&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;/m:defjc&gt;&lt;/m:rmargin&gt;&lt;/m:lmargin&gt;&lt;/m:dispdef&gt;&lt;/m:smallfrac&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-4510570173373360758?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/4510570173373360758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/05/46-maggio-i-migranti-di-rosarno-roma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4510570173373360758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4510570173373360758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/05/46-maggio-i-migranti-di-rosarno-roma.html' title='4_6 MAGGIO I MIGRANTI DI ROSARNO A ROMA.  ADERISCI ALL&apos;APPELLO'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-3743542852912905</id><published>2011-04-12T06:49:00.000-07:00</published><updated>2011-04-12T06:50:20.088-07:00</updated><title type='text'>Un mare di guerra,</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Sans Serif predefinito,Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif;font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;Annamaria Rivera,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;il manifesto, pp. 1 e 3 &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;Ancora  cadaveri di uomini, donne e bambini che vanno a ingigantire l’immenso  sepolcro che è divenuto il Mare Nostrum, un tempo mare che affratellava&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;genti,  costumi, culture, oggi confine blindato che separa e stermina,  uccidendo quel che resta della nostra umanità. Le ultime  duecentocinquanta vittime del Canale di Sicilia, eritrei e somali -che  alcuni media tuttora, pur di fronte a una tale tragedia, osano chiamare  “clandestini” o “extracomunitari”- non sono morte solo di  proibizionismo, ma anche della nostra colpevole ingerenza “umanitaria”  in Libia. Che ha preferito i bombardamenti ai corridoi davvero  umanitari, che ha ignorato cinicamente il dovere di salvare anzitutto  gli esseri umani e fra i primi i rifugiati, perseguitati e&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;intrappolati dalla guerra civile. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Lo  sappiamo già ora: neppure queste vittime per eccellenza, annegate (per  ritardi o imperizia altrui?) nel corso delle operazioni di soccorso  della guardia costiera italiana, varranno a sollecitare l’empatia che fa  scattare la molla della solidarietà collettiva e che induce a  riflettere sulla follia delle guerre “umanitarie” che uccidono umani. E’  da molto tempo che il nostro infelice Paese non prova più il sentimento  che giusto vent’anni fa spinse gli abitanti di Brindisi, città di  neppure 90mila abitanti, a &lt;span style="color: black;"&gt;rifocillare,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;soccorrere, ospitare nelle proprie case 27mila profughi albanesi. &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;Sotto i ponti son&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;passate  acque assai torbide: la propaganda razzista e sicuritaria, il veleno  leghista somministrato giorno dopo giorno in dosi sempre più elevate,  una politica mediocre che compete in cattiveria verso gli “estranei” a  fini elettorali, un’Europa unita che sa unirsi quasi solo quando si  tratta di denaro e di difesa dei propri confini dall’irruzione dei  barbari. Sicché neppure quest’ultima tragedia, neanche le immagini dei  volti sofferenti e terrorizzati degli scampati e i racconti di chi fra  loro ha perso in mare l’intera famiglia, neppure l’idea atroce dei  bambini ingoiati dalle acque che avrebbero dovuto sospingerli verso la  salvezza varranno a riflettere sulla follia collettiva di cui siamo  preda. Plaudiamo, più o meno tardivamente, con più o meno entusiasmo, al  vento di primavera&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che travolge i regimi dispotici dell’altra sponda e accettiamo il dispotismo grossolano degli idraulici di governo: quelli&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che  parlano di esseri umani in cerca di fortuna o di salvezza nei termini  di rubinetti da fermare e vasche da svuotare. Partecipiamo all’esercito  dei “volenterosi” che vanno a pacificare la Libia con i bombardamenti e  non ci preoccupiamo dei nostri infelici ex colonizzati, prima  discriminati o schiavizzati, poi impastoiati fra&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;la  guerra civile e l’intervento “umanitario”: ultimi del mondo, senza pace  e senza patria, che non hanno dove andare e dove tornare anche grazie  agli effetti nella lunga durata delle nostre politiche coloniali e  neocoloniali. Anche per i superstiti eritrei e somali e per gli altri di  loro che riusciranno ad arrivare da noi, gli idraulici di governo  faranno le vittime dell’Europa cinica e bara che non riesce a difenderli  dallo “tsunami umano”? Oseranno, i “volenterosi” nostrani, subordinare  il dovere di accogliere degnamente i rifugiati a qualche accordicchio,  strappato in tal caso al prossimo (forse) governo di transizione libico?  Infine una considerazione basilare. Le rivolte che hanno rovesciato o  sconvolto i regimi dittatoriali dell’altra sponda sono animate in molti  casi dal desiderio di libertà e dalla pretesa di dignità: libertà e  dignità significano per i giovani rivoltosi anche libertà di movimento e  diritto di cercare altrove un destino più dignitoso,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;senza mettere a rischio la propria vita. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Perciò  i governi di transizione non potrebbero pretendere di rappresentare la  rottura radicale con i vecchi regimi senza spezzarne i cardini portanti:  fra questi, gli accordi bilaterali che fecero di essi i gendarmi feroci  e prezzolati della Fortezza Europa. Insomma, una delle condizioni  perché quelle in corso siano davvero rivoluzioni, capaci di conquistare a  sé strati popolari, risiede nella volontà e possibilità di resistere ai  ricatti europei e più in generale atlantici. Non è facile né scontato.  Ma sarebbe meno arduo se chi, rifiutando di ricoprire il vecchio ruolo  da cane da guardia dei confini altrui, avesse come alleati su questa  sponda chi decide davvero che non ne può più di neocolonialismo, di  guerre “umanitarie” e di frontiere blindate e per questo e altro è  disposto a rivoltarsi contro idraulici e “volenterosi” di tutte le  specie. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-3743542852912905?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/3743542852912905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/un-mare-di-guerra_12.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/3743542852912905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/3743542852912905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/un-mare-di-guerra_12.html' title='Un mare di guerra,'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-453335954566712426</id><published>2011-04-09T15:24:00.001-07:00</published><updated>2011-04-09T15:30:59.849-07:00</updated><title type='text'>CIRCOLARE_MINISTER_INTERNO_FRANCESE_6_APRILE.2011</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-Eh-Ivt3WRV8/TaDeEvUHmjI/AAAAAAAAAKQ/f3zlTrklP4k/s1600/Immagine%2B4.png"&gt;&lt;img style="display: block; 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Togliatti (tram 14)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify; color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Chiediamo il rilascio del permesso di soggiorno, l'autorizzazione per i venditori ambulanti, il riconoscimento delle sale di culto per tutte le religioni, luoghi e spazi di aggregazione per uno scambio culturale!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-4668215989663607046?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/4668215989663607046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/domani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4668215989663607046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4668215989663607046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/domani.html' title='domani...'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-7835004944754990461</id><published>2011-04-09T15:05:00.000-07:00</published><updated>2011-04-09T15:08:43.329-07:00</updated><title type='text'>Mineo, profughi Spa</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt; 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La proprietaria dell’area 360mila. Più di 20 milioni solo per il 2011. Senza contare gli stipendi. Tutto a carico del contribuente. Per Berlusconi e Maroni sarà il simbolo in Europa dell’accoglienza rifugiati made in Italy, ma è solo che la riproposizione sul fronte migrazione del modello Emergenza S.p.a., con ingenti flussi di denaro pubblico a favore dei soliti noti. Si tratta del residence di Mineo (Catania), piccolo centro agricolo nel cuore della Sicilia, che prima ospitava i militari USA della base aeronavale di Sigonella e dove adesso sono deportati i richiedenti asilo di tutta Italia e i giovani tunisini scampati all’inferno di Lampedusa. Ibrido giuridico, a metà strada tra un CARA (centro accoglienza per richiedenti) e un CIE (struttura di detenzione per l’identificazione e l’espulsione degli “irregolari”), il residence della solidarietà di Mineo sarà l’inesauribile pozzo di san Patrizio per holding paramilitari, cooperative clientelar-sociali e prestigiosi signori del cemento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le organizzazioni siciliane antirazziste hanno già fatto le prime stime dell’affaire. Agli enti che gestiscono i CARA sparsi sul territorio nazionale, il governo versa un contributo che fluttua dai 40 ai 52 euro al giorno per ogni richiedente asilo. Considerato il numero degli “ospiti” di Mineo (già sono 2.000), gli incassi per la mera gestione accoglienza oscilleranno mensilmente dai 2 milioni e 400 mila ai 3 milioni di euro. A beneficiarne sarà la Croce Rossa Italiana, individuata dal Commissario straordinario per l’emergenza immigrati, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso, senza l’indizione di un bando ad evidenza pubblica e la presentazione di un piano dei servizi da gestire. “Sino al 30 giugno 2011, la CRI impiegherà fondi propri destinati alla gestione delle situazioni di emergenza”, precisa il dott. Caruso. Per i restanti sei mesi coperti dal decreto anti-sbarchi ci penserà però il contribuente. Conti alla mano un gruzzolo che a fine anno potrebbe oscillare tra i 14 e i 18 milioni di euro. Pensare che l’accoglienza diluita nei Comuni di mezza Italia, grazie alle reti solidali di enti e associazioni (il cosiddetto sistema Sprar), pesa per non più di 20-22 euro al giorno per rifugiato. Con il vantaggio che si tratta in buona parte di esperienze con forti ricadute sull’economia e l’occupazione locale, come ad esempio accade a Riace, paesino della provincia di Reggio Calabria, riconosciuto internazionalmente come modello d’integrazione cittadini-migranti. A Mineo, invece, si dovrà sperare sulle “pressioni” del presidente della Provincia di Catania e coordinatore regionale del Pdl, Giuseppe Castiglione, perché la Croce Rossa affidi la gestione di alcuni servizi del villaggio alla miriade di cooperative locali, tutte riconducibili al potente consorzio Sol.Co. di Catania interessato da tempo a mettere radici nell’ex residence USA. In fondo si tratterebbe di versare una piccola tassa, ottenendo in cambio il consenso all’operazione dei politici e degli amministratori del luogo. Una fabbrica di soldi e di voti, dunque, il moderno ghetto per rifugiati e deportati.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Il vero affare, quello meno trasparente, è tuttavia quello relativo ai canoni che saranno pagati dal governo per l’utilizzo delle 404 villette presenti nell’infrastruttura. Invece di dirottare i migranti verso le numerose strutture pubbliche dismesse (come ad esempio la ex base missilistica di Comiso, già utilizzata per l’emergenza Kosovo nel 1999), il duo Berlusconi-Maroni ha imposto che il mega-CARA “d’eccellenza” trovasse posto in quello che strumentalmente è stato definito “ex villaggio NATO” ma che in verità è di proprietà della Pizzarotti S.p.A. di Parma, una delle principali società di costruzioni italiane, contractor di fiducia delle forze armate USA (lavori nelle basi di Aviano, Camp Darby, Vicenza e Sigonella). I manager dell’azienda chiedevano allo Stato un contratto di locazione per una durata non inferiore ai 5 anni, ma il Prefetto-Commissario Giuseppe Caruso ha preferito emettere un’ordinanza di requisizione della struttura sino al 31 dicembre. Contestualmente è stata affidata all’Agenzia Territoriale del demanio di Catania la valutazione dell’indennizzo per la Pizzarotti , che per legge non potrà essere inferiore ai valori di mercato. Quanto? È presto fatto. La Marina USA pagava alla società un canone annuo di 8 milioni e mezzo di dollari, più le spese per la gestione dei servizi all’interno del villaggio. Anche a limitarsi all’accattivante offerta fatta direttamente alle famiglie dei militari dopo la rescissione del contratto con il Dipartimento della difesa (900 euro al mese a villetta), alla Pizzarotti non andrebbero meno di 363.000 euro al mese, moltiplicato per i 10 mesi coperti dal decreto di emergenza. Più il canone per l’utilizzo degli altri immobili (uffici, mense, strutture commerciali, palestre, campi da tennis e football, asilo nido, sala per le funzioni religiose e 12 ettari di spazi verdi). Solo per il 2011 il Grand Hotel di Mineo “Deportati &amp;amp; C.” costerà così non meno di una ventina di milioni di euro, senza includere gli stipendi e le indennità missione di oltre un centinaio tra poliziotti, carabinieri e militari dell’Esercito. Un colossale sperpero di risorse in nome della guerra santa alle migrazioni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;diffusione a cura della Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella&lt;/p&gt;  &lt;/m:defjc&gt;&lt;/m:rmargin&gt;&lt;/m:lmargin&gt;&lt;/m:dispdef&gt;&lt;/m:smallfrac&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-7835004944754990461?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/7835004944754990461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/mineo-profughi-spa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7835004944754990461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7835004944754990461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/mineo-profughi-spa.html' title='Mineo, profughi Spa'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-1260782763738241787</id><published>2011-04-09T15:02:00.001-07:00</published><updated>2011-04-09T15:04:04.748-07:00</updated><title type='text'>Voglia di sciopero precario</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-d2dk_TiuhkI/TaDXqsaYMpI/AAAAAAAAAJg/ZGhKnC-Yn7g/s1600/c316b5130dc083387994cd294272c73e_medium.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-d2dk_TiuhkI/TaDXqsaYMpI/AAAAAAAAAJg/ZGhKnC-Yn7g/s400/c316b5130dc083387994cd294272c73e_medium.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593707865670431378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se siamo precari e precarie o migranti non è per colpa di un tragico destino, ma perché qualcuno in questi ultimi quindici anni ha fatto profitti immensi sulla nostra pelle. Si chiamano Ministero della pubblica istruzione, casa editrice X, cooperativa Y, fabbrica Z, chiunque ti costringa ad aprire una partita IVA per fare la segretaria, chi ti chiede sei mesi di stage gratuito. Se siamo precari e precarie o migranti non è per fatalità, ma perché chi avrebbe dovuto tutelarci, come i sindacati (tutti i sindacati), non si è accorto della nostra presenza, se non quando era troppo tardi o troppo comodo.&lt;br /&gt;Si può fare qualcosa? Di certo non è il momento di raccontare quanto siamo sfigati, anzi è ora di dimostrare che siamo forti. Le manifestazioni simboliche non bastano più! Siamo arrivati alla prova del nove.&lt;br /&gt;Se da domani il percorso di Il nostro tempo è adesso continuerà usando noi precari e migranti come testimonial potremo dire che è stata la solita messa in scena mediatica per nascondere ciò che non è stato fatto fino a oggi. Se da domani invece si comincerà a costruire uno sciopero generale contro la precarietà e contro lo sfruttamento del lavoro migrante, uno sciopero vero, non di quattro orette, non che parla d’altro, allora siamo finalmente di fronte a un cambiamento significativo.&lt;br /&gt;E gli obiettivi devono essere chiari. Parlare genericamente di stabilizzazione è ridicolo, dato che i sindacati non riescono a tutelare nemmeno i propri lavoratori garantiti (vedi Mirafiori e Pomigliano).Tanto per iniziare: introduzione di un reddito non legato né alla cittadinanza né al lavoro, semplificazione delle tipologie contrattuali, rottura del legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, ripristino dei diritti fondamentali per tutti (maternità, cittadinanza, pensione, formazione). E sui luoghi di lavoro bisogna decidere da che parte stare. Per trattare con un’azienda, spesso bisogna trattarla male. Dopo un ritardo di 15anni, e dopo le responsabilità dirette e indirette che hanno, i sindacati non possono più far finta che non sia così.&lt;br /&gt;Noi non portiamo rancore, ma non siamo neanche fessi. Da sette anni la rete di San Precario e il movimento dei migranti cavalcano contro il tempo, difendendo tutti coloro che sono precari, operai e migranti come noi.&lt;br /&gt;Puoi fidarti: non ci facciamo turlupinare facilmente. I diritti che ci servono dobbiamo conquistarli da noi.&lt;br /&gt;Vieni a Roma agli Stati generali della precarietà, dove discuteremo di “sciopero precario”.&lt;br /&gt;Vieni alla Mayday, il primo maggio atipico di Milano.&lt;br /&gt;Oppure contattaci su www.coordinamentomigranti.splinder.com&lt;br /&gt;E ricordati, se incrociassimo le braccia l’Italia si fermerebbe. Questa è la nostra arma e questo dobbiamo fare.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ROMA, 15-17 Aprile, Stati Generali della Precarietà 3.0: l’incontro aperto a tutti i lavoratori, precarie, sindacalisti, reti che vogliono contribuire a inventare lo sciopero precario. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;MILANO, MayDay: da dieci anni il primo maggio dove la creatività e la rabbia dei precari e delle precarie sono protagoniste.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-1260782763738241787?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/1260782763738241787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/voglia-di-sciopero-precario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1260782763738241787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1260782763738241787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/voglia-di-sciopero-precario.html' title='Voglia di sciopero precario'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-d2dk_TiuhkI/TaDXqsaYMpI/AAAAAAAAAJg/ZGhKnC-Yn7g/s72-c/c316b5130dc083387994cd294272c73e_medium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-9016989439423000998</id><published>2011-04-08T05:48:00.000-07:00</published><updated>2011-04-08T06:02:45.840-07:00</updated><title type='text'>ACCOGLIENZA E DIRITTI AI PROFUGHI E  IMMIGRATI I FUGA DA GUERRA E FAME</title><content type='html'>La recente strage di oltre 300 migranti, tra cui moltissimi bambini, in fuga dalla guerra e dalla fame – in un Mediterraneo divenuto da tempo la tomba, invece che la “ culla”, della civiltà – denuncia e smaschera la criminale ferocia dei governi europei, sempre disponibili a “ guerre umanitarie” e totalmente insensibili e xenofobi nei confronti di quanti vanno a “ liberare”.&lt;br /&gt;L’ignobile scaricabarile tra Italia e Francia – cobelligeranti in Libia e cugini affaristi di TAV, nucleare - acqua, aziende floride – testimonia il disprezzo della vita umana e dell’accoglienza, oltre l’ipocrisia della firma di Trattati Umanitari e Dichiarazioni dei Diritti dell’Uomo!&lt;br /&gt;La decisione del governo Berlusconi di concedere i “ permessi per motivi umanitari” – che in teoria permettono la libera circolazione nell’Europa del Trattato di Schengen e che permette la ricongiunzione con i parenti, soprattutto in Francia – risponde solo allo sporco e meschino interesse di liberarsi dalla massa di migranti in Italia!&lt;br /&gt;Viceversa, se prevalesse lo spirito umanitario, il ministro Maroni dovrebbe cessare di attivare gli incostituzionali rimpatri e arresti per emigrazione clandestina, non dovrebbe applicare la Bossi-Fini per l’insieme dei migranti!&lt;br /&gt;Invece siamo alle solite. Si concede la carota del “ permesso umanitario”, per brandire il bastone del famigerato “ pacchetto sicurezza “, con tutte le spietatezze che comporta riguardo agli immigrati, visti e trattati come nemici a prescindere.&lt;br /&gt;La Confederazione Cobas, nel mentre contribuisce ad alleviare le ferite di questi/e sfortunati/e fratelli e sorelle – a sostenere l’accoglienza e il diritto di fuga dai CIE, CARA e bestiali campi lager, in Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Lazio, Toscana, Piemonte e ovunque – al contempo rivendica il permesso di soggiorno e di asilo, il diritto di ricongiungimento e di cittadinanza per tutti/e i richiedenti.&lt;br /&gt;La Confederazione Cobas si fa promotrice e partecipe delle iniziative a sostegno dei diritti dei profughi e dei migranti su tutto il territorio italiano.&lt;br /&gt;Allo stesso tempo è parte del movimento che sollecita il cessate il fuoco in Libia, la fine dell’intervento Nato, l’uscita dalla guerra dell’Italia; che sostiene i movimenti di liberazione nel Magreb, Mashrek e in tutto il mondo arabo soggiogato da regimi dispotici, corrotti, antipopolari.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Roma 8.4.2011 CONFEDERAZIONE COBAS&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-9016989439423000998?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/9016989439423000998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/accoglienza-e-diritti-ai-profughi-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/9016989439423000998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/9016989439423000998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/accoglienza-e-diritti-ai-profughi-e.html' title='ACCOGLIENZA E DIRITTI AI PROFUGHI E  IMMIGRATI I FUGA DA GUERRA E FAME'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-4814864530921825177</id><published>2011-04-08T05:43:00.000-07:00</published><updated>2011-04-08T05:45:48.544-07:00</updated><title type='text'>LA TRAGEDIA DEL CANALE DI SICILIA IL NOSTRO LUTTO, IL NOSTRO IMPEGNO</title><content type='html'>La tragedia avvenuta ieri nel canale di Sicilia ci interroga su quanto il nostro paese e l’Europa tutta stiano smarrendo il senso di umanità che è presupposto di ogni democrazia. Quelle morti non sono frutto del caso. C’è una responsabilità collettiva delle nostre società ed una, più pesante, di chi ricopre ruoli istituzionali e ha il potere di produrre, con le proprie scelte, conseguenze concrete sulla vita delle persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la Camera dei Deputati ha giustamente osservato un minuto di silenzio per quelle vittime innocenti. Ma non possiamo dimenticare che il 6 febbraio del 2009 lo stesso Parlamento ratificava il trattato di amicizia italo libico prevedendo l’impiego di mezzi e risorse per controllare le frontiere e impedire le partenze verso l’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 6 maggio 2009, dopo che per anni le navi italiane avevano soccorso i migranti anche fuori dalle acque territoriali, per la prima volta il nostro Paese respinse 3 barche con 227 persone a bordo, cancellando d’un colpo il principio di non respingimento previsto dell’art.33 della Convenzione di Ginevra sul diritto d’asilo. Quei 227 provenivano dal corno d’africa, la stessa regione da cui provengono i morti di oggi. Profughi secondo la rappresentazione di oggi, ma clandestini da rimandare nelle mani dei loro aguzzini secondo quanto affermato dal nostro Governo. Nulla succede per caso. In realtà queste vite umane sono sacrificate sull’altare della ragion di stato e della propaganda elettorale permanente a cui siamo sottoposti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi pensiamo che si possa e si debba reagire. Sarebbe stato giusto proclamare domani una giornata di lutto nazionale, perché anche quei bambini, quelle donne e quegli uomini fanno parte della nostra comunità umana. Noi dell’ARCI lo faremo. Chiederemo alle nostre strutture di esporre un segno di lutto nelle sedi, di listare a lutto giornali e siti web, di osservare un minuto di silenzio nelle iniziative in programma nei circoli Arci, di fare ogni altro gesto che possa servire a ricordare il sacrificio di quegli esseri umani e le nostre responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E faremo anche un piccolo gesto individuale. Porteremo un fiore, una rosa rossa, davanti ai nostri municipi. Perché quelle sedi rappresentano la comunità locale. La comunità che mancava a quelle vittime della frontiera fuggite dalle guerre in cerca di sicurezza e protezione per se e per i loro figli. A Roma davanti al Campidoglio deporremo 250 rose, una per ciascuna di quelle persone che non incontreremo mai e che sarebbero potuti diventare romani, bolognesi o milanesi come noi. A loro vogliamo dare simbolicamente, almeno per un giorno, cittadinanza in questo Paese che li ha respinti e li ha costretti ad un viaggio mortale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E al tempo stesso continueremo ad impegnarci concretamente, coi nostri circoli nei territori, per garantire accoglienza e protezione a chi sta arrivando. Continueremo a chiedere che siano aperti adesso canali umanitari per gli altri profughi che sono ancora in Libia e Tunisia, che venga fermata la macchina dei respingimenti, che il nostro paese faccia il suo dovere per sostenere concretamente i diritti umani e i processi di democratizzazione nel nord Africa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UFFICIO STAMPA&lt;br /&gt;Via dei Monti di Pietralata, 16&lt;br /&gt;Andreina Albano&lt;br /&gt;Tel. 06 41609267 – 348 3419402 albano@arci.it&lt;br /&gt;www.arci.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-4814864530921825177?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/4814864530921825177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/la-tragedia-del-canale-di-sicilia-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4814864530921825177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4814864530921825177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/la-tragedia-del-canale-di-sicilia-il.html' title='LA TRAGEDIA DEL CANALE DI SICILIA IL NOSTRO LUTTO, IL NOSTRO IMPEGNO'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-4665073330783722952</id><published>2011-04-08T05:41:00.001-07:00</published><updated>2011-04-08T05:42:50.593-07:00</updated><title type='text'>Libertà di circolazione per i migranti. Unica scelta possibile per governare l’esodo dal Maghreb</title><content type='html'>Nazionale – venerdì, 01 aprile 2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli arrivi, prevedibili, degli immigrati dall’altra sponda del Mediterraneo sono stati utilizzati dal nostro Ministro dell’interno non solo per agitare lo spauracchio dell’esodo biblico ma anche per fomentare la psicosi e accrescere la paura dell’arrivo dei clandestini, pericolo incombente per la sicurezza dei cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciare per settimane e settimane migliaia e migliaia di migranti a Lampedusa, spostarne altre migliaia a Mineo e a Manduria non è stata una scelta dettata dall’incapacità ma da una strategia precisa, decisa al fine di provocare opposizioni e rivolte da parte delle popolazioni locali contro le invasioni barbariche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto succede nel Maghreb sta scardinando tutti gli equilibri costruiti in questi anni dai governi europei per contenere gli esodi attraverso accordi beceri con i corrotti regimi di quei  paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si finge di sostenere quelle rivolte , di inneggiare alle rivoluzioni arabe per poi portare la guerra umanitaria in Libia al solo scopo di appropriarsi del suo petrolio e scatenarne un’altra assai poco umanitaria nei nostri paesi contro i migranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Unione Europea preferisce elargire soldi ai paesi interessati da flussi migratori imprevisti e consistenti piuttosto che aprire le frontiere ed accoglierli eppure esistono direttive che prevedono la possibilità per i paesi dell’Unione di concedere lo status di rifugiato  almeno per un anno, come forma di protezione temporanea alle persone in fuga da paesi e regioni interessati da gravi crisi che provocano esodi  massicci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nessuno dei 27 paesi dell’Unione vuole adottare una misura di tal genere perché temono che,  una volta attivato il meccanismo, sarebbero obbligati a concedere automaticamente tale status a tutti i migranti provenienti dal Maghreb;  si rifugiano nell’odiosa e demagogica distinzione tra profughi e clandestini, tra richiedenti asilo e migranti economici, per i quali ultimi non sono previste forme di accoglienza e redistribuzione nei vari paesi europei; distinzione che prelude da una parte a rimpatri collettivi forzati illegittimi e dall’altra ad internamenti in tendopoli posti in luoghi isolati e spersi nelle campagne rispetto ai quali l’unico obiettivo per i migranti è la fuga,  con il rischio di suscitare forti tensioni con le comunità locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Europa dei 27, che con i suoi oltre 500 milioni di abitanti costituisce ancora una delle aree più ricche del mondo, che ha completamente  liberalizzato la circolazione delle merci e dei capitali, che ha abbattuto le barriere finanziarie, oggi innalza muri invalicabili contro poche migliaia di migranti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il governo italiano, se volesse, potrebbe attivare quelle misure di carattere eccezionale di protezione temporanea consentite dall’art.20 del Testo unico sull’immigrazione allo scopo di gestire situazioni di afflusso massiccio di persone  che fuggono da paesi in condizioni di grave instabilità: Maroni preferisce evidentemente, per ragioni di pura opportunità politica,  portare all’esasperazione sia  i migranti che i territori destinatari di tendopoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crediamo che non basti più dire: organizziamo l’accoglienza, che in questi anni nel nostro paese ha significato disumani  luoghi di reclusione per gli immigrati e vantaggi economici per il business assistenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo agire su obiettivi molti concreti che permettano il rispetto dei diritti e della dignità dei migranti e contemporaneamente evitare rigurgiti razzisti facilmente suscettibili in situazioni non governate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo avere il coraggio di denunciare un’Unione Europea che chiude la frontiere alle persone, si disinteressa dell’emergenza sulla sua frontiera meridionale, aiutata in questo dall’esistenza in Italia di un governo che definire di incapaci sarebbe un complimento, bombarda la Libia e cerca nuovi vergognosi accordi bilaterali per ricominciare con i respingimenti in mare degli immigrati, come sta tentando di fare Maroni con la Tunisia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa Europa del resto che non esita a strangolare i paesi più deboli, come la Grecia il Portogallo e l’Irlanda, dove a  pagare le conseguenze dei feroci piani di risanamento finanziari sono solo i ceti popolari: lavoratori, pensionati, giovani donne, precari e appunto migranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo chiediamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&gt; la protezione internazionale per rifugiati e richiedenti asilo, con l’applicazione delle leggi esistenti &lt;br /&gt;&gt; la concessione del visto Schengen per tutti gli immigrati ‘economici’ in transito in Italia e che dichiarino di volersi recare in altri paesi europei&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-4665073330783722952?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/4665073330783722952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/liberta-di-circolazione-per-i-migranti_08.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4665073330783722952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4665073330783722952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/liberta-di-circolazione-per-i-migranti_08.html' title='Libertà di circolazione per i migranti. Unica scelta possibile per governare l’esodo dal Maghreb'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-4097813940654043686</id><published>2011-04-08T05:41:00.000-07:00</published><updated>2011-04-08T05:42:47.275-07:00</updated><title type='text'>Libertà di circolazione per i migranti. Unica scelta possibile per governare l’esodo dal Maghreb</title><content type='html'>Nazionale – venerdì, 01 aprile 2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli arrivi, prevedibili, degli immigrati dall’altra sponda del Mediterraneo sono stati utilizzati dal nostro Ministro dell’interno non solo per agitare lo spauracchio dell’esodo biblico ma anche per fomentare la psicosi e accrescere la paura dell’arrivo dei clandestini, pericolo incombente per la sicurezza dei cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciare per settimane e settimane migliaia e migliaia di migranti a Lampedusa, spostarne altre migliaia a Mineo e a Manduria non è stata una scelta dettata dall’incapacità ma da una strategia precisa, decisa al fine di provocare opposizioni e rivolte da parte delle popolazioni locali contro le invasioni barbariche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto succede nel Maghreb sta scardinando tutti gli equilibri costruiti in questi anni dai governi europei per contenere gli esodi attraverso accordi beceri con i corrotti regimi di quei  paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si finge di sostenere quelle rivolte , di inneggiare alle rivoluzioni arabe per poi portare la guerra umanitaria in Libia al solo scopo di appropriarsi del suo petrolio e scatenarne un’altra assai poco umanitaria nei nostri paesi contro i migranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Unione Europea preferisce elargire soldi ai paesi interessati da flussi migratori imprevisti e consistenti piuttosto che aprire le frontiere ed accoglierli eppure esistono direttive che prevedono la possibilità per i paesi dell’Unione di concedere lo status di rifugiato  almeno per un anno, come forma di protezione temporanea alle persone in fuga da paesi e regioni interessati da gravi crisi che provocano esodi  massicci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nessuno dei 27 paesi dell’Unione vuole adottare una misura di tal genere perché temono che,  una volta attivato il meccanismo, sarebbero obbligati a concedere automaticamente tale status a tutti i migranti provenienti dal Maghreb;  si rifugiano nell’odiosa e demagogica distinzione tra profughi e clandestini, tra richiedenti asilo e migranti economici, per i quali ultimi non sono previste forme di accoglienza e redistribuzione nei vari paesi europei; distinzione che prelude da una parte a rimpatri collettivi forzati illegittimi e dall’altra ad internamenti in tendopoli posti in luoghi isolati e spersi nelle campagne rispetto ai quali l’unico obiettivo per i migranti è la fuga,  con il rischio di suscitare forti tensioni con le comunità locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Europa dei 27, che con i suoi oltre 500 milioni di abitanti costituisce ancora una delle aree più ricche del mondo, che ha completamente  liberalizzato la circolazione delle merci e dei capitali, che ha abbattuto le barriere finanziarie, oggi innalza muri invalicabili contro poche migliaia di migranti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il governo italiano, se volesse, potrebbe attivare quelle misure di carattere eccezionale di protezione temporanea consentite dall’art.20 del Testo unico sull’immigrazione allo scopo di gestire situazioni di afflusso massiccio di persone  che fuggono da paesi in condizioni di grave instabilità: Maroni preferisce evidentemente, per ragioni di pura opportunità politica,  portare all’esasperazione sia  i migranti che i territori destinatari di tendopoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crediamo che non basti più dire: organizziamo l’accoglienza, che in questi anni nel nostro paese ha significato disumani  luoghi di reclusione per gli immigrati e vantaggi economici per il business assistenziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo agire su obiettivi molti concreti che permettano il rispetto dei diritti e della dignità dei migranti e contemporaneamente evitare rigurgiti razzisti facilmente suscettibili in situazioni non governate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo avere il coraggio di denunciare un’Unione Europea che chiude la frontiere alle persone, si disinteressa dell’emergenza sulla sua frontiera meridionale, aiutata in questo dall’esistenza in Italia di un governo che definire di incapaci sarebbe un complimento, bombarda la Libia e cerca nuovi vergognosi accordi bilaterali per ricominciare con i respingimenti in mare degli immigrati, come sta tentando di fare Maroni con la Tunisia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa Europa del resto che non esita a strangolare i paesi più deboli, come la Grecia il Portogallo e l’Irlanda, dove a  pagare le conseguenze dei feroci piani di risanamento finanziari sono solo i ceti popolari: lavoratori, pensionati, giovani donne, precari e appunto migranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo chiediamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&gt; la protezione internazionale per rifugiati e richiedenti asilo, con l’applicazione delle leggi esistenti &lt;br /&gt;&gt; la concessione del visto Schengen per tutti gli immigrati ‘economici’ in transito in Italia e che dichiarino di volersi recare in altri paesi europei&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-4097813940654043686?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/4097813940654043686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/liberta-di-circolazione-per-i-migranti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4097813940654043686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4097813940654043686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/liberta-di-circolazione-per-i-migranti.html' title='Libertà di circolazione per i migranti. Unica scelta possibile per governare l’esodo dal Maghreb'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-5292972999863830186</id><published>2011-04-07T03:22:00.000-07:00</published><updated>2011-04-07T03:23:55.456-07:00</updated><title type='text'>Un mare di guerra</title><content type='html'>Annamaria Rivera,&lt;br /&gt;il manifesto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora cadaveri di uomini, donne e bambini che vanno a ingigantire l’immenso sepolcro che è divenuto il Mare Nostrum, un tempo mare che affratellava  genti, costumi, culture, oggi confine blindato che separa e stermina, uccidendo quel che resta della nostra umanità. Le ultime duecentocinquanta vittime del Canale di Sicilia, eritrei e somali -che alcuni media tuttora, pur di fronte a una tale tragedia, osano chiamare “clandestini” o “extracomunitari”- non sono morte solo di proibizionismo, ma anche della nostra colpevole ingerenza “umanitaria” in Libia. Che ha preferito i bombardamenti ai corridoi davvero umanitari, che ha ignorato cinicamente il dovere di salvare anzitutto gli esseri umani e fra i primi i rifugiati, perseguitati e  intrappolati dalla guerra civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sappiamo già ora: neppure queste vittime per eccellenza, annegate (per ritardi o imperizia altrui?) nel corso delle operazioni di soccorso della guardia costiera italiana, varranno a sollecitare l’empatia che fa scattare la molla della solidarietà collettiva e che induce a riflettere sulla follia delle guerre “umanitarie” che uccidono umani. E’ da molto tempo che il nostro infelice Paese non prova più il sentimento che giusto vent’anni fa spinse gli abitanti di Brindisi, città di neppure 90mila abitanti, a rifocillare,  soccorrere, ospitare nelle proprie case 27mila profughi albanesi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto i ponti son  passate acque assai torbide: la propaganda razzista e sicuritaria, il veleno leghista somministrato giorno dopo giorno in dosi sempre più elevate, una politica mediocre che compete in cattiveria verso gli “estranei” a fini elettorali, un’Europa unita che sa unirsi quasi solo quando si tratta di denaro e di difesa dei propri confini dall’irruzione dei barbari. Sicché neppure quest’ultima tragedia, neanche le immagini dei volti sofferenti e terrorizzati degli scampati e i racconti di chi fra loro ha perso in mare l’intera famiglia, neppure l’idea atroce dei bambini ingoiati dalle acque che avrebbero dovuto sospingerli verso la salvezza varranno a riflettere sulla follia collettiva di cui siamo preda. Plaudiamo, più o meno tardivamente, con più o meno entusiasmo, al vento di primavera  che travolge i regimi dispotici dell’altra sponda e accettiamo il dispotismo grossolano degli idraulici di governo: quelli  che parlano di esseri umani in cerca di fortuna o di salvezza nei termini di rubinetti da fermare e vasche da svuotare. Partecipiamo all’esercito dei “volenterosi” che vanno a pacificare la Libia con i bombardamenti e non ci preoccupiamo dei nostri infelici ex colonizzati, prima discriminati o schiavizzati, poi impastoiati fra  la guerra civile e l’intervento “umanitario”: ultimi del mondo, senza pace e senza patria, che non hanno dove andare e dove tornare anche grazie agli effetti nella lunga durata delle nostre politiche coloniali e neocoloniali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche per i superstiti eritrei e somali e per gli altri di loro che riusciranno ad arrivare da noi, gli idraulici di governo faranno le vittime dell’Europa cinica e bara che non riesce a difenderli dallo “tsunami umano”? Oseranno, i “volenterosi” nostrani, subordinare il dovere di accogliere degnamente i rifugiati a qualche accordicchio, strappato in tal caso al prossimo (forse) governo di transizione libico?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine una considerazione basilare. Le rivolte che hanno rovesciato o sconvolto i regimi dittatoriali dell’altra sponda sono animate in molti casi dal desiderio di libertà e dalla pretesa di dignità: libertà e dignità significano per i giovani rivoltosi anche libertà di movimento e diritto di cercare altrove un destino più dignitoso,  senza mettere a rischio la propria vita.  Perciò i governi di transizione non potrebbero pretendere di rappresentare la rottura radicale con i vecchi regimi senza spezzarne i cardini portanti: fra questi, gli accordi bilaterali che fecero di essi i gendarmi feroci e prezzolati della Fortezza Europa. Insomma, una delle condizioni perché quelle in corso siano davvero rivoluzioni, capaci di conquistare a sé strati popolari, risiede nella volontà e possibilità di resistere ai ricatti europei e più in generale atlantici. Non è facile né scontato. Ma sarebbe meno arduo se chi, rifiutando di ricoprire il vecchio ruolo da cane da guardia dei confini altrui, avesse come alleati su questa sponda chi decide davvero che non ne può più di neocolonialismo, di guerre “umanitarie” e di frontiere blindate e per questo e altro è disposto a rivoltarsi contro idraulici e “volenterosi” di tutte le specie.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-5292972999863830186?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/5292972999863830186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/un-mare-di-guerra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5292972999863830186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5292972999863830186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/un-mare-di-guerra.html' title='Un mare di guerra'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-817505425061668725</id><published>2011-04-05T13:50:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T14:36:23.708-07:00</updated><title type='text'>Sempre AntiRazzisti… presidio alla Caserma Andolfato… 6 aprile ore 8.30</title><content type='html'>Per domani mattina, mercoledì 6 aprile, è previsto l’arrivo di altri pulman di migranti che sbarcheranno al porto di Napoli per poi essere trasferiti nel “carcere” di Santa Maria Capua Vetere, presso la Caserma Andolfato…&lt;br /&gt;Carcere perchè di carcere si tratta…i migranti non possono uscire, parlare con l’esterno, avere assistenza legale e ricevere beni di prima necessità… la struttura è super presidiata dalla forze dell’ordine e c’è un muro alto più di 5 metri…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’appuntamento per il presidio è alle ore 8.30 fuori la Caserma Andolfato…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…chiunque può raggiunga il posto in giornata…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;…SEMPRE ANTIRAZZISTI…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Radiossina seguirà da domani mattina con uno speciale la situazione fuori la caserma…&lt;br /&gt;seguiranno aggiornamenti, foto, video ed interviste…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per maggiore info seguire il seguente link:&lt;br /&gt;http://www.radiossina.info/radiossina2/?p=7160&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-817505425061668725?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/817505425061668725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/sempre-antirazzistipresidio-alla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/817505425061668725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/817505425061668725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/sempre-antirazzistipresidio-alla.html' title='Sempre AntiRazzisti… presidio alla Caserma Andolfato… 6 aprile ore 8.30'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-1380597006165050245</id><published>2011-04-05T04:33:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T04:58:03.335-07:00</updated><title type='text'>Manduria, caccia al tunisino sotto gli occhi della Questura  http://www.youtube.com/watch?v=RMxzN-WB_0E</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-bd3bf016fce55207" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" 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rinchiude in un ordine del discorso privo di senso della realtà, è il fare come se i migranti, protagonisti fondamentali della composizione di classe e del lavoro vivo dei nostri territori, non fossero già qui. Solo per le televisioni e per il rozzo palato grosso dell’elettorato leghista, i migranti sono quelli bloccati nello spazio concentrazionario di Lampedusa o in transito forzato tra un ingresso e un respingimento che li allontanerebbe dall’Europa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;I “clandestini” sono invece quelle centinaia di migliaia di uomini e donne prodotti come tali dal lavoro precario e dal lavoro in nero che erogano; quelli che ancora attendono il permesso di soggiorno cui hanno diritto per la sanatoria del 2009; i truffati da mediatori senza scrupoli – qui da noi: commercialisti e consulenti del lavoro, sindacalisti gialli e politici della lega – che sulla loro pelle hanno lucrato facendosi pagare mazzette per garantire i documenti e che sono scappati con il loro denaro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Fissare la mobilità del lavoro  - bloccando i migranti nella grande galera a cielo aperto di Lampedusa, nelle periferie delle aree metropolitane come manodopera a basso costo o esercito industriale di riserva per abbattere il costo del lavoro, o trattenendoli nell’invisibilità rallentando la concessione del permesso di soggiorno – è il modo attraverso il quale vengono moltiplicati sfruttamento, lavoro nero, razzismo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Questa risposta, l’unica, viene data non per contrastare, ma per alimentare ed incrementare invece, i processi di cui si nutre la crisi. Bisogna essere ciechi, o drammaticamente stupidi, per non comprendere che i migranti non sono solo quelli alla deriva nel canale di Sicilia, ma le migliaia di lavoratori precari entrati con permesso turistico, per ricongiungimento familiare, o con regolare permesso di soggiorno, ai quali i documenti scadono, tardano ad essere rinnovati o concessi; tutti coloro cui scade, nella crisi, un contratto di lavoro e che altro lavoro trovano solo in nero.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;A Verona, come in tutta Europa, i migranti sono già qui e sono costantemente al lavoro. Sono, contemporaneamente, al lavoro, e resi invisibili perché possano essere ricattati. Stanno nei cantieri e nell’edilizia, sotto il giogo della camorra. Stanno nelle case degli elettori della lega: sono badanti, domestici, colf. Stanno nelle scuole accanto ai nostri figli, perché in molto casi nati qui, perché di seconda o terza generazione e non, come vuole la retorica di Maroni e della Gelmini, perché nati su un barcone da rispedire in Africa. Stanno nei circuiti della logistica, uno degli snodi fondamentali degli attuali regimi dell’accumulazione capitalistica. Lavorano nel commercio o sono imprenditori in proprio.&lt;br /&gt;A Verona, come in tutta Europa, questi “nuovi cittadini” chiedono i propri diritti. Lo fanno da anni e lo rifanno di nuovo. Sono centinaia coloro che hanno diritto ai documenti e che non li hanno ottenuti. Perché la Questura ritarda nel rilasciarli o perché truffati da mediatori senza scrupoli.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sono migliaia in tutto il Nord. Non chiedono di entrare in Europa. Rivendicano il diritto di restarci e di potersi liberamente muovere.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;A Brescia sono saliti su una Gru. A Padova si sono accampati di fronte alla Prefettura. La sollevazione con cui il Medioriente si riscatta dalla dittatura gli ha insegnato che non si ottengono i diritti, se non al prezzo della lotta. Che non si ha democrazia senza Piazza Tharir. I “nuovi cittadini” di Verona hanno tenuto riunioni ed assemblee. Si sono autoconvocati ed autorganizzati.&lt;br /&gt;Scendono di nuovo in piazza. Per prendersi quello che loro spetta. E per gettare un ponte, con il loro desiderio di libertà e di dignità, tra Tunisi e l’Europa, tra la Siria e l’Italia, tra l’Egitto e Verona.&lt;br /&gt;IL 23 APRILE PARTIREMO DA PIAZZA BRA’ CON UN CORTEO CHE SI CONCENTRERA’ SOTTO LA PREFETTURA, DOVE CHIEDEREMO UN INCONTRO CON  PREFETTO, QUESTORE, PROCURATORE DELLA REPUBBLICA&lt;br /&gt;PER OTTENERE:&lt;br /&gt;PERMESSI DI SOGGIORNO PER CHI È STATO TRUFFATO CON LA SANATORIA&lt;br /&gt;PERMESSI DI SOGGIORNO PER CHI HA AVUTO LA DOPPIA ESPULSIONE&lt;br /&gt;SEMPLIFICAZIONE E VELOCIZZAZIONE DELLE PRATICHE PER I PERMESSI DI SOGGIORNO E PER LA CARTA DI SOGGIORNO&lt;br /&gt;PARI DIRITTI E STOP ALLE DISCRIMINAZIONI NELLE PRATICHE AMMINISTRATIVE DEL COMUNE, DELLA SCUOLA, DELLA SANITA’&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cittadinanza Globale Verona&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-1455195434202331022?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/1455195434202331022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/verona-23-aprile-manifestazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1455195434202331022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1455195434202331022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/verona-23-aprile-manifestazione.html' title='Verona, 23 Aprile / MANIFESTAZIONE'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-5535991170021596200</id><published>2011-04-05T04:31:00.001-07:00</published><updated>2011-04-05T04:31:49.963-07:00</updated><title type='text'>I fili spinati della nostra mediocrità</title><content type='html'>Di fronte all’esodo, del tutto prevedibile, di alcune migliaia di migranti e profughi non potrebbe essere più indegna la farsa che si recita nell’infelice paese in cui è ci dato vivere, ormai padanizzato da Nord a Sud, con poche eccezioni. E stridente è il contrasto fra la nobiltà della primavera araba e la miseria delle italiche risposte all’esito scontato e secondario di questa straordinaria svolta storica: nient’altro che caos, disumanità, allarmismo sociale, competizione fra egoismi istituzionali, campi di concentramento, filo spinato, minacce di rimpatri collettivi, ronde “spontanee” e caccia ai fuggitivi perfino nell’ospitale Puglia. La giovane talpa ha ben scavato: il mélange mostruoso fra nazismo leghista, cinismo individualista e proprietario, provincialismo gretto e inconsapevole si mostra oggi come la biografia più autentica della nazione. Siamo il paese che è incapace o rifiuta di costringere alle dimissioni il suo despota mediocre, compagno di merende e di bunga-bunga dei tiranni travolti dalle rivoluzioni: uno che, dopo l’apocalisse giapponese, ha l’ardire di chiamare “tsunami umano” l’arrivo dei profughi. E dunque, con coerenza, ne esprimiamo a livello istituzionale e sociale gli atteggiamenti, i tic, gli umori indecenti. All’opposto e non per caso, l’eroismo e la generosità collettivi che hanno guidato la sollevazione tunisina si sono riflessi nella solidarietà, nell’altruismo, nella serena naturalezza con cui le popolazioni poverissime dei villaggi di confine - e le stesse istituzioni tunisine - hanno accolto l’arrivo di quasi 150mila profughi dalla Libia: in un paese di appena 10 milioni e mezzo di abitanti, in una fase di difficilissima transizione politica, sociale, economica. &lt;br /&gt;Da noi – paese di più di 60 milioni di abitanti - sono bastati 20mila arrivi per innescare il ciclo perverso e cialtronesco del quale abbiamo detto, che va dall’insipienza e il caos alla loro strumentalizzazione allarmistica; dal disagio e rifiuto popolari al rimpallo di responsabilità fra istituzioni. E’ d’obbligo aggiungere che solo in apparenza è meno disgustosa la Francia che a Ventimiglia ricaccia oltre il confine i tunisini: per riscattare l’onore perduto, si fa per dire, Sarkozy e soci, anch’essi ex compagni di merende di Gheddafi e grandi protettori di Ben Ali, all’accoglienza e alla solidarietà preferiscono i bombardamenti “umanitari”.&lt;br /&gt;Eppure in tutto questo non v’è alcun vincolo oggettivo, piuttosto volontà perverse o inettitudini soggettive.&lt;br /&gt;P er parlare solo del livello istituzionale, onde garantire ai migranti il trattamento degno di un paese civile basterebbe realizzare un piano di ospitalità diffusa, organizzata per piccoli gruppi, e soprattutto emanare un decreto per la protezione temporanea, perfettamente prevista dalle norme attuali. Il che, fra l’altro, permetterebbe ai migranti di transitare nei paesi europei e di raggiungere la Francia o la Germania, cioè le loro mete reali, aggirando così il “blocco” di Ventimiglia. E’ quel che chiede la miriade di associazioni per la difesa dei diritti dei migranti, a partire dall’Arci. In modo assai più ambiguo, la protezione temporanea è evocata anche dal Pd, che però non resiste alla tentazione di chiedere altresì un “accordo con la Tunisia per gestire lo stop agli arrivi e la programmazione dei rimpatri”. Forse ignorano, i “democratici”, che in tal modo tradiscono la volontà e lo spirito della primavera araba, esemplificati di recente dalla dichiarazione del Forum economico e sociale della Tunisia. Il Forum chiede al proprio governo esattamente l’opposto: rifiutare “la richiesta delle autorità italiane riguardo al rimpatrio di massa e obbligatorio degli immigrati” e “interrompere l’attuazione degli accordi sulle questioni migratorie, stipulati con l’ex regime dittatoriale”.&lt;br /&gt;Ma i nostri son duri di comprendonio. Ancora non hanno capito che la libertà per la quale i giovani tunisini ed egiziani, forse anche i libici, hanno lottato e lottano è anche libertà di movimento. I giovani rivoltosi che hanno sperimentato virtualmente il diritto alla mobilità – con blog, facebook e altre reti sociali – che perciò già ora si sentono parte di una comunità globale senza frontiere, non accettano più (ammesso che l’abbiamo mai accettato) il confinamento coatto entro i recinti nazionali. Con le loro rivoluzioni essi hanno decretato di essere parte quanto meno di un’unica regione euromediterranea. Di sicuro le ragioni che li spingono a mettere a rischio la vita imbarcandosi nelle solite carrette del mare sono molteplici quanto le biografie di ciascuno. Per molti giovani proletari tunisini la transizione, con il crollo del settore del turismo e del suo vasto indotto informale, significa perdita di lavoro e reddito, impossibilità di mantenere la famiglia. Per altri di loro, essa rappresenta, con l’allentamento della sorveglianza poliziesca, l’occasione per realizzare finalmente il progetto migratorio che avevano nel cassetto. Per molti partire, andare a vedere che c’è sull’altra sponda, è semplicemente il corollario della libertà conquistata con la sollevazione.&lt;br /&gt;Pensare di costringere tali aspirazioni entro i fili spinati della nostra mediocrità pigra e incattivita, del nostro egoismo inetto a provinciale, è semplicemente dissennato poiché va nella direzione opposta a quella dei desideri collettivi altrui e del movimento storico. Già ora nei recinti di filo spinato si aprono squarci e vie di fuga. E a proposito: perché noi, i veri “volenterosi”, non ci armiamo di cesoie, reali oltre che simboliche, per incoraggiare il corso della storia?&lt;br /&gt;Annamaria Rivera &lt;br /&gt;in data:03/04/2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-5535991170021596200?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/5535991170021596200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/i-fili-spinati-della-nostra-mediocrita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5535991170021596200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5535991170021596200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/i-fili-spinati-della-nostra-mediocrita.html' title='I fili spinati della nostra mediocrità'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-2967891915581042159</id><published>2011-04-05T04:28:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T14:37:36.389-07:00</updated><title type='text'>COMUNICATO STAMPA ARCI</title><content type='html'>L’Arci attiverà la sua rete di circoli territoriali perché collaborino con i rispettivi enti locali nella promozione di forme di accoglienza diffuse, correttamente inserite nel contesto locale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’ennesima riunione odierna con Enti Locali e Regioni, il Governo annuncia un nuovo viaggio di Berlusconi in Tunisia, a riprova che ancora non hanno nessun accordo in mano. E’ sempre più evidente lo stato confusionale in cui versa il governo di fronte all’emergenza accoglienza che sta diventando sempre più  un’emergenza democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione di Lampedusa è ancora esplosiva e tante piccole Lampedusa si stanno costruendo in giro per l’Italia, con l’effetto di diffondere nel paese paura e tensione. Le persone vengono trasferite senza che alcun provvedimento sia stato preso a loro carico e senza informarle della loro destinazione. Tenere nell’incertezza sul loro futuro migliaia di persone è un atteggiamento irresponsabile e lesivo dei più elementari diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei luoghi individuati per “accogliere” i giovani tunisini, come era logico aspettarsi vista l’assenza di coordinamento con regioni ed enti locali, cresce l’insofferenza delle comunità locali, che rischia di degenerare in episodi di intolleranza.&lt;br /&gt;I nuovi campi di detenzione istituiti al di fuori di qualsiasi previsione di legge, con il conseguente trattenimento illegittimo delle persone detenute, evidenziano l’incapacità di trovare soluzioni concrete e di buon senso al problema, se non cedendo alle pulsioni xenofobe della componente leghista della maggioranza. Non possiamo riconoscerci in un paese che garantisce impunità ai potenti e nessuna certezza del diritto per gli ultimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi continuiamo a sostenere che ci sono soluzioni possibili per far fronte all’afflusso straordinario di persone dal nord Africa. Anzitutto la protezione temporanea, prevista dal TU sull’immigrazione e dalla Direttiva Europea n.55 del 2001. E poi un piano di accoglienza diffusa, per piccoli gruppi, sul territorio, con un ruolo centrale degli enti locali e delle regioni e con la collaborazione delle organizzazioni sociali, affidandone il coordinamento al sistema SPRAR. Questa accoglienza consentirebbe, con le disposizioni previste dalla direttiva europea, una ripartizione di responsabilità con gli altri Paesi dell’UE, e un impatto sociale positivo sul territorio, nonché costi molto più bassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo l’ARCI intende attivare  la sua rete di più di 5000 circoli territoriali perché collaborino con i rispettivi enti locali nella promozione di forme di accoglienza diffuse, correttamente inserite nel contesto locale. Non ci limitiamo a denunciare le conseguenze tragiche delle scelte del governo, avanziamo proposte concrete con cui aprire un dialogo con enti locali e regioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 1 aprile 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-2967891915581042159?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/2967891915581042159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/comunicato-stampa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/2967891915581042159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/2967891915581042159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/comunicato-stampa.html' title='COMUNICATO STAMPA ARCI'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-8045013131014300197</id><published>2011-04-05T04:26:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T04:28:48.114-07:00</updated><title type='text'>Coltano, viaggio all'interno del "lager"</title><content type='html'>La redazione di Pisanotizie ha visitato gli interni dell'ex base radar di Coltano che il Governo avrebbe opzionato quale luogo per contenere i profughi provenienti da Lampedusa. Uno stato d'abbandono diffuso e rifiuti tossici fanno da cornice a quello che rischia di tornare a essere un "campo di contramento". &lt;br /&gt;GUARDA IL VIDEO E LE FOTO DELL'INTERNO DELLA BASE su http://www.pisanotizie.it/news/news_20110401_reportage_interno_struttura_coltano.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ex stazione radar americana di Coltano è completamente circondata da distese di campi coltivati, all'interno dell'area di competenza del Parco di San Rossore a poche centinaia di metri dalla Stazione Marconi.&lt;br /&gt;Non vi è nemmeno un albero intorno, né tanto meno all'interno dello spazio delimitato dalla recinzione, rendendo la zona priva di ogni possibilità d'ombra. Una doppia rete e doppio filo spinato circondano un'area di circa 64.000 metri quadri.&lt;br /&gt;L'immagine e anche la realtà di questa struttura è quella del campo di concentramento. Non si tratta ormai più di un'area militare, ma di un'area che è passata al demanio dove, tra il maggio e il settembre 1945, la 92a Divisione 'Buffalo' della V Armata Usa gestiva appunto un campo di concentramento in cui furono rinchiusi circa 35 mila ex militari della Repubblica Sociale Italiana.&lt;br /&gt;Gli edifici, costituiti all'interno da ampi stanzoni vuoti, presentano ben poche finestre, al loro posto solo piccole prese d'aria. Il primo stabile accessibile dall'ingresso della base svela la prigione che fu in passato, data la presenza sui lati della stanza di due celle.&lt;br /&gt;Numerosi sono i depositi dove, come segnalano diversi cartelli, sono stati conservati di rifiuti tossici, olii esausti, e sulla cui bonifica, essendo da tempo l'area abbandonata, non vi è a oggi alcuna certezza.&lt;br /&gt;"Ho visitato la struttura un anno fa quando venne proposta come centro per la Protezione Civile pisana e regionale - ha detto il vicesindaco Paolo Ghezzi nel corso di una conferenza stampa negli scorsi giorni. Così com'è non può accogliere delle persone. Il complesso è formato da diversi corpi; uno di essi contiene dei trasformatori, e gli altri sono a piano unico senza finestre, con pavimenti flottanti e in qualche caso, anche poco stabili".&lt;br /&gt;Siamo entrati all'interno di questa struttura e possiamo confermare che quanto il Governo vuole realizzare è di fatto un nuovo campo di concentramento, è sufficiente vedere le foto e le immagini video che alleghiamo a questo servizio.&lt;br /&gt;Entriamo da un buco nella rete, che è sopravvissuto dalla protesta fatta, lo stesso giorno dell'annuncio di questa ipotesi, dagli attivisti del Progetto Rebeldìa. Troviamo una porta aperta di uno degli stabili, entriamo, visitiamo il posto.&lt;br /&gt;Usciamo con un'ulteriore conferma dell'inferno che si intende realizzare, e mentre ritorniamo al presidio rimane nella nostra testa quel "BIP" che suon continuo e cadenzato, e la cui origine non ci siamo riusciti a spiegare, che rimbomba all'interno dell'edificio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-8045013131014300197?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/8045013131014300197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/coltano-viaggio-allinterno-del-lager.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8045013131014300197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8045013131014300197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/coltano-viaggio-allinterno-del-lager.html' title='Coltano, viaggio all&apos;interno del &quot;lager&quot;'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-6772839402329431236</id><published>2011-04-05T04:25:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T04:26:12.037-07:00</updated><title type='text'>L'invenzione del clandestino</title><content type='html'>di Augusto Illuminati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La minchia gli scassarono ‘sti migranti al governatore Lombardo, non solo l’uscio del capanno di Grammichele. Per questo incita i siciliani a far ronde notturne con il mitra, caso mai incontrassero tunisini in fuga da Mineo o sbarcati sulle coste. Li fulminassero sul bagnasciuga, come proclamò con scarsa padronanza dei termini marinari e ancor meno fortuna bellica la buonanima di Mussolini per l’altra invasione dell’isola, quella del 1943.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Folklore mafioso-leghista, che copre ben altre e più massicce operazioni di disinformazione e razzismo di Stato. Pensiamo a quel “falso movimento” che consiste in due serie di azioni opposte e complementari, vera e propria ideologia messa in scena per ipnotizzare il paese. Da un lato i migranti vengono trattenuti, ammucchiati oltre misura nella più inimmaginabile sporcizia e deprivazione, rinserrati in Cie e Cara o a cielo aperto sull’isola di Lampedusa –occorre mostrare le belve sudice e ribelli ai bravi cittadini italiani e ai connazionali rimasti in patria, guardate che succede a varcare il Canale. Dall’altro, li si fa oggetto, insieme agli sventurati zingari preesistenti, prototipo del nomade-migrante, di spostamenti frenetici senza nessun motivo plausibile (dal Cara di Castelnuovo di Porto a Mineo, poi anzi no, a Mineo ci vanno i tunisini, al Cara gli zingari, no poi ci vanno i libici doc, ecc.), con la stessa logica capricciosa e intimidatoria delle periodiche “traduzioni” carcerarie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’irrazionalità è però soltanto apparente. Infatti qualche ricaduta utile per il razzismo di Stato la si coglie subito: la perdita delle tutele legali per gli asilanti, lo scioglimento per tutti gli immigrati dei legami sociali fra loro e con il territorio, nel caso degli zingari anche la dis-integrazione derivante dalla cessazione dell’obbligo scolastico. Minuzie in confronto all’obbiettivo primario: la volontà di produrre clandestinità, l’invenzione del clandestino come figura giuridica e capro espiatorio, sintesi e modello di ogni precarietà nomadica, della categoria del “superfluo” come docile serbatoio di lavoro sottocosto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo con ordine, partendo dalla produzione di superfluità preliminare al genocidio, ovvero dal modello di Hannah Arendt. Il dominio totalitario mirava in vari gradi a togliere di mezzo indesiderabili e presunti nemici di vario genere, dalla semplice segregazione e utilizzo come lavoro forzato in paesi liberali fino ai campi di sterminio nazisti. Solo questi ultimi sono spariti, mentre le forme meno cruente sono sopravvissute, trattenendo le vittime in una condizione simbolica intermedia fra la vita e la morte, fra visibilità e invisibilità. La produzione di superfluità è, per sua essenza, generazione di isolamento e impotenza, intensifica una tendenza all’atomizzazione che è costitutiva della società moderna e mira a privare gli uomini di mondo, distruggendo non solo l’attività politica e la cooperazione ma sradicando lo stesso bios, la vita qualificata ridotta sempre più a vita nuda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Lager è solo la forma estrema di esibizione della superfluità di un gruppo etnico o sociale e nel contempo di ammonizione per chi resta fuori ma potrebbe finirvi dentro ad arbitrio del potere. Non è un punto d’arrivo obbligato (infatti oggi ce ne sono versioni più miti, i Cpt, Cie, Cara, ecc.) e sono diversi gli “ospiti” (tranne gli zingari, guarda caso), ma attenzione a come ci si arriva: censimento identificativo di una specie (oggi zingari e immigrati), graduazione di diritti di assistenza e cittadinanza fino alla completa esclusione, spostamento incessante per far vedere che non hanno comunanza comunitaria e territoriale con gli altri, che sono appunto “superflui”, dunque impiegabili a piacere in qualsiasi tipo forzato di lavoro e, al limite, massacrabili nell’indifferenza. Oggi il massacro non è certo la regola, se non del pogrom saltuario di avvertimento (Castel Volturno, Rosarno), mentre prevale l’uso di campi e centri a varia denominazione come filtri per la manodopera illegale e inviti eloquenti a obbedire in silenzio. La logica del villaggio recintato (ultimi Manduria e Mineo) è di richiudere un certo numero di clandestini con la speranza del permesso di soggiorno da profughi e la paura dell’espulsione, lasciare scappare i più intraprendenti con il miraggio della fuga in Francia o Germania e la realtà dell’assorbimento nel lavoro nero o nella manovalanza criminale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla visibilità ostentata del campo e della miseria del rifugiato fresco di sbarco corrisponde l’invisibilità sistemica del clandestino, come un tempo (con esiti più tragici e meno produttivi di ricchezza) all’animalizzazione conclamata dell’ebreo nel ghetto corrispondeva la sparizione nel fumo dei camini. Oggi il clandestino invisibile è messo al lavoro, in condizioni di semi-servaggio, appaltato alla camorra, manovrato secondo i ritmi della crisi, mentre una sua rappresentanza visibile è sballottata qua e là come un tempo sui treni di Eichmann o mostrata in Tv nel reality di Lampedusa o dei campi nomadi incessantemente smantellati e ricostruiti a ogni rogo di bambini –versione artigianale dei forni crematori del passato. Separare dal resto della popolazione i “pacchi” da accatastare sulla collina della vergogna di Lampedusa o da spedire in giro per l’Italia, esasperare la precarietà di cui i migranti sono paradigma esibendo in modo terroristico la loro instabile diversità serve, proprio forzando il paradigma, per impedire che i precari “nazionali” vi si riconoscano e solidarizzino, insinuando anzi che se i meno sfortunati indigeni osassero ribellarsi potrebbe toccare loro la stessa sorte degli allogeni. Rendere “superflui” gli ebrei esortava anche i non-ebrei a desistere da qualsiasi resistenza; oggi gli obbiettivi sono più modesti e utilitari –siamo in democrazia e c’è la globalizzazione, diamine!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il clandestino è un essere in carne e ossa, ma la clandestinità è un prodotto giuridico e sociale, fabbricato secondo un piano preciso che la prevede come parte di un dittico: regolari e clandestini. Non ci sono gli uni senza gli altri, dunque occorre fissare una distinzione arbitraria che tuteli una minoranza costruendo una maggioranza deprivata di diritti e abbandonata allo sfruttamento più turpe sotto l’etichetta, ora “operosa” non genocida, di “superfluità”. Il dispositivo attuale implica invero tre settori: regolari con permesso di soggiorno collegato a un contratto, clandestini espellibili (ma ben poco espulsi), asilanti. Questo terzo gruppo, peraltro ben poco tutelato nella legislazione nazionale rispetto agli standard europei, ha una funzione strettamente politica, di appendice alle campagne belliche calde o fredde. Nell’Europa di anteguerra i rifugiati “famosi” (i Thomas Mann, gli Einstein) servivano a giustificare la campagna anti-nazista, mentre gli altri rifugiati erano rinchiusi nei campi, belli che pronti per l’imminente invasione tedesca. Cani con collare e cani randagi – commentava Arendt. Nel dopoguerra gli esuli di Oltrecortina e i fuggiaschi dalla Germania orientale e dai Sudeti servivano alla propaganda anticomunista, dopo la caduta del Muro i rifugiati bosniaci e kosovari facevano parte del progetto di intervento disgregatore in Jugoslavia e in parte vi sarebbero ritornati. Oggi i richiedenti asilo sono diventati imbarazzanti, perché Usa ed Europa non riescono a utilizzarli in un progetto neocoloniale, stante l’impossibilità di separare la fuga dalla tirannide e dalla guerra rispetto all’emigrazione economica. Quindi nessuno se li vuole accollare, anche perché provenienti spesso da aree oppresse da “amici” dell’Occidente (kurdi, palestinesi, irakeni, maghrebini). Anche gli Usa non riconoscono asilanti dall’America centrale e meridionale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo italiano si arrovella oggi sulla distinzione fra profughi di guerra e clandestini cercando di mantenere la creazione artificiale di clandestinità con evidenti contraddizioni: perché i 200.000 tunisini espulsi dalla Libia e assistiti alla frontiera con il contributo ufficiale italiano non sarebbero profughi di guerra? come distinguerli dagli altri tunisini? E gli etiopi ed eritrei, che adesso riconosciamo quali asilanti perché arrivano da Misurata, non sono gli stessi che abbiamo riconsegnato qualche mese fa ai campi di concentramento dell’allora amico e baciato Gheddafi? Comunque vengano dosate e distribuite tali categorie, il criterio decisivo è quello dell’emergenza, comodissimo per giustificare ogni arbitrio amministrativo e per mantenere i fenomeni sociali (dal mercato del lavoro alla cittadinanza) sotto un regime d’eccezione. Sui drammatici effetti pratici dell’emergenza la benemerita Welcome resoconta ora per ora, non c’è bisogno di aggiunte. Per le “idee” basti ricordare i progetti di rimpatrio coatto con navi militari in Tunisia contro la volontà di quel paese per additare i labili confini fra pensiero emergenziale e neurodeliri. Comprendendovi il ricatto maroniano: non vi mandiamo più 600.000 turisti. Tutti dirottati a Ponte di Legno e in val Brembana, magari...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vero stato d’eccezione è però –lo sappiamo da sempre– quello degli oppressi. La produzione nazista di superfluità fu interrotta per prima dalla rivolta del ghetto di Varsavia, quando i “superflui” si fecero antagonisti. In piccolo, Rosarno è stata la nostra Varsavia. Poi sono venuti i tumulti in tutto il Nord Africa e il Medio Oriente. Qualcosa è bruscamente cambiato nell’atteggiamento remissivo di un tempo. Il muro della paura, quando crolla, travolge molte cose. Non a caso per i miserabili spiaggiati a Lampedusa quegli altri (e in senso proprio) miserabili che sono Lombardo e Miccichè cominciano a cianciare di “invasione”. Invasori «con le scarpe firmate» –come vaneggia quell’imbecille del governatore Zaia. Exit e voice si intrecciano inesorabili. Il diritto stesso di fuga si estende dalle coste maghrebine alle reti divisorie di Cie e villaggi dei dannati di ogni tipo. Non sarà il caso di andare oltre alle giustissime misure tampone (accoglienza efficiente, permessi di soggiorno straordinari, apertura dei confini europei) e ricominciare a parlare di tempi per la cittadinanza, di diritto del suolo per i nati ed educati in Italia e di diritto di voto per gli immigrati regolarizzati, come sta chiedendo la Fiom, peraltro nell’assordante silenzio della sinistra? Altre figure, di governo e di opposizione, stanno diventando “superflue”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-6772839402329431236?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/6772839402329431236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/linvenzione-del-clandestino.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6772839402329431236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6772839402329431236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/linvenzione-del-clandestino.html' title='L&apos;invenzione del clandestino'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-3379968139747941378</id><published>2011-04-05T04:24:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T04:25:15.572-07:00</updated><title type='text'>CHI HA PAURA DELL’UOMO NERO?</title><content type='html'>31 marzo 2011, 15:42 &lt;br /&gt;Filed under: No C.P.T./C.I.E., Comunicati, C.I.E. "Serraino Vulpitta", Pace, Territorio, Antirazzismo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emergenza e paura. Sono queste le parole d’ordine con cui, da anni, la società italiana viene dominata da governanti senza scrupoli.&lt;br /&gt;A Lampedusa migliaia di immigrati sono stati abbandonati a loro stessi, lasciati dormire all’aperto, stipati in un lager sudicio e senza servizi, per settimane non è stato approntato un piano di accoglienza degno di questo nome, si è lasciato che l’isola si riempisse all’inverosimile.&lt;br /&gt;La costruzione dell’emergenza è servita a Berlusconi per mettere in scena l’ennesimo teatrino fatto di promesse e proclami ma, soprattutto, la costruzione dell’emergenza è servita a diffondere paura e rabbia nella popolazione.&lt;br /&gt;Adesso, le tendopoli rispondono allo stesso criterio: governare attraverso la creazione dei problemi.&lt;br /&gt;La scelta di Kinisia per allestire la tendopoli per gli immigrati è quanto di più vergognoso si potesse concepire: un’area sperduta, in un ex aeroporto militare, senza infrastrutture. Un nuovo insulto alla dignità degli immigrati, in un territorio già marchiato dalla presenza del “Serraino Vulpitta”, del centro di Salinagrande, e del prossimo lager di Milo.&lt;br /&gt;Oggi gli abitanti delle frazioni non vogliono la tendopoli e dicono di aver paura. Questa paura dello straniero, che è l’anticamera del razzismo, si è impossessata della gente comune e su questo fuoco infame soffiano irresponsabilmente i politici che agitano lo spauracchio della sicurezza, preoccupandosi più del turismo che dei diritti umani o della guerra in Libia.&lt;br /&gt;Eppure, gli sventurati che saranno internati a Kinisia non sono più pericolosi dei mafiosi e degli sfruttatori che, da sempre, fanno il bello e cattivo tempo in questo territorio e in tutta la Sicilia.&lt;br /&gt;In realtà, il più pericoloso dei nemici non ha la pelle nera né parla una lingua diversa dalla nostra. Il più pericoloso dei nemici abita – oscuro e rabbioso – dentro ciascuno di noi, ed è la paura.&lt;br /&gt;Bisogna sconfiggerla, prima che sia troppo tardi.&lt;br /&gt;NESSUNO È CLANDESTINO!&lt;br /&gt;CONTRO LE TENDOPOLI, LIBERI TUTTI!&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Coordinamento per la Pace – Trapani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-3379968139747941378?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/3379968139747941378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/chi-ha-paura-delluomo-nero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/3379968139747941378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/3379968139747941378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/chi-ha-paura-delluomo-nero.html' title='CHI HA PAURA DELL’UOMO NERO?'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-9209362635504519992</id><published>2011-04-05T04:22:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T04:23:17.148-07:00</updated><title type='text'>LA QUESTURA DI BOLOGNA NON CONSEGNA PIÙ I PERMESSI DI SOGGIORNO VOGLIAMO RISPOSTE!</title><content type='html'>Sono migliaia i permessi di soggiorno chiusi nelle stanze della Questura di Bologna. I funzionari non hanno fretta di risolvere le pratiche ferme da mesi. Da quelle pratiche, però, dipende la nostra vita, la possibilità di rimanere in questo paese. I migranti che aspettano il rinnovo del permesso da più di dieci mesi sono ormai migliaia. Ogni giorno, centinaia e centinaia sono costretti a una fila interminabile presso l'Ufficio stranieri per parlare con un personale arrogante e minaccioso, talvolta esplicitamente razzista. Infine, dopo una lunga attesa, spesso viene consegnato un permesso di soggiorno già scaduto o in via di scadenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHI É SENZA LAVORO non può trovarne un altro perché le agenzie interinali e i datori di lavoro non assumono chi è in possesso soltanto della ricevuta delle poste. Inoltre, con questa crisi economica non è più sufficiente il permesso di ricerca lavoro per soli 6 mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHI INVECE HA UN LAVORO senza permesso non può avere stabilmente il medico base, non può richiedere un prestito, non può prendere in affitto una casa e non può neanche tornare nel proprio paese per le ferie o per necessità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHI HA UN CUD TROPPO BASSO per le tante ore di cassa integrazione fatte, o perché ha perso il lavoro a causa della crisi, ha paura di ricevere il foglio di via perché pensa di non avere il CUD sufficiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHI HA PARTECIPATO ALLA SANATORIA DEL 2009 non sa ancora nulla del proprio permesso di soggiorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CHI STUDIA ALL'UNIVERSITÀ non può fare gli esami pur avendo pagato le tasse soltanto perché è in attesa di rinnovo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gravità della situazione è evidente, come è evidente che questa disastrosa gestione politica del rinnovo del permesso è esclusiva responsabilità della Questura e della Prefettura di Bologna. Contro tutto questo non solo è urgente, ma è anche possibile lottare. Invitiamo tutti alla&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;ASSEMBLEA DEI MIGRANTI&lt;br /&gt;domenica 10 aprile, ore 16&lt;br /&gt;presso ex-mercato via Fioravanti 24 (bus 11)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COORDINAMENTO MIGRANTI BOLOGNA E PROVINCIA coo.migra.bo@gmail.com –3275782056, www.coordinamentomigranti.splinder.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-9209362635504519992?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/9209362635504519992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/la-questura-di-bologna-non-consegna-piu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/9209362635504519992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/9209362635504519992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/la-questura-di-bologna-non-consegna-piu.html' title='LA QUESTURA DI BOLOGNA NON CONSEGNA PIÙ I PERMESSI DI SOGGIORNO VOGLIAMO RISPOSTE!'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-7784811889667172627</id><published>2011-04-05T04:19:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T04:21:47.204-07:00</updated><title type='text'>Lampedusa - La diretta dal presidio Welcome. Si attende la visita di Berlusconi</title><content type='html'>Aggiornamenti in diretta dall’isola. Video, foto e cronaca. Oggi la verifica del piano di trasferimento con le 6 navi annunciate da Caruso&lt;br /&gt;http://www.meltingpot.org/articolo16591.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Municipio occupato, Consiglio comunale permanente. I lampedusani sono pronti allo sciopero generale se tra oggi e domani non si concretizzeranno gli annunci del Governo. La prima nave è attraccata al Porto di Cala Pisani (il secondo dell’isola) mentre la San Marco attende al largo, sulla rada, dovrebbero trasferire i migranti sulla terra ferma. Meno sbarchi nella giornata di ieri per il mare grosso. Lo sguardo intanto si allarga. Fino a Mineo, Manduria, Trapani, Pisa, dove il Viminale ha progettato la detenzione dei tunisini. Si susseguono fughe e proteste. Li ritroviamo a ventimiglia dopo una fuga ed un viaggio travagliato attraverso tutta la penisola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.meltingpot.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-7784811889667172627?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/7784811889667172627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/lampedusa-la-diretta-dal-presidio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7784811889667172627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7784811889667172627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/lampedusa-la-diretta-dal-presidio.html' title='Lampedusa - La diretta dal presidio Welcome. Si attende la visita di Berlusconi'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-9149262202257743570</id><published>2011-04-05T04:18:00.001-07:00</published><updated>2011-04-05T04:18:58.485-07:00</updated><title type='text'>A Pisa nessuna frontiera: aperta la breccia nella rete del nuovo lager di Coltano</title><content type='html'>In quel luogo, in un paese vicino Pisa, Coltano, che più che ad un luogo di accoglienza assomiglia ad un vero e prorpio lager  il Progetto Rebeldia ha appeso all’ingresso lo striscione con su scritto “Nessuna frontiera a Pisa”. Il messaggio che Rebeldia anticipa alla città dopo le dichiarazioni di ieri di costruire una tendopoli nella ex-struttura militare di coltano, è chiaro: ribadire la propria contrarietà alla costruzione di qualsiasi tipo di Cie in quell’area, che sembra il paassaggio d’obbligo auspiacato dal Governo e in cui la responsabilità politica della Regione Toscana verrebbe scalzata, ma che invece si pprospetta comunque i prima linea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma risulta oggi più che mai fondamentale ribadire anche che quel luogo anche con l’arrivo dei profughi quel luogo rimarrà aperto, nessuna detenzione illegittima di migranti  sarà possibile, perchè già oggi una breccia è stata aperta. La prima rete è stata bucata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Progetto Rebeldia  manterà alta la sorveglianza su quanto accadrà all'interno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-9149262202257743570?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/9149262202257743570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/pisa-nessuna-frontiera-aperta-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/9149262202257743570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/9149262202257743570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/pisa-nessuna-frontiera-aperta-la.html' title='A Pisa nessuna frontiera: aperta la breccia nella rete del nuovo lager di Coltano'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-7097329760188733561</id><published>2011-04-05T04:17:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T04:18:04.217-07:00</updated><title type='text'>Un primo barlume di giustizia per gli immigrati ambulanti?</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;Il recente arresto dei 4 vigili urbani, accusati di numerosi reati ai danni di alcuni venditori ambulanti della Fiera è un primo segnale, che lo stato di diritto forse esiste ancora. Da oltre un anno denunciamo insieme ad alcune associazioni antirazziste il pesante clima di abuso e di intimidazione ai danni degli ambulanti, soprattutto migranti irregolari, ma purtroppo a causa delle leggi razziste in vigore, chi non è in regola con il  permesso di soggiorno, deve subire in silenzio tutto (pensiamo che la possibilità di denunciare gli abusi sia stata finora garantita solo ai migranti regolari, altrimenti le denunce si sarebbero moltiplicate). Conosciamo decine di testimonianze di abusi e violenze, ma le precauzioni che i giornali adottano per la difesa della privacy per i vigili in questione, non altrettanto vengono adottate per i migranti, abbiamo collezionato numerosi articoli, con nomi e foto di migranti su casi poi sgonfiatisi, l’importante però è sbattere intanto i mostri in prima pagina, ignorando l’allarme sociale che si alimenta.&lt;br /&gt;I valenti tutori dell’ordine comunale, all’interno di una pesante campagna mediatica, sponsorizzata dal comune “Io non compro il falso”, affibbiavano multe, fino a 1000 euro, a chi osava comprare merce con il marchio contraffatto, peccato che ci sono anche sentenze che, quando l’imitazione è grossolana ed il prezzo irrisorio (in tempi di crisi economica tutti vorremmo risparmiare) hanno assolto l’imputato e la merce “contraffatta” è stata  dissequestrata.&lt;br /&gt;In Italia Catania è seconda solo a Napoli nell’IPM (indice di permeabilità mafiosa) con il 52,4% (rapporto Eurispes 2010), ma secondo gli amministratori locali ed i lungimiranti tutori dell’ordine è prioritario mettere in stato d’assedio corso Sicilia e l’intera Fiera per perseguire non tanto pericolose bande di spacciatori, ma  un centinaio di venditori ambulanti, in maggior parte senegalesi, che vendono vestiario e vari prodotti. Nessuno vuole giustificare il business dietro questo settore, ma non ci vuole molto raziocinio per capire che bisognerebbe risalire alle cause ed individuare a monte la produzione dei marchi contraffatti, ma così si colpirebbero gli interessi della ricca criminalità locale, che ricicla i suoi profitti in tante attività formalmente “regolari”.&lt;br /&gt;Da oltre un anno, invece, la tolleranza zero è stata  soprattutto contro giovani ambulanti irregolari , che privati delle loro  fonti di sostentamento potrebbero essere stati spinti nell’accogliente criminalità nostrana.&lt;br /&gt;Certo, con una devastante guerra neocoloniale in corso, con un razzismo dilagante, alimentato da pesanti campagne che istigano all’odio razziale, anche da parte di chi ci governa , con un presidente del consiglio che pensa solo alle leggi ad personam, è molto difficile sperare che si possa avere giustizia, ma noi non perdiamo la fiducia nella forza delle nostre ragioni , soprattutto quando il sonno della ragione genera mostri.&lt;br /&gt;                                                                                             Rete Antirazzista Catanese&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-7097329760188733561?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/7097329760188733561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/un-primo-barlume-di-giustizia-per-gli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7097329760188733561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7097329760188733561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/04/un-primo-barlume-di-giustizia-per-gli.html' title='Un primo barlume di giustizia per gli immigrati ambulanti?'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-1235407360826208450</id><published>2011-03-29T09:09:00.000-07:00</published><updated>2011-03-29T09:11:17.158-07:00</updated><title type='text'>Siamo pronti ad accogliere i migranti di lampedusa!</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Associazione dei 42 Comuni della Locride&lt;br /&gt;Comitato direttivo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Siamo italiani. Ci sentiamo europei ma nello stesso tempo siamo consapevoli dei nostri legami indissolubili con tutti i popoli del Mediterraneo. &lt;br /&gt;Il razzismo non fa parte della nostra civiltà che ha visto nei secoli un continuo e proficuo scambio con i popoli che si affacciano su questo nostro mare. &lt;br /&gt;Quanto avviene a Lampedusa ci umilia e ci imbarazza .&lt;br /&gt;Non è questa l’Europa che vogliamo, non è questa la nostra Italia.&lt;br /&gt;La zona Jonica reggina è conosciuta perché, da tanto tempo, comuni come Riace e Caulonia, sono diventati modelli di accoglienza.&lt;br /&gt;Una accoglienza che tende non solo a porgere la mano ai disperati che bussano alle nostre porte ma che ha, come obbiettivo di fondo, l’idea- certamente di non facile attuazione- di  far rinascere le campagne abbandonate ed i borghi disabitati grazie agli immigrati ed ai rifugiati.&lt;br /&gt;Dinanzi a quanto sta succedendo a Lampedusa e sulle coste dell’Africa non restiamo indifferenti. Non ci giriamo dall’altra parte.&lt;br /&gt;Il Comitato direttivo dell’associazione dei 42 comuni della zona Jonica ha deciso di dichiarare la Locride terra di accoglienza.&lt;br /&gt;Non si tratta d’una semplice dichiarazione di principi.&lt;br /&gt;Già abbiamo comunicato che grazie alla sensibilità di alcuni sindaci come quello di Gerace e quello di Antonimina siamo disponibili a che nella nostra zona sorga una “tendopoli” (che abbia come requisito prioritario la tutela della dignità umana) che accolga gli immigrati. Altri Comuni , tra cui Benestare, hanno messo a disposizione alloggi, ed un fabbricato sequestrato alla ndrangheta. Altri sindaci hanno dato la propria disponibilità a collaborare. &lt;br /&gt;Numerosi i medici ed i volontari che si sono messi a disposizione.&lt;br /&gt;Molte le cooperative pronte a mettere a disposizione la professionalità maturata nel settore.&lt;br /&gt;Siamo consapevoli di fare solo e soltanto il nostro dovere.&lt;br /&gt;Non dimentichiamo mai chi siamo stati, quanto volte siamo stati noi a bussare alle porte degli altri e quante volte siamo stati invece un rifugio sicuro per altri popoli.&lt;br /&gt;Vogliamo solo ribadire che la Locride non è terra di mafia.&lt;br /&gt;La Locride è , prima di tutto e innanzitutto, una Terra di civiltà antica, di gente generosa, di  naturale ospitalità!&lt;br /&gt;                                                                              &lt;br /&gt;IL presidente del comitato direttivo                                                                        &lt;br /&gt;Ilario  Ammendolia &lt;br /&gt;Sindaco di Caulonia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-1235407360826208450?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/1235407360826208450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/siamo-pronti-ad-accogliere-i-migranti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1235407360826208450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1235407360826208450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/siamo-pronti-ad-accogliere-i-migranti.html' title='&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;Siamo pronti ad accogliere i migranti di lampedusa!&lt;/span&gt;'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-8187210588630211187</id><published>2011-03-29T09:05:00.000-07:00</published><updated>2011-03-29T09:08:58.447-07:00</updated><title type='text'>Lampedusa, Alkatraz del Mediterraneo</title><content type='html'>http://www.meltingpot.org/articolo16543.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nuove e ordinarie strategie di brutalità e confinamento in Europa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da più di 24 ore siamo su questa isola, Lampedusa. Se è difficile intuire la fase e capire come agire rispetto agli stravolgimenti che stanno avvenendo su scala planetaria, è altrettanto difficile riuscire da qui, da questa terra spettacolarizzata e carcerizzata, trovare la lucidità necessaria per raccontare quello che si consuma sotto i nostri occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Verso e oltre il porto vecchio di Lampedusa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Già fin dalla mattina centinaia e centinaia di giovanissimi ragazzi si sono riversati sulla palata principale del porto vecchio. La prima immagine che ci appare mentre lentamente ci avvicinavamo al porto per incontrare i migranti, è quella di un formicaio umano, la grande frenesia, di un unico corpo scomposto e ansioso, alla ricerca di pace e di riposo, di risposte e libertà. Appena arrivati in prossimità del porto, abbiamo capito che la giornata sarebbe stata lunga. Intanto perché iniziavano a circolare le prime voci di possibili trasferimenti, poi avvenuti durante il primo pomeriggio con alcuni aerei (circa 200 le persone trasferite con questa modalità, destinazione probabile Manduria Puglia), poi perché la tensione è rimasta costante per tutta la giornata, da parte soprattutto dei giovanissimi, tensione nel cercare e trovare risposte ai propri fragili e deboli sogni. Quelli di una vita migliore, naufragata sulle coste bellissime, di un’isola abbandonata al suo destino. Un destino che trova nel mare il suo significato, quel mare crocevia di sogni, di culture, quel mare trasformato dalla Fortezza Europa, in una frontiera spettacolarizzata, plasmata chirurgicamente per respingere, confinare violentemente e brutalmente la mobilità dei corpi in fuga e in cerca di protezione. Se poi ai corpi dei migranti si devono sacrificare i corpi di altre 5.000 persone, abitanti di un’isola aspra e dura, quanto bella, ciò non importa. L’importante è che continui quello che abbiamo visto e contrastato negli ultimi dieci anni, trasformare i migranti approdati, in clandestini, in barba ad ogni norma, ad ogni minima garanzia per la persona e per la sua dignità.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Il Porto: primo dispositivo di confinamento e produzione di immaginario&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E allora il Porto diventa un luogo simbolico di arrivo ma anche di imbarbarimento: rifiuti sotto al sole, che si trasformano in odori acri e materiale decomposto, coperte sporche e umide accatastate una sull’altra, tonnellate di bottigliette di plastica sparse ovunque. Dove saranno tutte le persone che hanno bevuto quell’acqua? Dormito in quelle coperte? Quale il loro destino? Attesa, detenzione, confinamento, espulsione, sono le uniche cose che ci vengono in mente. Quando i migranti si avvicinano a noi, vorremmo poter sorridere serenamente, poter dare risposte rassicuranti, ma gli unici dispositivi e interventi che abbiamo sentito e visto praticare, in Italia e in Europa, che si tratti della continua produzione di clandestinità o irregolarità forzata, che si tratti di sfruttamento o discriminazione, ci indicano chiaramente proprio come sul terreno della cittadinanza e della sua difesa, si sia limitato quello che di più bello e vero portano con se questi giovani uomini: il sogno di poter scegliere, di poter decidere di andare o di restare, di poter cambiare o autodeterminare, la propria vita. Mentre tutti questi pensieri ci attraversano - non riusciamo a fermarli - sentiamo forte salire la tensione, accadono alcune cose significative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I Pasti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La prima è che durante la somministrazione dei pasti a pranzo, si è sollevato un coro generale, quasi salmodiante, che si avvertiva anche da lontano, perché i pasti distribuiti erano stati trasportati su un furgone della nettezza urbana. La qualità del cibo non sembra ottimale (piatti pronti e imballati), così come le quantità. Cercando di raccogliere alcune informazioni attraverso alcune associazioni locali per capire chi gestisce il servizio viveri, appare chiaro che nella “gestione umanitaria dell’emergenza” ci sia un certo business da parte di alcune coop. Si parla di 30 euro al giorno per migrante.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Sbarchi o Recuperi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La seconda è che nel pomeriggio abbiamo assistito a tre “recuperi”. Circa duecento i nuovi arrivi. Questo crediamo sia un aspetto molto importante da segnalare. Gli arrivi dell’ultima settimana non sono sbarchi, le carrette del mare, non arrivano autonomamente sulle spiagge di Lampedusa, ma vengono individuate a largo e trainate o traghettate al porto dalle motovedette della finanza o della Marina militare. Su questo punto i Lampedusani sono molto insistenti, come a voler confermare che gli abitanti dell’isola hanno svelato e capito il piano del governo, piano che chirurgicamente e strategicamente ha trasformato quest’isola in un centro di identificazione ed espulsione a tappe.&lt;br /&gt;Infatti mano a mano che passano i giorni, i giovani di Tunisi, vengono fatti avanzare sul molo, per ordine di arrivo. L’organizzazione è completamente delegata da parte delle autorità presenti (forze dell’ordine comprese) ad alcuni migranti che vengono identificati come capi gruppo, la discriminante e che sappiano parlare italiano. Sono questi capi gruppo, a cui viene delegato l’aspetto di controllo sugli altri migranti, che li organizzano e li fanno sistemare in file indiana. Il paradosso è che si autorganizzano verso le identificazioni presso il centro locale (possibile anticamera per la successiva espulsione) e verso nuove detenzioni in altri campi come il Cie provvisorio di Manduria in Puglia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Minori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quello che colpisce è vedere nel caotico stiparsi di centinaia e centinaia di persone, tantissimi ragazzini, stretti nei loro giacchetti o avvolti nelle coperte. Quattordici, quindici, sedici anni, queste le loro età. Colpisce parlando con loro che a differenza di quasi tutti gli altri tunisini presenti, non parlino francese ma solo arabo e che provengano dai villaggi rurali intorno alla capitale e che molti siano orfani di entrambi i genitori. Altri invece sono stati spinti dalle famiglie a partire. Proviamo a spiegargli che in Italia per i minori stranieri non accompagnati è previsto uno status, una protezione speciale, ma quando chiediamo se sono entrati i contatto con degli operatori ci viene risposto che nessuno ha parlato con loro. Save the Children che opera sull’isola e che abbiamo contattato, dice che sono tantissimi, che sono stati tutti censiti e sistemati in alloggi sicuri e protetti (Museo del mare), ma che preferiscono dormire all’agghiaccio con gli adulti con cui sono partiti, vicini di casa o amici di parenti, adulti ai quali sembrano essere stati affidati dai famigliari.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Tendopoli e dormitori sotto il cielo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Tutto intorno al porto la collina che lo sovrasta e la spiaggetta limitrofa sono trasformati in un enorme tendopoli improvvisata con teli di fortuna e legni di alberi raccolti dal mare. Difficile quantificare quante siano le tende che appaiono alla nostra vista, sembrano montagne di sacchetti di plastica abbandonate in quel luogo da anni, ma all’interno ci sono persone sdraiate che cercano riposo o protezione anche durante il giorno dai caldi raggi del sole. Qui si trovano i migranti appena sbarcati o arrivati da qualche giorno. Per gli altri, arrivati da una settimana, c’è un’altra tendopoli improvvisata ed allestita nei pressi del centro di identificazione, posto al centro dell’isola.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Evacuazione come produzione di clandestinità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il piano di evacuazione annunciato non sembra essere adeguato per rispondere alla necessità di risolvere da subito la situazione. Per duecento che partono in direzione di nuovi dispositivi di imprigionamento, ne arrivano altrettanti. Naturalmente della possibilità che per decongestionare la situazione, venga riconosciuta ai migranti che hanno sfidato i confini dell’Europa la libertà di arrivare e di andare, di scegliere dove stare, attraverso lo strumento della protezione temporanea, nessun segnale. Anzi. Mentre l’isola e i suoi abitanti soffrono rispetto alla possibilità di tornare ad una vita normale (come si fa a tornare ad una vita normale quando scorrono ogni giorno queste immagini di sofferenza e assoggettamento di migliaia di persone abbandonate a se stesse?!), la fabbrica della clandestinità è a pieno regime. Nuovi e improvvisati centri di identificazione ed espulsione vengono allestiti sulla terra ferma, per trasformare ancora una volta la lunga attesa e l’auspicata partenza verso il luogo di destinazione scelta da migliaia e migliaia di persone nell’ennesima produzione di violenza e comando del confine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Welcome&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Chiedere oggi, agire e costruire dal basso nei prossimi giorni, una grande campagna per la protezione dei migranti e la libertà di circolazione europea, è l’unico modo che intravediamo per riaffermare il diritto dei cittadini di Lampedusa e allo stesso tempo quello dei migranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.meltingpot.org&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lampedusa - Il video, le foto e la cronaca degli sbarchi e delle proteste&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.meltingpot.org/articolo16542.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 26 marzo, il racconto dal presidio Welcome: nuovi sbarchi anche in serata e proteste sull’isola. Continua il presidio della campagna Welcome.&lt;br /&gt;Nuovi sbarchi e proteste sull’isola, intanto continua la presenza del presidio della campagna Welcome su Lampedusa contro detenzioni e confinamenti, per lo svuotamento dell’isola-carcere e la libertà dei migranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giornata inizia con la notizia di nuovi avvistamenti di imbarcazioni di migranti al largo dell’isola. La banchina del Porto, epicentro delle operazioni di recupero, distribuzione viveri, identificazioni e trasferimenti è di nuovo affollata di persone suddivise in gruppi di cinquanta, in attesa di essere portati al centro per le identificazioni e nella speranza di partire. In visita al porto anche il vicepresidente del Parlamento Europeo Roberta Angelilli che assiste allo sbarco di un barcone con 103 migranti a bordo.&lt;br /&gt;Per contattare il presidio Welcome chiama il numero 345 7583902&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.meltingpot.org&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lampedusa - ll CIE di Contrada Imbricola e i rifugi per minori non accompagnati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;http://www.meltingpot.org/articolo16544.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reportage, foto, video, del Progetto Melting Pot Eurpa&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Lampedusa - Centro Contrada Imbricola = Cie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Al centro dei riflettori da diversi anni per l’inadeguatezza della struttura. Dal porto partono ogni giorno i pullman con una cinquantina di migranti - destinazione Cie per essere identificati. Addentrandosi per le stradine non asfaltate, seguendo giovani tunisini a piedi e proseguendo di mini accampamento in mini accampamento: l’odore del pesce su fuochi improvvisati, i panni stesi su stendini di fortuna, le domande in francese per capire chi sei, cosa fai qui, in mezzo al nulla, dall’alto all’improvviso rete e cemento. L’imponente struttura del Cie si inalbera tra ciotolato e cespugli e rivela immediatemente mille contraddizioni e una complessiva assurdità. Il sentiero è ben tracciato. La rete non tiene più. L’accesso libero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In entrata e uscita. Dentro come fuori: accampate centinaia e centinaia di persone. Molte ammassate in stanze sovraffolate. Le condizioni igienico-sanitarie assenti. Caos. Dentro come fuori. Lo stesso odore di cibo, di vestiti bagnati, di inadeguatezza di servizi, di sovraffolamento. Sulle pareti della prima stanza a sinistra le scritte a bomboletta ricordano luoghi di provenienza: "w la Tunisia". Appena eravamo saliti sulla collina l’avevamo riconosciuto, ce lo ricordavamo dopo i nefasti del 2009 quando a seguito della conversione da centro di accoglienza in centro di detenzione, i migranti rinchiusi dentro la struttura strapiena diedero alle fiamme tutto, scatenando una rivolta che mise alle strette Maroni e l’intero governo italiano. Le mura bianche e gli alti prolungamenti antiarrampicamento, le sbarre alle finestre e gli operatori della cooperativa che gestisce il centro assediati durante lo spostamento dei vettovagliamenti. Il cie, o ciò che ne rimane dopo gli infiniti ingressi della settimana, è una nuova struttura che non detiene e non accoglie più allo stesso tempo. Non si entra perché espulsi e non si esce perchè in procinto di essere rimpatriati. Non esiste convalida di trattenimento, anzi in molti pagherebbero per trovarvi riparo pur di non dormire al freddo la notte. Ci si rifornisce, ci si accampa o si va a trovare qualche amico di quartiere con cui si è partiti dalla Tunisia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A prima vista l’accoglienza non è gestita razionalmente, le reti che circondano il campo e che lo allungano da quello che all’apparenza rappresentava lo scheletro del vecchio centro di detenzione, sono aperte. Appena entrati veniamo condotti dagli stessi migranti a riprendere nelle stanze. Accampati l’uno sopra l’altro – persino sotto il letti – tanti ragazzi vivono alla fortuna in piccoli container tra docce e vie allagate. La precarietà sanitaria è evidente nonostante tentino in tutti i modi di autorganizzare la propria convivenza. La struttura inizialmente era composta di due sezioni, l’una per gli uomini e l’altra per donne e bambini. Dopo l’addensarsi degli arrivi su impulso delle associazioni la cooperativa ha destinato altre strutture esterne al campo per le categorie vulnerabili. I minori erano stati condotti esclusivamente al museo del mare accanto al campo da calcio e il comune, nella notte tra il 23 e 24 la stessa struttura di accoglienza eccezionale veniva occupata dagli adulti ed ora nello stesso luogo vi convivono tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo riconosciuto lo stesso museo per la presenza al di fuori di minori di età compresa tra i 13 e i 17 anni, appena entrati abbassando lo sguardo ci siamo accorti che le scarpe erano immerse nel pavimento completamente allagato. Un ragazzino ci ha fatto da guida all’interno della struttura, tra un pianoforte ed un anfora antica. Insieme al Cie il museo rappresenta una forma di campo di transito, la cui via di accesso e di uscita è libera ma il cui spazio risulta saturo per l’eccedenza delle presenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro denominatore comune di luoghi simili è il racket dei posti letto, venduti da chi per primo li occupa – anche più di uno – e poi li rivende al miglior offerente. In tutto ciò i più vulnerabili, non solo i minori, partono svantaggiati. Non riescono ad avere un tetto o perché soli, fragili, o magari senza soldi. La forma campo a Lampedusa non si concretizza nei luoghi di accoglienza o di detenzione, la stessa isola è un campo le cui strutture per il rifugio non sono altro che pedine irrilevanti di una scacchiera la cui fine è l’imbarco verso altre zone d’Italia, o della Tunisia chi può dirlo.Rimane difficile pensare a quanto possano essere state informate dei loro diritti, a quanto possano essere stati informati di ciò che accadrà nei prossimi giorni e di dove andranno a finire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si attende la consegna di un biglietto, prima della quale i migranti vagano di giorno come Don Chichotte e di notte come fantasmi in preda ad una sete di speranza che solo il futuro e speriamo l’avanzare del viaggio potrà loro saziare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.meltingpot.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-8187210588630211187?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/8187210588630211187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/lampedusa-alkatraz-del-mediterraneo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8187210588630211187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8187210588630211187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/lampedusa-alkatraz-del-mediterraneo.html' title='Lampedusa, Alkatraz del Mediterraneo'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-6982668750010692637</id><published>2011-03-29T09:02:00.000-07:00</published><updated>2011-03-29T09:04:49.555-07:00</updated><title type='text'>Report da Mineo</title><content type='html'>Si è da poche ore concluso il presidio di fronte al villaggio della “solidarietà” a Mineo indetto dai sindaci del calatino; i partecipanti erano circa 500 e la presenza degli antirazzisti è stata determinante nel fare naufragare l’irresponsabile tentativo di criminalizzare gli immigrati “irregolari” provenienti dalla Tunisia.&lt;br /&gt;Il grosso dei tunisini ha esercitato il giusto diritto alla fuga per non obbedire alle leggi razziste, ma la devastante propaganda xenofoba ha fatto arretrare di molto il confronto con la comunità di Mineo, iniziato con il seminario tenutosi a Mineo “Accoglienza, la parola a chi la fa” il 19/3 scorso. Durante il seminario il sindaco di Riace (RC)  Domenico Lucano ha dimostrato che spendendo meno della metà di quanto costa detenere un migrante al villaggio della “solidarietà”, si possono costruire buone pratiche d’accoglienza nei piccoli centri con positive ricadute economiche nelle comunità ospitanti, addirittura i figli dei richiedenti asilo hanno garantito la riapertura della scuola elementare.&lt;br /&gt;A Mineo la vergognosa operazione di segregazione in un mega “Cara”, deportando oltre 1000 richiedenti asilo da percorsi d’inserimento da numerosi altri Cara in varie parti d’Italia, procede incurante dell’opposizione degli enti locali del calatino. Il fantomatico piano per accogliere l”esodo biblico” è naufragato di fronte all’arrivo di circa 15000 migranti dalla Tunisia nelle ultime settimane; addirittura si rende invivibile la situazione a Lampedusa per aizzare gli isolani contro i migranti (vergognosa la “crisi idrica” esplosa, quando durante l’estate con 20000/30000 turisti, con un consumo idrico ben maggiore, l’acqua non manca mai).&lt;br /&gt;Tornando al presidio di stamattina vi era la presenza di provocatori di Forza Nuova e di altre forze che tentavano di gettare benzina sul fuoco della xenofobia , ma l’atteggiamento responsabile dei sindaci e degli antirazzisti ha evitato che la situazione degenerasse.&lt;br /&gt;Abbiamo potuto monitorare direttamente con i migranti (anche perché non ci fidiamo troppo  delle versioni “ufficiali” date ai sindaci ed ai parlamentari presenti) non pochi casi di violazione dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine e della CRI. In seguito al presidio ed alla delegazione in Prefettura lo scorso mercoledì 23 abbiamo consegnato insieme all’Arci ed a varie associazioni una formale richiesta d’ingresso nel villaggio ed attendiamo ancora pazientemente risposta . Intanto da 2 giorni sia i richiedenti asilo che i migranti tunisini non possono uscire, la cosa sta destando ostilità e tensione fra i richiedenti, purtroppo la guerra fra poveri potrebbe dilagare anche fra migranti.Per tutto ciò è più che mai urgente organizzare una forte mobilitazione regionale contro il razzismo , contro questa guerra neocoloniale ed il devastante ruolo di morte della base militare di Sigonella, costruendo e praticando elementari forme di solidarietà dal basso, dai passaggi in macchina, ad offrire ai migranti una colazione al bar e/o i prodotti della nostra terra  per risarcirli dell’imbarazzante imbecillità dei razzisti, che delirano di organizzare le ronde.&lt;br /&gt;Gli antirazzisti lampedusani di Askavusa hanno distribuito gratuitamente vestiti e scarpe (a livello regionale si stanno organizzando altri aiuti umanitari) , potremmo fare altrettanto nel corso del prossimo presidio; dobbiamo dimostrare ,nonostante la barbarie della guerra , che esiste e sta crescendo nelle popolazioni calatine ed in Sicilia la capacità di distinguere fra le vittime ,alle quali va la nostra incondizionata Solidarietà, ed il disumano sadismo dei carnefici, che purtroppo, ancora ci governano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27/3/2011       &lt;br /&gt;                                                                                 Rete Antirazzista Catanese&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-6982668750010692637?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/6982668750010692637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/report-da-mineo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6982668750010692637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6982668750010692637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/report-da-mineo.html' title='Report da Mineo'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-8592952171349661009</id><published>2011-03-21T00:03:00.001-07:00</published><updated>2011-03-21T00:03:52.137-07:00</updated><title type='text'>NON CI SONO GUERRE GIUSTE!</title><content type='html'>21 marzo 2011, 00:22&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un mese di tentennamenti, le forze occidentali hanno sferrato l’attacco alla Libia dichiarando di intervenire in difesa del popolo libico. La risoluzione 1973 delle Nazioni Unite serve da garanzia alle operazioni militari guidate per adesso da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Canada, Spagna, Danimarca e Italia.&lt;br /&gt;La guerra a Gheddafi viene fatta in un momento in cui il dittatore si trova in una posizione di forza. Nelle scorse settimane, mentre la rivolta popolare dilagava costringendo all’angolo Gheddafi, la diplomazia internazionale balbettava nel più assoluto imbarazzo nel vedere che il Colonnello di Tripoli – coccolato fino a ieri come valido partner economico dalle potenze occidentali (armi, petrolio, contrasto all’immigrazione) – perdeva terreno sotto i colpi di un’insurrezione senza capi.&lt;br /&gt;E così, l’Onu ha aspettato che Gheddafi riconquistasse le città della Cirenaica spingendosi fino alle porte di Bengasi: in tal modo, nell’ipocrita retorica militarista in cui la guerra viene spacciata come “umanitaria”, il rischio che si verifichi un bagno di sangue per la popolazione civile è altissimo.&lt;br /&gt;D’altra parte, l’interesse delle potenze occidentali è quello di mettere le mani sui rubinetti del petrolio, distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dalle problematiche generate dalla crisi economica e incrementare il volume di affari degli stati e del capitale speculando sulla sofferenza dei popoli.&lt;br /&gt;In questa avventura scellerata in cui l’Italia recita il solito copione di paese a sovranità limitata, Trapani viene direttamente coinvolta con la base militare di Birgi, e tutta la Sicilia rischia di diventare un’immensa portaerei per fare la guerra.&lt;br /&gt;Tutto questo si sarebbe potuto evitare se la diplomazia internazionale fosse intervenuta subito, riconoscendo e legittimando il governo di transizione della Libia liberata.&lt;br /&gt;Tutto questo si sarebbe potuto evitare se le pressioni su Gheddafi fossero state esercitate nel suo momento di maggior debolezza, senza bisogno di sparare un colpo.&lt;br /&gt;Ancora una volta, invece, gli Stati si armano per fare la guerra confermando di non voler gestire con intelligenza e lungimiranza i conflitti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NEL RINNOVARE LA NOSTRA SOLIDARIETÀ AL POPOLO LIBICO IN LOTTA PER LA LIBERTÀ, CONDANNIAMO FERMAMENTE L’OPERAZIONE MILITARE ONU!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA COMUNITÀ INTERNAZIONALE PUO’ E DEVE SOSTENERE L’AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI CHE IN LIBIA, EGITTO, TUNISIA, BAHREIN E YEMEN HANNO DIMOSTRATO CHE È POSSIBILE ORGANIZZARSI DAL BASSO CONTRO L’OPPRESSIONE!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CON LA GUERRA DEGLI STATI NON SI CONQUISTA LA LIBERTÀ, NON SI VINCONO LE RIVOLUZIONI, NON SI COSTRUISCE LA PACE!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coordinamento per la Pace – Trapani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-8592952171349661009?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/8592952171349661009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/non-ci-sono-guerre-giuste.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8592952171349661009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8592952171349661009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/non-ci-sono-guerre-giuste.html' title='NON CI SONO GUERRE GIUSTE!'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-7044497775652974425</id><published>2011-03-20T23:58:00.000-07:00</published><updated>2011-03-21T00:00:53.569-07:00</updated><title type='text'>Repressione in Bahrain</title><content type='html'>Ai direttori del Manifesto e di Liberazione, alla stampa progressista,&lt;br /&gt;a tutti i democratici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La straordinaria esperienza di mobilitazione democratica del Bahrain è stata schiacciata nel sangue con l'intervento delle forze armate saudite.&lt;br /&gt;Vivo qui in Bahrain e sono stato testimone di un risveglio di coscienza politica e sociale avanzatissimo. Dopo i primi scontri e le prime violenze la vecchia leadership sciita è stata scavalcata ed esautorata da una nuova generazione di protagonisti: i giovani e le donne. Hanno saputo prendere in mano l'organizzazione della lotta politica, con metodi assolutamente pacifici e di massa, un'organizzazione capillare ed obiettivi e parole d'ordine assolutamente chiari e trasparenti: libertà e democrazia.&lt;br /&gt;I giornalisti come Michele Giorgio e l'inviato di Repubblica hanno potuto constatare la situazione e ne hanno dato conto con servizi puntuali e rigorosi.&lt;br /&gt;Bene, a questo punto chiedo che i democratici si facciano carico di una mobilitazione almeno pari a quella portata avanti nei confronti degli insorti libici, che non erano né pacifici né disarmati, che non avevano piattaforme politiche così trasparenti, che erano sponsorizzati dai servizi segreti di mezzo mondo e da quello stesso Consiglio del Golfo che ha mandato i carri armati qui in Bahrain.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedo che si faccia pressione perchè l'Unione Europea prenda posizione in modo altrettanto deciso contro i governi bahrenita e saudita, che la Corte Penale Internazionale agisca con la stessa prontezza dimostrata per la Libia, che la pletora agenzie e organizzazioni preposte alla difesa dei diritti umani dia un'occhiata anche da queste parti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedo che le grandi firme e i padrini nobili della sinistra si spendano anche per questa causa, forse più difficile, perchè non devono schierarsi contro un "dittatore pazzo", ma contro uno dei nodi più potenti e oscuri del potere occidentale sul petrolio: le monarchie del golfo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Bahrain è un piccolo paese, ma, con il sostegno e la solidarietà dell'opinione pubblica progressista (se esiste e qualunque cosa voglia dire), poteva mettere in crisi, con la sola forza del pacifismo e della mobilitazione di massa, un potere senza alcuna legittimità e alcun appoggio popolare, che si regge su un'oppressione medievale (Arabia Saudita), sulla schiavitù di massa (Emirati), sulla corruzione di rendite petrolifere immense (tutti). Non si è voluta cogliere questa opportunità, preferendo correre dietro a mobilitazioni più rassicuranti (Tunisia ed Egitto, dove il popolo si mobilitava, ma comunque dietro rimaneva, rassicurante e a garanzia degli interessi occidentali, l'esercito; oppure Libia, dove si poteva comunque dare addosso aggratis al mostro di turno).&lt;br /&gt;Adesso abbiamo una occupazione militare con i carri armati per le strade. Abbiamo le forze speciali che tutte le notti rastrellano con metodi nazisti villaggi e quartieri entrando nelle case e sequestrando gli oppositori, la cui sorte resta ignota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Che vogliamo fare? Ce la facciamo a stracciarci qualche veste anche per l'opposizione bahrenita?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tonino&lt;br /&gt;www.Sinistrainrete.info&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-7044497775652974425?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/7044497775652974425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/repressione-in-bahrain.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7044497775652974425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7044497775652974425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/repressione-in-bahrain.html' title='Repressione in Bahrain'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-4366059833044218143</id><published>2011-03-20T23:57:00.000-07:00</published><updated>2011-03-20T23:58:24.747-07:00</updated><title type='text'>La guerra è iniziata:</title><content type='html'>mobilitazione generale dei Giovani Comunisti&lt;br /&gt;marzo 20, 2011 simone.oggionni &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La guerra è iniziata. Lo sapevamo, lo avevamo ampiamente previsto, mettendo in guardia rispetto alla rapida involuzione di un quadro che, purtroppo, lasciava poco spazio all’equivoco e all’immaginazione.&lt;br /&gt;Ora siamo in guerra. Aerei francesi e americani hanno iniziato i bombardamenti e lo stesso faranno, a breve, gli aerei che stanno partendo dalle basi collocate sul suolo italiano.&lt;br /&gt;E’ il giorno della rabbia e della vergogna. Rabbia per non essere stati in grado di fermare la barbarie. Vergogna per essere parte di un sistema di potere (economico, politico, militare) che da secoli non fa altro che uccidere tutto ciò che non si adegua ai suoi dettami.&lt;br /&gt;Ma deve essere anche il giorno della reazione di massa e di popolo alla guerra neocoloniale contro la Libia.&lt;br /&gt;E deve esserlo a partire da noi, dal nostro partito, dalla Federazione della Sinistra e, in particolare, dai Giovani Comunisti.&lt;br /&gt;Da domani mattina tutte le nostre strutture territoriali si devono sentire investite dell’obbligo di organizzare iniziative di controinformazione, presidi di solidarietà, picchetti, sit-in, assemblee. Dall’obbligo di prendere per mano il movimento contro la guerra e farlo uscire da un torpore che in questi giorni ha già fatto molti danni.&lt;br /&gt;Ogni mobilitazione, ogni iniziativa che riusciremo a mettere in campo sarà positiva, importante, fondamentale.&lt;br /&gt;Nei prossimi giorni organizzeremo anche momenti nazionali. Sicuramente saremo davanti alle basi di Trapani e di Sigonella. Stiamo organizzando in queste ore manifestazioni, possibilmente permanenti.&lt;br /&gt;Quello che vi chiedo è di coordinarci insieme, di lavorare in stretto contatto tra noi, di non disperdere le energie e di finalizzarle tutte nella stessa direzione.&lt;br /&gt;Per questo è fondamentale tenere la barra sulla linea politica definita in questi giorni, senza ambiguità né tentennamenti.&lt;br /&gt;Non abbiamo alcuna simpatia per il regime dispotico di Gheddafi (che non a caso ha intessuto con tante potenze neocoloniali in questi anni grandi rapporti di collaborazione e profitto, a partire dall’Italia). Le rivolte e la repressione di queste settimane ci fanno male, sollecitano la nostra coscienza. Ma l’attacco militare di questa notte definisce con chiarezza la nostra scala di priorità. Oggi la priorità è contrastare la guerra, riaffermare il principio di non ingerenza, il diritto all’autodeterminazione dei popoli e alla loro sovranità.&lt;br /&gt;Prepariamoci al moltiplicarsi esponenziale delle menzogne della propaganda, che ancora di più che in queste ultime settimane parlerà di “intervento umanitario” per difendere il popolo dai crimini del dittatore. Agli Stati Uniti, all’Unione Europea, agli Stati colonialisti non interessa nulla del popolo libico. Interessa soltanto il suo petrolio, il suo gas naturale e la collocazione strategica del territorio libico.&lt;br /&gt;Care compagne e cari compagni, la guerra imperialista contro la Libia è iniziata. Dimostriamo nel nostro Paese quanto grande può essere la solidarietà internazionalista dei comunisti.&lt;br /&gt;Simone Oggionni&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-4366059833044218143?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/4366059833044218143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/la-guerra-e-iniziata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4366059833044218143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4366059833044218143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/la-guerra-e-iniziata.html' title='La guerra è iniziata:'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-8590114817815082253</id><published>2011-03-20T23:54:00.000-07:00</published><updated>2011-03-20T23:57:01.168-07:00</updated><title type='text'>Lo stravolgimento del diritto d’asilo</title><content type='html'>Deportazioni dai C.A.R.A. verso Mineo&lt;br /&gt;http://www.meltingpot.org/articolo16493.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre Benghazi è sotto le bombe di Gheddafi, l’Italia inizia le deportazioni da Bari alla Sicilia: diritto d’asilo negato&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Inviate le segnalazioni sugli spostamenti verso Mineo a redazione@meltingpot.org o sulla nostra pagina facebook&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Benghazi è sotto un attacco del Governo libico senza precedenti ed in queste ore seguiamo con attenzione le notizie che ci vengono da Gabriele Del Grande e Stefano Liberti che si trovano proprio nella città assediata. &lt;br /&gt;Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato una risoluzione che prevede l’istituzione di una no fly zone. Le contraddizioni dei governi europei e mondiali esplodono di fronte al massacro libico. Sopra le scrivanie dei Palazzi del Governo italiano sono ancora uno sopra l’altro accatastati i protocolli di accordo con il dittatore libico che in queste settimane ha messo in atto una delle operazioni più violente contro i civili in sommossa degli ultimi anni. ..."Stiamo con Gheddafi che ci garantisce gli approvvigionamenti e la possibilità di fare i respingimenti congiunti. No, Gheddaifi è cattivo e lo scarichiamo perché abbiamo la coda di paglia. No ancora, Gheddafi potrebbe riprendere il controllo e garantirci stabilità e denari. Anzi, meglio fermarlo altrimenti ci mette in imbarazzo"...&lt;br /&gt;E migliaia di civili sono morti il Governo italiano ha preparato anche la sua di operazione: un vero e proprio stravolgimento del sistema detentivo e di accoglienza, un duro colpo (se ancora ce ne fosse stato il bisogno) alle garanzie del diritto d’asilo.&lt;br /&gt;Lampedusa scoppia, oltre al CIE sull’isola il prefetto straordinario Caruso ha annunciato per oggi l’apertura di una tendopoli nella zona (probabilmente) dell’ex base Loredan.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Intanto si stanno per aprire le porte del residence degli Aranci di Mineo che dovrebbe "ospitare" in un regime di detenzione/accoglienza ancora parzialmente oscuro, circa duemila richiedenti asilo: una cittadella del confinamento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ma ciò che sta avvenendo in queste ore conferma i timori che in queste settimane sono andati via via diffondendosi da più parti rispetto alle modalità ed alle geometrie di questa operazione.&lt;br /&gt;Lampedusa esplode e l’operazione Mineo sarebbe potuta servire (nella sua oscenità) a decongestionare una situazione che sull’isola sta diventando incandescente.&lt;br /&gt;Di contro, in ogni angolo d’Italia, C.a.r.a. e Cie sono sovraffollati e non riescono più ad assorbire eventuali trasferimenti, ma soprattutto stanno diventando essi stessi ingovernabili (come nel caso Bologna, di Roma, o di Gradisca dove il Cie è ormai stato distrutto dalle rivolte).&lt;br /&gt;Ma chi è destinato allora al confinamento di Mineo? Saranno i cittadini tunisini approdati in questo mese a Lampeusa? Assolutamente no.&lt;br /&gt;Le prime informazioni che arrivano dall’interno del Cara di Bari da parte di migranti in attesa del riconoscimento della protezione internazionale confermano che da ieri è partita una vasta operazione all’interno della struttura. A seguito di questa molte persone non provenienti dalla Tunisia stanno per essere spostate fisicamente ed anche contro la loro esplicita volontà, verso la Sicilia. Il tutto sta avvenendo senza alcuna comunicazione scritta, sembra, senza neppure tener conto di casi eventualmente vulnerabili, della distinzione tra chi ha presentato ricorso contro il diniego della Commissione o è ancora in attesa di audizione, o di altre situazioni (ad es. "casi Dublino").&lt;br /&gt;L’ operazione sta riguardando certamente cittadini afghani, pakistani, iracheni, iraniani.&lt;br /&gt;Il Governo insomma sembra aver deciso di utilizzare Mineo per confinarvi i richiedenti asilo attualmente distribuiti nei Cara italiani cancellando con un volo ogni rete socio-assistenziali che i migranti stessi sono stati capaci di costruire nei mesi di permanenza nel Cara, e soprattutto il loro diritto di difesa (dovendo presenziare, almeno i ricorrenti, alle udienze di prima comparizione disposte dal Tribunale ed essendo molti in attesa di ricevere documenti proprio presso il Cara di Bari). L’operazione sembrerebbe però il preludio di una seconda trasformazione progettata dal Ministero dell’Interno: trasformare le strutture dei Cara in Cie per deportarvi i tunisini.&lt;br /&gt;Intanto la condizione dei tunisini sull’isola di Lampedusa diventa sempre più drammatica e la determinazione del loro "status di soggiorno" procede in maniera assolutamente arbitraria: ad alcuni viene proposta la presentazione della domanda d’asilo, ad altri viene prospettato il regime detentivo, ad altri ancora viene notificato il respingimento differito con conseguente intimazione a lasciare il territorio. In molti stanno tentando di proseguire il viaggio verso l’Europa che desiderano (Parigi, Londra, Oslo, Berlino).&lt;br /&gt;Da Bari, secondo quanto riferito, un primo volo sarebbe partito questa mattina alle 09.00 ed un altro intorno alle 11.00. Altri 57 migranti sarebbero arrivati a Mineo dal Cara di Pian del Lago, di Caltanissetta e Serraino-Vulpitta, di Trapani.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lanciamo un appello per monitorare questa situazione in continua evoluzione in ogni angolo d’Italia, a partire da Bari, passando per tutti i Cara della penisola, fino a Gradisca d’Isonzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Inviate le notizie a redazione@meltingpot.org o attraverso la pagina facebook del Progetto Melting Pot Europa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.meltingpot.org&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-8590114817815082253?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/8590114817815082253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/lo-stravolgimento-del-diritto-dasilo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8590114817815082253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8590114817815082253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/lo-stravolgimento-del-diritto-dasilo.html' title='Lo stravolgimento del diritto d’asilo'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-6876547582096829766</id><published>2011-03-19T01:16:00.000-07:00</published><updated>2011-03-19T01:18:03.107-07:00</updated><title type='text'>No al centro di detenzione a Mineo</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Si all’accoglienza dei migranti ed alla smilitarizzazione dei nostri territori&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Dopo le iniziative di fronte al villaggio degli aranci a Mineo l’1 ed il 13 marzo, facciamo appello a tutte le realtà coerentemente antirazziste a vigilare sulle crescenti violazioni dei diritti umani dei migranti ed a costruire delle proposte alternative di accoglienza, visto il plateale fallimento delle politiche segregazioniste del governo:&lt;br /&gt;• Dal maggio 2009 a Lampedusa bisognava fingere che gli sbarchi non avvenissero, in ossequio ai criminali respingimenti in Libia ed alla vergognosa campagna leghista della tolleranza zero contro l’invasione dei clandestini, incurante dei naufragi e dei morti nei lager (da noi finanziati)  libici &lt;br /&gt;• Per settimane Maroni, ben prima della crisi libica, ha fantasticato di esodo biblico, preoccupato più della sicurezza minacciata dall’”invasione” dei clandestini che dei soccorsi umanitari per salvare vite umane in fuga dalla guerra e dalla fame. Estremamente grave è stato il respingimento al largo di Augusta del traghetto marocchino proveniente da Misurata in Libia, poiché non si è permesso di verificare quanti erano i potenziali aventi diritto a chiedere asilo, visto che i passeggeri non erano certo in crociera turistica&lt;br /&gt;• E’ stato appena inaugurato il villaggio della “Solidarietà” a Mineo, non per accogliere chi fugge dal Nordafrica, ma per sperimentare sulla pelle dei richiedenti asilo, già in Italia nei CARA, nuove pratiche di demagogica “accoglienza”, sradicando i richiedenti asilo dai territori, in cui stavano iniziando ad inserirsi. Anziché moltiplicare le esperienze degli SPRAR , già operanti in oltre 130 comuni, si preferisce dilapidare ingenti risorse pubbliche per militarizzare i nostri territori, favorire i grandi appalti ai soliti amici della cricca (ci basta L’Aquila ed il fallito G8 alla Maddalena)creando falsi allarmismi come se arrivassero pericolosi criminali. E’ facilmente dimostrabile che accogliere un migrante ci costa molto meno di segregarlo in condizioni disumane nei CIE o nei vari centri di detenzione; inoltre il costo medio al giorno di un richiedente asilo in un Cara è circa il doppio dei progetti SPRAR .Nel caso di Mineo i costi si moltiplicano aggiungendo le spese per militarizzare il calatino e l’affitto alla Pizzarotti Spa, azienda privata  già attiva nei lavori di potenziamento della base di Sigonella, come nella costruzione della TAV israeliana (A1) Gerusalemme-Tel Aviv, che sta devastando i territori occupati palestinesi.&lt;br /&gt;• Dopo settimane di fantomatici piani d’accoglienza in tutta Italia (tranne la Padania ) di fronte al presunto “esodo biblico”, si sta volutamente esasperando la situazione fra gli abitanti a Lampedusa, non procedendo allo smistamento dei migranti fuggiti dal Nordafrica in altre strutture d’accoglienza nel resto d’Italia; non è una giustificazione valida che gli altri centri siano saturi, le potenzialità di un’accoglienza d’emergenza, diffusa nei piccoli e medi centri potrebbe essere una preziosa opportunità di virtuosa ricaduta economica e sociale. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Siamo assolutamente contrari alla creazione di tendopoli a Lampedusa, come occorre evitare l'ulteriore militarizzazione dell'isola, dove adesso saranno inviati altre centinaia di carabinieri.&lt;br /&gt; La proposta che vogliamo lanciare è quella di favorire l’accoglienza dal basso, con il coinvolgimento dell’associazionismo locale e  dei migranti, diffondendola in tutto il territorio siciliano, meridionale e nazionale; si potrebbe così dimostrare la disumana demagogia di chi ci governa che, in tempi di crisi economica e di drastici tagli alle spese sociali, preferisce alimentare l’industria della paura ed  aumentare solo le spese militari per giustificare le nuove guerre “umanitarie” e costruire il consenso sociale alla prossima scellerata avventura neocoloniale in Libia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ct  18/3/2010                                                                             Rete Antirazzista Catanese&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-6876547582096829766?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/6876547582096829766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/no-al-centro-di-detenzione-mineo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6876547582096829766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6876547582096829766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/no-al-centro-di-detenzione-mineo.html' title='No al centro di detenzione a Mineo'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-5310897907973564713</id><published>2011-03-12T00:41:00.000-08:00</published><updated>2011-03-12T00:44:11.383-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-4-1sSfcU_9Q/TXsyEvOMdeI/AAAAAAAAAH0/lGOue6US16w/s1600/manifesto_piccolo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 286px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-4-1sSfcU_9Q/TXsyEvOMdeI/AAAAAAAAAH0/lGOue6US16w/s400/manifesto_piccolo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5583111220032730594" /&gt;&lt;/a&gt; Per un mondo senza gabbie né confini!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libertà per tutte e tutti! con o senza documenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SABATO 12 MARZO 2011&lt;br /&gt;presidio solidale davanti al Cie di Ponte Galeria!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 14.00: appuntamento alla stazione fs Ostiense&lt;br /&gt;per prendere insieme il trenino per Fiumicino aeroporto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dalle ore 15.00: presidio sotto le mura del Cie di Ponte Galeria&lt;br /&gt;fermata “Nuova Fiera di Roma” del trenino Roma-Fiumicino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;chiudere tutti i cie! libere tutte! liberi tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;durante il presidio consegneremo alle recluse e ai reclusi le radioline portatili acquistate grazie all’iniziativa del 6 marzo a Casale de Merode&lt;br /&gt;perchè ascoltare una radio è un modo per mantenere un contatto con l’esterno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PORTA UNA RADIOLINA A PONTE GALERIA!&lt;br /&gt;contribuisci anche tu a rompere il muro del silenzio e dell’isolamento!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-5310897907973564713?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/5310897907973564713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/per-un-mondo-senza-gabbie-ne-confini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5310897907973564713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5310897907973564713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/per-un-mondo-senza-gabbie-ne-confini.html' title=''/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-4-1sSfcU_9Q/TXsyEvOMdeI/AAAAAAAAAH0/lGOue6US16w/s72-c/manifesto_piccolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-1203137349473395575</id><published>2011-03-12T00:38:00.000-08:00</published><updated>2011-03-12T00:39:25.184-08:00</updated><title type='text'>La luna e il dito. Della primavera araba e della nostra inadeguatezza</title><content type='html'>Annamaria Rivera, Carta, 10 marzo 2011:&lt;br /&gt;http://www.carta.org/2011/03/la-luna-e-il-dito-la-primavera-araba-e-noi/?article2pdf=1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Un sommovimento imprevedibile?&lt;br /&gt;Si è ripetuto fino alla nausea che il sommovimento che percorre il mondo arabo non era prevedibile, tanto che neppure le cancellerie e i servizi d’intelligence occidentali lo avevano messo in conto. In realtà, per parlare solo della Tunisia, era sufficiente frequentare e osservare senza pregiudizi quella società per intuire che qualche focherello ardeva sotto lo spesso strato di cenere del regime. Sarebbe bastato parlare con persone comuni per cogliere l’insofferenza, spesso appena dissimulata con l’ironia e la battuta di spirito, verso gli aspetti del benalismo più torvi [la dura repressione dei dissidenti politici e di islamisti spesso presunti] o più grotteschi: dall’obbligo di esporre il ritratto del despota ovunque, perfino nelle più sperdute bottegucce nel deserto, alla neolingua che da un anno all’altro imponeva di cambiare i nomi delle vie secondo il tema propagandistico del momento. Così che, per dirne una, mentre la megalomania modernizzatrice e speculativa del clan di Ben Ali seppelliva sotto il cemento litorali, palmeti, architetture tradizionali, d’un tratto ogni boulevard si chiamava “de l’Environnement”.&lt;br /&gt;Per illudersi che popolazioni per lo più giovani, vivaci, istruite, precocemente familiarizzate con internet e cellulari potessero sopportare ancora a lungo tiranni insediati da alcuni decenni [dai ventiquattro anni di Mubarak ai quarantadue di Gheddafi] si deve aver interiorizzato la tesi dell’eccezionalismo arabo fino ad averne fatto legge della natura. Insomma, mi sembra che a far da schermo siano stati principalmente il paradigma rozzo e fallace dello scontro di civiltà e l’islamofobia conseguente, nonché il preconcetto che rappresenta il mondo arabo come immerso nelle tenebre dell’arretratezza o comunque intrappolato fra la minaccia dell’islamismo radicale e il male minore di dittature asservibili o lusingabili. Questo schermo ideologico ha impedito di considerare, fra le altre cose, che molti paesi arabi stanno vivendo una fase di transizione accelerata, segnata da cambiamenti profondi in tutte le sfere: dalla struttura della famiglia e dei rapporti di autorità ai riferimenti culturali e ideologici, per non parlare dell’incremento della comunicazione informatica e della presenza crescente di giovani generazioni istruite e destinate alla disoccupazione o alla precarietà [questi ultimi fattori, in verità, citati in abbondanza ex post].&lt;br /&gt;Per cogliere questi mutamenti basta uno sguardo ai dati demografici: la crescita dei livelli di alfabetizzazione giovanile [di uomini e donne], la diminuzione dei tassi di fecondità, il declino dell’endogamia, solo per fare alcuni esempi, sono tutti segni di un rapido processo di modernizzazione, come ci avevano avvertito non pochi specialisti, fra i quali Youssef Courbage ed Emmanuel Todd in un’opera lungimirante, pubblicata in Francia nel 2007 e in Italia nel 2009 [1].&lt;br /&gt;Certo, la demografia non rivela tutto di un paese e soprattutto delle sue sofferenze e dei suoi umori profondi, né è essa sola che determina la possibilità di ribellioni collettive. Risolutivo, in ultima istanza, è sempre qualche elemento soggettivo: un Mohamed Bouazizi che sceglie d’immolarsi piuttosto che patire umiliazione e disprezzo. Ma forse la demografia avrebbe potuto aprire qualche varco nel muro di ottusità politica dietro il quale si è rintanata la vecchia Europa. Che oggi appare smarrita, determinata solo a respingere i profughi travolti dal sommovimento e i giovani maghrebini per i quali libertà vuol dire anche conquista della mobilità. Ignara, la povera Europa, che la primavera araba ha decretato che già oggi viviamo in un’unica regione euromediterranea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. “Sembra che la capacità di ragionare ci sia venuta meno”: confusione e abbagli in seno alla sinistra italiana&lt;br /&gt;Il vento impetuoso della rivolta inaspettata ha ingarbugliato anche orientamenti e dibattiti in seno alla sinistra italiana largamente intesa, anch’essa in buona parte presa in contropiede o comunque impotente a scuotere l’indifferenza dell’opinione pubblica: a conferma della perdita della facoltà di analisi e di previsione che è pari al provincialismo e alla povertà politica e programmatica. A sinistra non manca peraltro chi condivide il teorema complottista che nega ogni ruolo autonomo alle rivolte contro l’oppressione, soprattutto se scoppiano in un mondo che si credeva intrappolato nella tenaglia di cui ho detto prima. Per fortuna, alcune eccezioni esistono: singole personalità, i Radicali [2], alcune aree dei partiti di sinistra-sinistra nonché piccole testate, Ong, qualche sindacato, realtà associative, piccole e grandi, fino all’Arci. A sostenere la primavera araba, anche con iniziative concrete, è soprattutto chi è parte di movimenti internazionali –in primis quello altermondialista- e che quindi, per conoscenza diretta di paesi e persone, ha una percezione più realistica di quel che si muove e cambia oltre i confini europei.&lt;br /&gt;Disorientamenti e vivaci controversie intorno alla rivoluzione araba si sono manifestati perfino -e più apertamente- in seno all’area del manifesto, il quotidiano che più di ogni altro soggetto rappresenta la continuità di un pensiero di sinistra radicale, colto e impegnato. A far scoppiare la polemica nella “comunità” del giornale [intesa come l’insieme dei fondatori, redattori, collaboratori, abbonati, lettori] è stato il caso libico, in effetti meno agevole da decifrare. Ma l’atteggiamento tiepido o alquanto pessimistico verso la rivoluzione araba di una parte della componente “storica” del giornale sembrava abbozzato fin dalla Rivoluzione dei gelsomini: “Golpe militare. Ben Ali fugge” era il titolo secco e parziale del primo pezzo [14 gennaio] a commento della fuga del tiranno cleptomane [3].&lt;br /&gt;Questo atteggiamento, peraltro discordante da quello di altri giornalisti -da Rossana Rossanda a Michele Giorgio, che ha garantito ottimi réportage- si è poi palesato in rapporto con l’insurrezione della Cirenaica. Le ragioni, si può ipotizzare, sono molteplici. Forse ha pesato la solidarietà espressa a Gheddafi da Chavez, Oriega e soprattutto Fidel Castro, che già il 21 febbraio, sulle colonne del Granma, denunciava “il crimine della Nato”, a suo parere già pronta a invadere la Libia. Ma più di ogni cosa è prevalso il timore, fondato e condivisibile, che l’insurrezione finisca per essere il pretesto per una nuova guerra “umanitaria”. Per Tommaso Di Francesco, ad esempio, la soluzione balcanica è ineluttabile: “Interverranno perché, qualsiasi sia il potere che arriverà dopo Gheddafi, svolga per noi la stessa funzione […]: elargire petrolio per i consumi dell’Occidente e impedire l’arrivo dei disperati relegandoli in un nuovo sistema concentrazionario” [4].&lt;br /&gt;Di certo lo scetticismo verso l’insurrezione libica non può attribuirsi principalmente alla relazione di stima e di amicizia fra il Colonnello e una delle colonne del quotidiano, Valentino Parlato. Il quale, il 18 febbraio, subito dopo la “giornata della collera” repressa nel sangue, rilascia un’intervista al Sole 24 Ore, in cui ribadisce senza sfumature la “stima convinta” per Gheddafi e l’ammirazione per il Libretto verde, “un testo ancora valido”, un “messaggio roussoiano di potere diffuso, di democrazia diretta” [5].&lt;br /&gt;All’opposto, Rossana Rossanda -che fin dal 31 gennaio aveva salutato la primavera araba come “un movimento straordinario, coraggioso, laico, nel quale è tornato a soffiare il vento dei sollevamenti di libertà” [6]- in un editoriale del 24 febbraio denuncia lucidamente le nostre “illusioni progressiste”: quelle che hanno affidato l’intero peso della lotta anticoloniale e/o antimperialista all’autocrate di turno, il quale, in società prive di istituzioni intermedie a garantire la partecipazione popolare, nel corso del tempo rivela la propensione delirante e repressiva. “Nel caso di Gheddafi, scrive, con le sue uniformi rutilanti e i mantelloni da cavaliere del deserto, la convinzione di essere un liberatore e la disposizione ad ammazzare ed essere ammazzato, l’elemento di delirio è evidente” [7].&lt;br /&gt;Man mano che si fa più irriducibile la ribellione cirenaica, più feroce la sua repressione e che si profila il rischio di un intervento militare occidentale, la voce equilibrata di Rossanda si perde fra gli articoli di Luciana Castellina, Manlio Dinucci, Maurizio Matteuzzi e altri. Da inviato a Tripoli dichiaratamente embedded ma per obbligo, Matteuzzi impiega buona parte delle sue corrispondenze per polemizzare contro la campagna di disinformazione, condotta dai media mainstream, e la tendenza conseguente a gonfiare il numero delle vittime del regime. Così, per foga polemica, nell’inciso di una di esse gli sfugge il lapsus calami sui libici che “al contrario di molti altri arabi, sono straordinariamente gentili, senza essere mai servili” [27 febbraio] [8].&lt;br /&gt;In quella fase, e paradossalmente, proprio qualcuno dei “pesi massimi” che dalle colonne del giornale invita a giusta ragione a non dimenticare la storia sembra aver mummificato il Colonnello nel ruolo di Guida della Rivoluzione, per quanto invecchiata e decaduta[9]. In tal modo non solo finisce per collocarne in secondo piano la figura di repressore d’ogni forma di dissenso, di “dittatore crudele e vanaglorioso”, per dirla con Robert Fisk[10] che non è sospettabile di connivenza col nemico Nato; senza volerlo, ne attenua anche il ruolo di gendarme della Fortezza Europa. A quel punto, l’indulgenza imbarazzata che trapela da certi articoli, essa sì sembra immemore della storia più recente: mette da parte i campi di concentramento nonché i lager-bordello per migranti subsahariane, le violenze e le torture, i rastrellamenti e le deportazioni in container blindati, lo sfruttamento schiavile dei lavoratori terzomondiali, il razzismo istituzionale contro di loro e quello popolare, alimentato ad arte e ampiamente diffuso.&lt;br /&gt;La reticenza di alcuni del giornale rispetto a questa e ad altre gravi questioni in gioco finisce per sollecitare le reazioni di lettori e collaboratori, testimoniate dalle numerose lettere di protesta che arrivano al giornale. Uno dei commenti è affidato a Luciana Castellina. Per comprendere come mai, scrive, “ovunque sia finita così male”, è d’obbligo “analizzare il passato, con tutte le sue contraddizioni”, quel che non farebbero gli indignati lettori del manifesto. Se sacrosanto è l’appello a riconsiderare la storia, più debole sembra la tesi di fondo, mutuata da Paolo Franchi che l’aveva proposta il 28 febbraio sul Corriere della Sera: la controversia sarebbe il frutto della divaricazione generazionale [11]. Questa frattura si manifesterebbe sotto la forma dell’inconsapevolezza della storia propria dei giovani, tutti: italiani, tunisini, egiziani, libici…Sarebbe facile replicare che, per quanto possa farci piacere, è arduo collocare fra i giovani Slavoj Žižek [12], Robert Fisk e tanti altri sostenitori della primavera araba, compresa me stessa.&lt;br /&gt;Decisivo a riequilibrare il dibattito, il 6 marzo compare l’intervento, netto quanto pacato, di Farid Adly, intellettuale e giornalista libico che vive in Italia, collaboratore del manifesto. Adly rovescia l’argomento centrale della smemoratezza della storia avanzato dai detrattori deboli di Gheddafi, per obiettare che le riflessioni che essi propongono “non inquadrano la questione libica nel suo contesto storico”, poiché sottovalutano la “tragedia di un popolo che viene ucciso ogni giorno, nelle piazze delle città libiche e nelle piazze d’affari del mondo industrializzato”. E si schiera decisamente in favore degli insorti: “La matrice democratica che li spinge a ribellarsi agli ordini del tiranno è fuori discussione” [13].&lt;br /&gt;Finalmente il 9 marzo è ancora merito di Rossana Rossanda se la controversia si chiude in modo degno della storia del manifesto. Il suo editoriale, limpido e incisivo, si apre con la constatazione basilare: “Al manifesto non riesce di dire che la Libia di Gheddafi non è né una democrazia né uno stato progressista, e che il tentativo di rivolta in corso si oppone a un clan familiare del quale si augura la caduta”. E alla domanda di fondo: “Perché tanta cautela da parte di un giornale che non ha esitato a sposare, fino ad oggi, anche le cause più minoritarie, ma degne?”, Rossanda dà una risposta altrettanto schietta e nitida: “Sembra che la capacità di ragionare ci sia venuta meno” [14].&lt;br /&gt;E’ proprio questo il dubbio cruciale: che perfino dalle parti del manifesto, nato da un atto di solidarietà verso la Primavera di Praga, vi sia chi non ha saputo sottrarsi alla tenaglia degli schieramenti precostituiti per timore di fare il gioco del Nemico imperialista. In ciò dimentichi, alcuni, della propria stessa storia. Anche a quel tempo non si poteva prevedere come sarebbe andata a finire: non c’era forse chi li accusava di fare il gioco del Capitale e dell’Imperialismo? Nondimeno essi ebbero il coraggio di scommettere su quell’insurrezione e di difenderla generosamente.&lt;br /&gt;Il più recente editoriale di Rossanda infine ha ricollocato il manifesto sulla retta via. Una strada tutt’altro che lineare, irta di dubbi, con una sola indicazione certa: le difficoltà delle transizioni, ostacolate fra l’altro da agenti dei vecchi regimi, e il rischio dell’intervento militare atlantico in Libia non ci autorizzano a sminuire l’importanza enorme del 1848 arabo –per usare l’analogia di Tariq Ali [15]- e a negare che, comunque esso vada a finire, ribellarsi alla tirannia è stato giusto e possibile. Forse non è più il tempo delle Brigate internazionali, evocate dalla stessa Rossanda. Appartengono a un tempo remoto perfino la generosità e l’intelligenza politica che spinsero alcuni ad accorrere nella Spagna degli anni sessanta-settanta che resisteva al franchismo o nel Portogallo della Rivoluzione dei garofani [eppure non era sconcertante che a condurla fossero i giovani ufficiali?]. Ma almeno che si denunci la repressione e si esprima rispetto per i caduti. Che si riconosca il Consiglio temporaneo libico per la transizione [16] mentre ci si schiera contro l’intervento occidentale. Che si dia sostegno e solidarietà attiva a chi insegna a noi depressi o smemorati che al mondo vi sono ancora esseri umani disposti a morire per la dignità, la giustizia e la libertà. E un giorno forse anche per l’uguaglianza.&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;[1] E. Todd e Y. Courbage, Le rendez-vous des civilisations. La modernité démographique de l’Islam, Seuil, Paris 2007 (trad. it., L’incontro delle civiltà, Marco Tropea, Milano 2009).&lt;br /&gt;[2] Per quel che mi risulta, i Radicali italiani sono stati gli unici a chiedere in Parlamento la sospensione immediata e unilaterale del Trattato italo-libico.&lt;br /&gt;[3] Giuliana Sgrena, “Golpe militare. Ben Ali fugge”, il manifesto, 14 gennaio 2011: http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/01/articolo/3995/&lt;br /&gt;[4] Tommaso Di Francesco, “Verso un’altra guerra ‘umanitaria’”, il manifesto, 25 febbraio 2011: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20110225/pagina/01/pezzo/297990/&lt;br /&gt;[5] Intervista di Vittorio Da Rold a Valentino Parlato, Il Sole 24 Ore, 18 febbraio 2011.&lt;br /&gt;[6] Rossana Rossanda, “Un respiro del mondo”, il manifesto, 31 gennaio 2011: http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/01/articolo/4084/&lt;br /&gt;[7] Rossana Rossanda, “Illusioni progressiste”, il manifesto, 24 febbraio 2011: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20110224/pagina/01/pezzo/297902/&lt;br /&gt;[8] Maurizio Matteuzzi, “La paura arriva a Tripoli”, il manifesto, 27 febbraio 2011: http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2011/mese/02/articolo/4228/&lt;br /&gt;[9]Così Valentino Parlato nella risposta ad alcune lettere di protesta al giornale. In questa replica Parlato conferma il giudizio positivo su Gheddafi, “benché nell’ultimo decennio sia molto decaduto e oggi definitivamente sconfitto”; ammette “la sorpresa per l’attuale rivolta popolare”; ricorda infine l’ultimo viaggio romano della Guida e la scorta costituita da soldatesse –“tutto il contrario del berlusconismo, bensì – in un mondo musulmano – un segno di emancipazione delle donne”, dimenticando però le 700 vallette italiane prezzolate pretese dal Colonnello e la lettera di protesta sottoscritta da un gran numero di donne: “Su Gheddafi provo a spiegarmi”, Scritto&amp;Parlato, il manifesto, 27 febbraio 2011: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20110227/pagina/10/pezzo/298184/&lt;br /&gt;[10] Robert Fisk, “Cruel. Vainglorious. Steeped in blood. And now, surely, after more than four decades of terror and oppression, on his way out?”, The Indipendent, 22 febbraio 2011: http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/fisk/cruel-vainglorious-steeped-in-blood-and-now-surely-after-more-than-four-decades-of-terror-and-oppression-on-his-way-out-2221687.html&lt;br /&gt;[11] Luciana Castellina, “I conti con il passato e il futuro che verrà”, il manifesto, 3 marzo 2011: http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/03/articolo/4248/&lt;br /&gt;[12] Slavoj Žižek, “Why fear the Arab revolutionary spirit?”, The Guardian, 1° febbraio 2011:&lt;br /&gt;guardian.co.uk&lt;br /&gt;[13] Farid Adly, “Dalla Libia arriva un grido di libertà”, il manifesto, 7 marzo 2011: http://www.ilmanifesto.it/archivi/commento/anno/2011/mese/03/articolo/4270/&lt;br /&gt;[14] Rossana Rossanda, “Parlare chiaro”, il manifesto, 9 marzo 2011: http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20110309/pagina/01/pezzo/298762/&lt;br /&gt;[15] Tariq Ali, “This is an Arab 1848. But US hegemony is only dented”, The Guardian, 22 febbraio 2011:&lt;br /&gt;http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2011/feb/22/arab-1848-us-hegemony-dented&lt;br /&gt;[16] Il Consiglio nazionale temporaneo per la transizione si è dato il compito di “sovrintendere all’elezione di un’assemblea incaricata di elaborare una nuova costituzione per il Paese, da sottoporre a referendum, in modo che la sua legittimità sia fondata su: la volontà popolare, l’insurrezione vittoriosa del 17 febbraio, il rispetto dei diritti umani, la garanzia delle libertà civili, la separazione dei poteri, l’istituzione di un potere giudiziario indipendente, la creazione di istituzioni nazionali che prevedano una partecipazione larga e pluralistica, la transizione pacifica del potere e il diritto di rappresentanza di tutti i segmenti della società libica” [dal comunicato del Consiglio del 2 marzo 2011].&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-1203137349473395575?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/1203137349473395575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/la-luna-e-il-dito-della-primavera-araba.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1203137349473395575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1203137349473395575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/la-luna-e-il-dito-della-primavera-araba.html' title='La luna e il dito. Della primavera araba e della nostra inadeguatezza'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-2461302410191639190</id><published>2011-03-09T03:14:00.000-08:00</published><updated>2011-03-09T03:16:42.764-08:00</updated><title type='text'>8.000 sbarcati in 2011, ecco dove vanno</title><content type='html'>31 centri tra Cie, Cara e Cda, ma ormai al tutto esaurito &lt;br /&gt;07 marzo, 20:36 &lt;br /&gt;di Massimo Nesticò&lt;br /&gt;ROMA - In poco più di due mesi sono sbarcati in Italia (la stragrande maggioranza a Lampedusa) quasi 8mila migranti, praticamente quanti - ha notato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni - ne sono arrivati nell'intero 2010. Ed i centri per l'immigrazione del Viminale (31 strutture tra Centri di identificazione ed espulsione, Centri di accoglienza, Centri per richiedenti asilo e Centri di primo soccorso ed accoglienza) sono ormai al collasso. Nel 2008, comunque, uno degli anni con più sbarchi, gli arrivi furono ben 37mila. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I Centri hanno una capienza complessiva di circa 8.500 posti&lt;/span&gt;; si intuisce così la fretta di Maroni di approntare quello che ha definito 'Piano B', nel caso di massicci arrivi dal Nordafrica. &lt;br /&gt;Finora il Viminale si è regolato così: i migranti appena sbarcati a Lampedusa vengono ospitati nel Centro di prima accoglienza dell'isola, che può contenere 800 persone, ma che é arrivato ad ospitarne anche il doppio. Viene quindi fatto un primo screening, con l'identificazione e l'eventuale presentazione della richiesta di protezione internazionale o asilo. Una scelta, quest'ultima fatta, da 2.100 tunisini. Con ponti aerei e navali, i migranti vengono poi smistati negli altri centri della penisola. Che, a questo punto, sono ormai strapieni. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I Cara hanno complessivamente 3.300 posti. Una capienza analoga hanno i Centri di accoglienza e quelli di primo soccorso, mentre i Cie possono ospitare 1.800 persone.&lt;/span&gt; Finora le destinazioni principali dei voli da Lampedusa sono stati il Centro di Crotone, che funziona sia da Cie che da Cara e Cda e che ha una capienza di 1.300 posti e quello di Bari, che ha le stesse caratteristiche ed uguale numero di posti. Entrambe le strutture sono al completo. Nei Cie vengono trattenuti i clandestini che non hanno chiesto protezione e che, secondo le indicazioni di Maroni, dovranno essere rimpatriati non appena in Tunisia la situazione si sarà stabilizzata. Tra breve dovrebbe entrare in funzione il Villaggio della solidarietà di Mineo (Catania) - l'ex residence che ospitava gli americani di stanza nella base di Sigonella - in cui saranno trasferiti circa duemila ospiti dei Cara. Ma, il moltiplicarsi degli arrivi potrebbe rendere urgente la messa a punto del 'Piano B', cioé trovare strutture in tutta Italia, in grado di ospitare fino a 50mila persone. &lt;br /&gt;Le prefetture hanno cominciato ad individuare le disponibilità, ora Regioni ed enti locali dovranno scegliere le aree pronte ad essere adibite all'ospitalità. Con campi attrezzati e tendopoli se sarà necessario. Nel frattempo, la Francia ha segnalato un massiccio 'esodo' di tunisini provenienti dalla frontiera italiana. Gran parte, infatti, di coloro che sbarcano a Lampedusa intendono dirigersi proprio Oltralpe, dove hanno spesso parenti e conoscenti ed i Cara non sono strettamente controllati dalle forze dell'ordine come i Cie. Gli ospiti hanno una certa libertà di movimento e a volte abbandonano il Centro per tentare di raggiungere la Francia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-2461302410191639190?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/2461302410191639190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/8000-sbarcati-in-2011-ecco-dove-vanno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/2461302410191639190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/2461302410191639190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/8000-sbarcati-in-2011-ecco-dove-vanno.html' title='8.000 sbarcati in 2011, ecco dove vanno'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-5672936852562941472</id><published>2011-03-09T03:13:00.000-08:00</published><updated>2011-03-09T03:14:18.346-08:00</updated><title type='text'>Le critiche sulla scelta di Mineo? Caruso non ha dubbi: “Ideologiche”</title><content type='html'>di BlogSicilia &lt;br /&gt;9 marzo 2011 -  Ci sono problemi “di carattere ideologico e non tanto legati a una razionalità nelle valutazioni” dietro le critiche sulla scelta di Mineo.&lt;br /&gt;Lo ha detto il prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, commissario governativo per l’emergenza immigrati, intervenendo stamattina a Radio 24. Il riferimento è al sindaco di Mineo, al vicesindaco e al presidente della Regione il quale anche ieri aveva definito la scelta di trasferire 2 mila immigrati a Mineo come una ‘deportazione’.&lt;br /&gt;“Il ministro – ha ribattuto Caruso – ha sempre cercato la condivisione assoluta di tutte le componenti. Abbiamo fatto parecchi incontri sia in prefettura, a Catania, sia al Viminale, coinvolgendo tutte le realtà direttamente o indirettamente interessate. Qualcuno che non è d’accordo lo si trova sempre”. &lt;br /&gt;Caruso invece non ha voluto commentare le affermazioni di Raffaele Lombardo, che aveva accennato ai suoi timori per la proprietà che ha dalle parti di Mineo (chiedendosi provocatoriamente, se fosse necessario utilizzare un mitra).&lt;br /&gt;Nella struttura della provincia di Catania saranno ospitati solo gli asilanti che sono spalmati&lt;br /&gt;attualmente nei vari Cara. In tutto 2.300 persone.  “Ma riteniamo di farne affluire lì 2mila perchè 300 sono considerati soggetti svantaggiati, cioè anziani e non facilmente&lt;br /&gt;trasportabili per vari motivi”.&lt;br /&gt;Caruso ha parlato anche di Lampedusa. Lì, “la situazione regge molto bene,&lt;br /&gt;indipendentemente dal numero. In questo momento i migranti sono circa 1.410. La capienza ottimale è di 850 unità, ma il centro regge lo stesso grazie anche alla tipologia degli ospiti: persone giovani, tra i 20 e i 35 anni, e in buona salute”.&lt;br /&gt;“Comunque – secondo il prefetto -  tutte le regioni dovranno contribuire ad affrontare l’emergenza immigrazione che non è solo un affare siciliano”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-5672936852562941472?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/5672936852562941472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/le-critiche-sulla-scelta-di-mineo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5672936852562941472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5672936852562941472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/le-critiche-sulla-scelta-di-mineo.html' title='Le critiche sulla scelta di Mineo? Caruso non ha dubbi: “Ideologiche”'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-6297030542003924385</id><published>2011-03-09T03:10:00.000-08:00</published><updated>2011-03-09T03:12:09.395-08:00</updated><title type='text'>IMMIGRATI: PISANU, PRESTO TESTO APPLICATIVO DELLA DIRETTIVA UE (LIBERO)</title><content type='html'>09-03-11 &lt;br /&gt;(ASCA) - Roma, 9 mar - Un decreto contro le ''interpretazioni lassiste'' delle norme europee sull'immigrazione da parte delle procure. Il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, in un'intervista a ''Libero'', annuncia la risposta del Governo ai giudici che si rifiutano di arrestare i clandestini.&lt;br /&gt;''Nei prossimi giorni - spiega Mantovano - vareremo un testo applicativo, tale da rendere la direttiva europea compatibile con la disciplina italiana. Non possiamo restare spettatori di fronte allo stravolgimento della legge Bossi-Fini. Gli immigrati che stavano per essere espulsi, o processati per non aver ottemperato all'ordine di espulsione, sono tornati in libertà''. Secondo il sottosegretario, ''l'orientamento di varie procure della Repubblica e' figlio di un'impostazione ideologica inaugurata all'indomani dell'approvazione della Bossi-Fini, nel 2002, e mantenuta dopo il pacchetto sicurezza del 2009. Una fetta della magistratura ha provato a ridimensionare la portata dei provvedimenti in materia di immigrazione e a impedirne la piena operatività. Rispetto a questo quadro, tuttavia, c'e' stato un fatto nuovo'', ovvero ''l'introduzione di una direttiva comunitaria, la numero 115 del 2008, che ha il compito di rendere omogenee, negli Stati membri, le regole sull'immigrazione, ad esempio il meccanismo di espulsione dei clandestini. In Italia la direttiva e' entrata in vigore il 24 dicembre scorso senza essere stata recepita con le norme di aggiustamento. In questo vuoto - conclude - si e' infilata la frangia piu' ideologizzata delle toghe''.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-6297030542003924385?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/6297030542003924385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/immigrati-pisanu-presto-testo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6297030542003924385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6297030542003924385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/immigrati-pisanu-presto-testo.html' title='IMMIGRATI: PISANU, PRESTO TESTO APPLICATIVO DELLA DIRETTIVA UE (LIBERO)'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-4522816524814579563</id><published>2011-03-09T03:04:00.000-08:00</published><updated>2011-03-09T03:09:59.075-08:00</updated><title type='text'>Gli immigrati vendono anche la casa</title><content type='html'>METROPOLI&lt;br /&gt;La crisi non dà scampo: in molti non riescono più a pagare il mutuo&lt;br /&gt;Da appetibili compratori a sconfortati venditori: per gli immigrati il mercato immobiliare non è più un settore in cui investire ma da cui rimanere alla larga. Fra il tasso d'interesse del mutuo troppo alto, l'amministrazione troppo cara, e le spese di casa di vita a Genova ma anche nel Paese di origine, con un lavoro sempre più precario, gli immigrati scelgono di vendere il loro immobile, oggi fortemente svalutato. Sebbene all'inizio partecipare a quel boom di acquisti - iniziato sei anni fa - li abbia aiutati a risolvere il problema abitativo, allo stesso tempo ha determinato un problema di reddito. Un reddito che oggi non è più sicuro. E si vira verso le locazioni o addirittura si pensa di ritornare in patria perché iscritti al Crif, la banca dati dei Cattivi pagatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Questa situazione sta riguardando alcune zone di Genova, soprattutto Sampierdarena e Certosa - spiega il coordinatore dell'Osservatorio Immobiliare Fiaip Liguria, Fabrizio Segalerba - . Il problema è questo: dal 2005 in avanti con il mercato in continua crescita, i tassi d'interesse bassi, le banche che concedevano maggior credito, addirittura al 100-120%, gli immigrati hanno iniziato ad acquistare spesso partendo senza capitale. Uno spirale in continua crescita che si è sviluppata per un paio di anni ma con rate così elevate che oggi non riescono più a far fronte a questo debito". Solo l'anno scorso - come si legge nella "Guida immobiliare per i consumatori liguri" - gli acquirenti non comunitari rappresentavano l'11%. La totalità di queste persone ha acquistato tramite mutuo. Carlos Rodriguez ha 45 anni e da sei mesi non riesce a vendere il suo appartamento di 130 metri in via Sampierdarena. "L'ho acquistato nove anni fa - racconta Rodriguez, originario dell'Ecuador e da 14 anni in Italia - . Non sono riuscito a pagare cinque rate e ora sono nelle mani di Equitalia". La Federazione regionale solidarietà e lavoro, in via del Molo, ha stilato una lista di agenzie immobiliari con cui collaborare per aiutare gli immigrati nella vendita. "Chi ha comperato spesso ha affittato le stanze al suo interno per ammortizzare il costo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma gli affittuari non pagano più e il debito si ingrossa; finché tutti lavoravano andava bene, ora che il lavoro non c'è i soldi non arrivano da alcuna parte. Tutti sono finiti nel calderone - spiega Kandji Modou - È da un anno che va avanti così. Abbiamo riscontrato però una leggerissima apertura delle banche che ora valutano caso per caso". Può essere considerato un pericolo simile ai "mutui-subprime" accaduto negli Usa? "Senza dubbio questa situazione rispecchia quello che è accaduto oltreoceano - risponde Segalerba - . La differenza è che l'italiano si indebita per la casa per un 60-70%. Perché fa conto anche sul risparmio. Questo tiene in piedi il nostro sistema. Ciò non toglie che ci sia bisogno di fare un discorso serio con i proprietari, le banche e le federazioni degli immobili: dobbiamo trovare il modo di vendere le case. Se gli immigrati finiscono in esecuzione immobiliare, cioè non riescono a pagare il mutuo e automaticamente vengono registrati al Crif, il mercato immobiliare perde un potenziale acquirente". &lt;br /&gt;(09 marzo 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-4522816524814579563?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/4522816524814579563/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/gli-immigrati-vendono-anche-la-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4522816524814579563'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4522816524814579563'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/gli-immigrati-vendono-anche-la-casa.html' title='Gli immigrati vendono anche la casa'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-1584508671905574872</id><published>2011-03-05T03:22:00.000-08:00</published><updated>2011-03-05T03:25:24.380-08:00</updated><title type='text'>La Fortezza Europa è già crollata</title><content type='html'>Annamaria Rivera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cinico servilismo degli ex amici di Gheddafi&lt;br /&gt;“Liberazione”, 4 marzo 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripugnante. Non potrebbe essere definito diversamente il comportamento del governo italiano verso la crisi libica. Oggi i buffoni travestiti da ministri, che col loro servilismo cinico hanno contribuito a rafforzare il dittatore grottesco e delirante, col medesimo servilismo interessato si schierano dalla parte dei severi censori atlantici del Colonnello. Come tutti i servi eccedendo in piaggeria, sono i primi a invocare l’utilizzo della forza contro il vecchio alleato, pronti a mettere a disposizione le basi militari italiane: come quegli scolaretti secchioni che alzano la mano prima ancora che il maestro abbia formulato la domanda. Neppure sanno celare il vero scopo della “missione umanitaria” per “contribuire al rimpatrio sicuro dei cittadini fuggiti dalla Libia”: parole di Frattini. Più grossolano come sempre, Maroni non ha pudori lessicali: forniremo mezzi e personale di polizia, dichiara, per controllare i porti tunisini  allo scopo di prevenire l’esodo di massa verso l’Europa. E poi chissà: da cosa nasce cosa, dalla missione umanitaria è facile scivolare verso la guerra umanitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attitudine è sempre quella: da imbonitori politici privi d’ogni senso di coerenza e dignità, pronti a strumentalizzare ogni evento chiamandolo flagello per creare l’allarmismo utile a distrarre i cittadini italiani dal flagello che essi rappresentano. Non sia mai, mica si rimboccano le maniche per affrontare con razionalità e rispetto dei diritti l’arrivo dei profughi: il massimo che sanno concepire è sbatterli in qualche orrendo lager. Né si preoccupano d’essere diventati lo zimbello d’Europa. I quotidiani francesi non smettono di censurare l’”ingiustificabile messaggio xenofobo rivolto dal governo Berlusconi ai suoi elettori, malcelato dietro l’allarmismo dell’invasione” (editoriale di Le Monde, 26 febbraio). E si fanno canzonare, i “nostri”, da questo e quello senza fare una piega: alcuni giorni fa il ministro svedese si è preso gioco di Frattini, ricordandogli che l’anno scorso,  quando la Svezia accolse 32 mila richiedenti asilo su una popolazione di 9 milioni di persone, a nessuno venne in mente di usare espressioni come “catastrofe epocale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un amico di Gerba, Nasser Bouabid, in un articolo per Le Temps del 1° marzo, ha raccontato come le autorità e le popolazioni tunisine cerchino di fronteggiare l’afflusso al confine degli ormai centomila fuggiti dalla Libia per tornare ai loro paesi. Ha descritto la calma e il senso di umanità dei soldati, la gara di solidarietà degli abitanti dei poveri villaggi della zona che portano ai fuggitivi cibo e coperte, la requisizione immediata di ogni edificio utile a offrir loro riparo: alberghi, case della cultura, dormitori di licei, dimore private rimaste inabitate…Questo accade nella Tunisia stravolta dalla rivoluzione dei gelsomini, immersa in una fase di transizione difficile e dall’esito insicuro, impoverita dagli sconvolgimenti recenti e soprattutto dal crollo del turismo, principale risorsa economica del paese. Invece, nell’Italia berlusconiana, in cui l’indegno capo dello stato sperpera centinaia di migliaia di euro per mantenere le sue favorite, dissipando a margine per tal scopo anche denaro pubblico, “solidarietà” è parola del tutto desueta. Anche “politica” lo è, in realtà. Che politica è infatti quella di chi non ha saputo prevedere il fuoco che covava sotto la cenere delle dittature che andava coccolando? E può chiamarsi politica l’atteggiamento di chi non è sfiorato dal sospetto che non si può impedire con la forza la fuga a chi ha già sperimentato che ribellarsi è giusto e possibile? C’è da compiangerli: i “nostri” ignorano che le rivoluzioni arabe hanno già deciso che viviamo in un unico spazio euromediterraneo. Bisognerebbe dirglielo:   la Fortezza Europa è già crollata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-1584508671905574872?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/1584508671905574872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/la-fortezza-europa-e-gia-crollata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1584508671905574872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1584508671905574872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/03/la-fortezza-europa-e-gia-crollata.html' title='La Fortezza Europa è già crollata'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-4079856707864179130</id><published>2011-02-24T02:51:00.000-08:00</published><updated>2011-02-24T02:54:04.168-08:00</updated><title type='text'>Entrevista a Xavier Bosch, director general de Inmigración de la Generalitat</title><content type='html'>“No es aceptable que después de dos generaciones una persona diga que es inmigrante; el objetivo de este país es que sea catalán”&lt;br /&gt;“La sentencia del Tribunal Supremo contra la inmersión lingüística es un atentado a la convivencia de este país"&lt;br /&gt;“El reglamento de la ley de acogida y la creación de la Agencia Catalana de Inmigración son nuestros dos grandes objetivos para esta legislatura”&lt;br /&gt;Carlos Gómez&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El nuevo director general de Inmigración de la Generalitat, Xavier Bosch, responde en esta entrevista a las circunstancias que rodearon su nombramiento y desvela algunas de las prioridades de la que será su gestión. Bosch se posiciona también sobre el velo integral, la negación del empadronamiento a los inmigrantes irregulares o el papel de los ayuntamientos en el reagrupamiento familiar.&lt;br /&gt;Para su cargo sonó en primer lugar Àngel Colom, el responsable de Inmigración de CiU, con el que viene colaborando desde hace muchos años. Después se filtró que iba a ser Josep Pera, concejal de CiU en Badalona. ¿Ha llegado al puesto de rebote, después de que Colom y Pera fuesen descartados por diversos motivos?&lt;br /&gt;No, en absoluto. Colom se descartó él solo para poder dedicarse en estos primeros meses a la continuidad del trabajo en el partido, donde hay una serie de proyectos muy interesantes de consolidación del movimiento de ‘nous cataláns’, y para el cargo de director general había varios nombres sobre la mesa. Tanto el president Mas como el conseller Cleries, después de consultar y recoger opiniones, optaron por mi nombre. En todo caso, no me corresponde a mí decir los motivos. Yo no entré en este debate. De todas formas, creo que todos los nombres que se barajaban eran perfectamente válidos para el cargo.&lt;br /&gt;¿Ha sido una sorpresa para usted?&lt;br /&gt;No, porque ya sabía que era candidato. Unas semanass antes del Secretariado de Inmigración de Convergencia me propuso como candidato.&lt;br /&gt;¿Pero le sorprendió que el Secretariado le propusiera?&lt;br /&gt;Teniendo en cuenta que Colom no optaba a este cargo, dentro del Secretariado tal vez la persona mejor posicionada era yo.&lt;br /&gt;Cuando se filtró que el director general sería Josep Pera, ¿qué se comentó en en el Secretariado de Inmigración de Convergència?&lt;br /&gt;Que, después del trabajo hecho durante estos últimos años por el Secretariado, lo más adecuado sería que el director general tuviera una vinculación directa con él. También sabíamos que era una filtración que salió no sé de dónde, pero que no había una decisión tomada.&lt;br /&gt;Se ha dicho que el president Artur Mas se decantó por usted en vez de por Pera por presiones de Colom? ¿Va a ser usted un hombre de paja de Colom?&lt;br /&gt;No, en absoluto. Voy a ser el director general de Inmigración y continúo siendo miembro del Secretariado de Convergencia. No se trata de ser hombre de una cosa o de otra, sino de seguir una línea política que se ha marcado a partir de un programa elaborado por un secretariado que ganó las elecciones.&lt;br /&gt;De su currículum se desprende que su relación con se ha centrado sobre todo en Marruecos y el mundo árabe. ¿Es esta la inmigración que más preocupa a la Generalitat? ¿Qué pueden esperar de usted y de su gestión los inmigrantes latinoamericanos?&lt;br /&gt;No puedo decir que tenga una especial predilección por el mundo árabe. Estuve en Marruecos porque coincidió que la Generalitat, cuando Mas era conseller en cap, abrir delegaciones en países de origen de mucha inmigración. Se comenzó por Marruecos porque en aquellos años la mayoría de la inmigración en Cataluña venía de Marruecos, pero había el proyecto de abrir otra en Latinoamérica y posiblemente en algún otro país emisor de inmigrantes. No se trataba tanto de la política del tripartito de abrir embajadas de prestigio como de abrir delegaciones útiles para canalizar la inmigración y la contratación de trabajadores en origen. Lo que pasa es que con el cambio de Gobierno y el cierre de esta delegación en Marruecos no pudimos consolidar muchos de los trabajos y de las líneas de actuación que habíamos empezado.&lt;br /&gt;¿Es partidario de extender la prohibición del velo integral a toda Cataluña?&lt;br /&gt;Sí. No es de recibo que se pueda aceptar la presencia de personas completamente tapadas en esta sociedad. Es un tema que tiene una cierta sensibilidad, porque tiene un fondo religioso, pero hay que abrir un debate con el mundo musulmán para que el tema pueda ser asumido; que se entienda no como un recelo a una religión, sino como una exigencia de respeto a unos valores que existen aquí. En este punto creo que no deberíamos transigir. Pero no es una prioridad en estos momentos. En este tema habría otra prioridad que también está en nuestro programa: crear en esta legislatura en Cataluña un consejo de culto musulmán; es decir, una plataforma que sea el interlocutor entre esta religión y el Gobierno o las instituciones catalanas en general donde poder canalizar todos estos debates. En estos momentos no hay una institución avalada por todo el mundo que puede ser el interlocutor. El tema burka tendría que consensuarse con esta plataforma.&lt;br /&gt;¿Qué le parece la negación del empadronamiento a los inmigrantes irregulares?&lt;br /&gt;Siempre hemos dicho que dejar fuera de la lista de ciudadanos a los que no tienen papeles no es la solución, entendiendo que los ayuntamientos necesitan más apoyo, más recursos, porque son los que tienen que tratar cada día con todos los ciudadanos y prestarles servicios. La negativa de inscribir en el padrón a ciertas personas en principio puede ser una forma de protesta para hacer notar la situación crítica en la que se encuentran los ayuntamientos, pero no es la mejor solución y creo que tal vez podía empeorar la situación de muchas personas.&lt;br /&gt;CiU ha apoyado o al menos no ha rechazado expresamente (se ha abstenido) las mociones presentadas por el PP y el PSC en algunos ayuntamientos catalanes para pedir la denegación de la reagrupación familiar y el permiso de residencia por arraigo a los inmigrantes incívicos, previo informe municipal. ¿Se va a extender también a la Generalitat este endurecimiento de la política migratoria? &lt;br /&gt;Precisamente la propuesta del reglamento de la ley de extranjería del Gobierno español regula esto. Todas estas mociones lo que hacían era avisar de que en los informes de reagrupamiento o de cualquier trámite de extranjería la decisión municipal fuera vinculante. El proyecto de reglamento cede las competencias de regulación de este tema a las comunidades autónomas, que pueden cederlas a los ayuntamientos o no. Lo que nosotros queremos es consensuar con los ayuntamientos qué mecánicas se establecen. Dudo que los informes de los ayuntamientos puedan ser vinculantes, pero queda bastante claro que un informe negativo del ayuntamiento llevaría a la negación de la petición de permiso que se haya hecho. Su papel será decisivo. Lo que sí queremos desde la Generalitat es que no haya arbitrariedades. No podemos dejar que cada ayuntamiento establezca su código de civismo diferente y que la misma persona en un ayuntamiento vea un dictamen positivo y en otro lo vea negativo. Nuestro objetivo es pactar con todo el mundo local unos criterios homogéneos para toda Cataluña.&lt;br /&gt;¿Qué espera del plan piloto de actuación integral en barrios de Cataluña con alto índice de inmigrantes que va a empezar a desarrollarse en Salt y otros municipios?&lt;br /&gt;El viernes (11 de febrero) vamos a Salt a firmarlo. Es un acuerdo entre el Ayuntamiento y el Departamento de Bienestar Social y Familia de la Generalitat que contará con la presencia de la secretaria de Estado Anna Terrón y con la mía para invertir una cantidad de dinero determinada para potenciar las actividades y los programas de integración que ya se están haciendo. El ayuntamiento tiene sus planes y programas de integración que incluyen variedad de actuaciones que están haciendo. En el caso de Salt, como en el de El Vendrell, L´Hospitalet, Badalona y Terrassa se está haciendo una aportación extraordinaria que viene destinada por el Estado a partir de unos fondos de la Unión Europea para la integración. Son planes piloto; no dejan de ser un experimento. Después habrá que analizar cuál ha sido su resultado. En principio, esperamos que con estos planes podamos contribuir a la pacificación de la población de Salt y a la integración y la cohesión social.&lt;br /&gt;¿Es partidario de distribuir a los alumnos inmigrantes para evitar que ninguna escuela tenga más de un 50%, como ha propuesto la alcaldesa de Salt?&lt;br /&gt;Este es un problema que tiene la consellera de Educación sobre la mesa. Mi opinión, y la de la Dirección General de Inmigración, es que la presencia de niños inmigrantes, no por el hecho de ser inmigrantes sino nuevos en el municipio, en una misma aula no debería superar ciertos límites. Es importante para crear cohesión social que convivan los autóctonos con los recién llegados. Dispersarlos por los diferentes municipios del entorno es una posibilidad, pero hay otra: reforzar las líneas educativas en el propio municipio.&lt;br /&gt;¿Va a mantener la Generalitat su apuesta por la inmersión lingüística? &lt;br /&gt;Absolutamente sí.&lt;br /&gt;¿Qué opinión le merece la sentencia del Tribunal Supremo en contra de esta medida?&lt;br /&gt;Es un atentado a la convivencia de este país. Y no es una opinión del Gobierno; la sociedad civil en Cataluña tiene muy claro que el factor de integración y de cohesión social número uno es la lengua catalana. A partir de que una persona la conoce ya ha dado pasos de gigante para su integración social. Desde la Generalitat haremos todo los posible para superar esta sentencia. Es una cuestión de supervivencia y de futuro; no es una cuestión anecdótica. La inmersión lingüística es una apuesta que hizo este país de forma muy consensuada hace ya muchos años, da sus frutos y tiene que seguir en esta línea.&lt;br /&gt;¿Diría usted, como el alcalde de Vic, que a los inmigrantes hay que obligarles a ser catalanes?&lt;br /&gt;Discrepo en la palabra obligar, pero sí que es imprescindible la integración. Yo no les obligaría, pero les invito a ser catalanes por su bien, por su futuro, por el futuro de sus hijos. No es una idea de partido ni de gobierno, es una idea de país. Cataluña es un país abierto, acogedor, que siempre que ha habido grandes o pequeñas migraciones les ha abierto las puertas, pero a cambio ha pedido que haya una voluntad de integración y que expresen su voluntad de dejar de ser inmigrantes. No sería aceptable que después de dos o tres generaciones una persona diga que es inmigrante. La persona que hace un esfuerzo de integración deja de ser inmigrante; puede ser nuevo catalán, pero el objetivo de este país es que sea catalán a secas. Por lo tanto, el fondo de las palabras del alcalde de Vic las hago mías.&lt;br /&gt;El Gobierno central acaba de presentar  su propuesta de reglamento de la nueva Ley de Extranjería, que sanciona el traspaso de competencias a las comunidades autónomas en materia de inmigración. Aunque aún no habrá tenido tiempo de leer en profundidad el documento, ¿qué opina de las novedad que ya han trascendido?&lt;br /&gt;De entrada, la valoración es bastante positiva, porque obedece a pactos que se tuvieron en su día en los que CiU tuvo un papel muy importante, que reflejan la voluntad de ceder muchas de las competencias de extranjería al Gobierno catalán. Tenemos nuevas competencias en el tema de reagrupamiento, renovación de permisos y todos los temas donde hay que emitir dictámenes, en los que vamos a negociar con los ayuntamientos porque son los que tienen relación directa con los ciudadanos. Vamos a estudiar si hay que hacer enmiendas, pero en general el planteamiento global nos parece satisfactorio. Claro que nos gustaría en el futuro tener nuestra propia Ley de Extranjería y poder decidir como país cuál es el flujo de inmigración que en cada momento se puede acertar.&lt;br /&gt;¿Qué opinión le merece el proceso de inscripción de los inmigrantes para votar en las elecciones municipales de mayo? ¿Qué le parecen las dificultades que ha habido y los resultados que se han obtenido?&lt;br /&gt;Que el porcentaje de inscritos sea tan bajo no es positivo. Esto no quiere decir que el colectivo de los países que tenían convenio para poder inscribirse en el censo electoral esté desmotivado. Creo que ha habido muchos factores que hay que analizar, sobre todo de cara a las próximas ocasiones. También había una cierta inexperiencia colectiva en este tema. Había factores que iban a la contra, como el hecho de que la campaña comenzara en plenas vacaciones de Navidad, con mucha gente en su país o simplemente distraída de la atención política debido a las fiestas. Después, creo que desde el Estado no se ha contribuido a una suficente divulgación; he visto muy pocos anuncios en la televisión y la prensa. Creo que también ha influido el que las elecciones municipales están lejos mentalmente; la sociedad aún no es muy consciente de que hay elecciones municipales, y menos entre la población inmigrada. Y otro factor aún: acabamos de salir, a finales de noviembre, de unas elecciones en Cataluña, después de una campaña electoral muy larga e intensa. Incluso los propios partidos quedaron un poco en ‘stand by’, y eran elementos fundamentales para la movilización de este voto. Creo que había un cansancio. Todo el mundo estaba con ganas de relajarse. Y cuando la gente ha vuelto a la dinámica política, ya se había acabado el plazo de inscripción, que, aunque lo alargaron, no dejaba de ser muy corto. No es un porcentaje satisfactorio, pero si un 14% de los ciudadanos de estos países ha manifestado su intención de votar, bienvenidos sean, tienen las puertas abiertas a decidir el futuro de nuestras ciudades, y confío en que en próximas convocatorias electorales la experiencia colectiva de todos nos permita aumentar este porcentaje para que la participación sea, como mínimo, del 50 o el 60%, que es el habitualmente se da en unas elecciones con el censo cerrado, como es el de nuestra tradición.&lt;br /&gt;¿Qué prioridades tiene la Dirección General de Inmigración para esta legislatura?&lt;br /&gt;Hay un par de prioridades muy claras. La primera está relacionada con el reglamento de la ley de extranjería y es el reglamento de la ley de acogida, para definir exactamente el funcionamiento de todo el sistema de acogida de la inmigración en Cataluña: el papel de cada institución, las aportaciones presupuestarias, etc., y sobre todo para dar tranquilidad jurídica a los afectados, para que sepa exactamente qué trámites hay que hacer, dónde y qué se le va a exigir. Otro de los temas que tenemos sobre la mesa es el de la creación de la Agencia Catalana de Inmigración. Esta Dirección General no deja de ser un pequeño organismo dentro de la Generalitat. Mejoraríamos mucho nuestra eficacia, con una ampliación de estructura y de funciones, si lo canalizamos todo a través de una Agencia Catalana de Inmigración. Esto está previsto en el Pacto Nacional por la Inmigración y estaba en nuestro programa electoral. Es un tema complicado, porque jurídicamente es un proceso lento y necesita una aportación presupuestaria, pero no impide que desde ya comencemos a trabajar en su estudio. Mi voluntad como director general es que sea creada antes de acabar esta legislatura. Aparte, otra de las prioridades, si se puede llamar así, es mantener el contacto con el mundo asociativo para conocer su situación, sus peticiones y sus intereses, e ir formulando las políticas a partir de todo este conocimiento.&lt;br /&gt;¿Qué opinión le merece el colectivo latinoamericano en Cataluña y qué medidas particulares tiene previsto tomar para ellos?&lt;br /&gt;Es un colectivo con el que tengo una especial relación a nivel personal y de actuación de años. Quiero subrayar su capacidad de autoorganización y de creación de entidades representativas, que les da una dinámica muy interesante y permite una interlocución más fácil con todos ellos. Espero, desde esta Dirección General, continuar colaborando con ellos, profundizando en el futuro líneas anteriores de participación.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-4079856707864179130?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/4079856707864179130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/02/entrevista-xavier-bosch-director.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4079856707864179130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4079856707864179130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/02/entrevista-xavier-bosch-director.html' title='Entrevista a Xavier Bosch, director general de Inmigración de la Generalitat'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-7352598242105368379</id><published>2011-02-24T02:31:00.000-08:00</published><updated>2011-02-24T02:34:16.752-08:00</updated><title type='text'>Los siete peores dictadores respaldados por EE.UU.</title><content type='html'>No es sólo Mubarak&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Joshua Holland&lt;br /&gt;AlterNet&lt;br /&gt;Traducido del inglés para Rebelión por Germán Leyens&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;El controvertido presidente egipcio Hosni Mubarak, cuyo régimen ha recibido miles de millones de dólares de ayuda estadounidense, está últimamente en el centro de la atención mediática global. Hace tiempo que es “nuestro hijo de puta”, pero no es el único.Echemos un vistazo a los demás dictadors del planeta que son lo bastante afortunados para gozar del beneplácito del Tío Sam.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1.Paul Biya, Camerún&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Biya ha gobernado Camerún desde que ganó una “elección” en 1983. Fue el único candidato y le fue bastante bien: obtuvo un 99% de los votos.&lt;br /&gt;Según el artículo de Wikipedia sobre el país: “EE.UU. y Camérun trabajan juntos en las Naciones Unidas y en otras organizaciones multilaterales. Cuando estuvo en el Consejo de Seguridad de la ONU en 2002, Camerún colaboró estrechamente con EE.UU. en una serie de iniciativas. El gobierno de EE.UU. sigue suministrando un financiamiento sustancial para organizaciones financieras internacionales, como el Banco Mundial, el FMI, y el Banco de Desarrollo Africano que proveen ayuda financiera y otras a Camerún”.&lt;br /&gt;Amnistía Internacionales detalla ejecuciones ilegales, periodistas encarcelados y muchás otras actividades repugnantes.&lt;br /&gt;Como parte de una estrategia para asfixiar a la oposición, las autoridades perpetraron o condonaron violaciones a los derechos humanos, incluidos arrestos arbitrarios, detenciones ilegales y restricciones de los derechos de libertad de expresión, asociación y reunión. Defensores de los derechos humanos y periodistas fueron acosados y amenazados. Hombres y mujeres fueron detenidos por su orientación sexual.&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;2.Gurbanguly Berdymuhammedov (o Berdymukhamedov), Turkmenistán.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Berdymuhammedov llegó al poder en 2006 cuando murió su predecesor y el sucesor constitucional fue encarcelado.&lt;br /&gt;Según el Departamento de Estado: “Durante varios años en los noventa, Turkmenistán fue un protagonista clave en la Iniciativa Energética de la Cuenca del Caspio de EE.UU., que trataba de facilitar negociaciones entre socios comerciales y los gobiernos de Turkmenistán, Georgia, Azerbaiyán y Turquía para construir un gasoducto bajo el Mar Caspio y exportar gas turkmeno al mercado interior turco de energía y más allá –el denominado Gasoducto Trans-Caspio (TGGP)-” La lista de Parade Magazine de los peores dictadores del mundo señala que “EE.UU. sigue importando petróleo de Turkmenistán (por valor de 100 millones de dólares en 2008), mientras Boeing suministra aviones al gobierno turkmeno. Chevron… abrió una oficina en la capital turkmena, Ashgabat”.&lt;br /&gt;Human Rights Watch dice que aunque Berdymuhammedov ha dado algunos pasos “para revertir algunas de las políticas sociales más ruinosas” de su predecesor, “el gobierno sigue siendo uno de los más represivos y autoritarios del mundo”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3.Teodoro Obiang Nguema, Guinea Ecuatorial.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Hace treinta y dos años, Obiang Nguema depuso –y luego ejecutó– a su tío, Francisco Macías, en un golpe sangriento. Peter Maas lo calificó no sólo de “el peor dictador de África”, sino de “un hombre cuya vida parece una parodia del género dictatorial”.&lt;br /&gt;Obiang... prometió más benevolencia y amabilidad que su predecesor, pero en los años noventa, incluso el embajador de EE.UU. en Guinea Ecuatorial recibió una amenaza de muerte de una persona de confianza del régimen y tuvo que ser evacuado. Poco tiempo despué se descubrió petróleo mar adentro y la primera ola de ingresos –unos 700 millones de dólares– fueron transferidos a cuentas secretas bajo el control personal de Obiang.&lt;br /&gt;Según Parade: “EE.UU. importó más de 3.000 millones de dólares en productos petroleros de Guinea Ecuatorial” en 2008.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;4.Idriss Deby, Chad&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ese año también importamos petróleo por valor de 3.000 millones de dólares de Chad. Según el Departamento de Estado: “EE.UU. mantine relaciones cordiales con el gobierno de Deby. Chad ha demostrado ser un socio valioso en la guerra global contra el terror y al proporcionar refugio a unos 200.000 refugiados de la crisis de Darfur en Sudán a lo largo de su frontera oriental.”&lt;br /&gt;El informe de 2010 de Amnistía Internacional sobre Chad contiene un cuadro impresionante:&lt;br /&gt;Civiles y trabajadores humanitarios fueron asesinados y secuestrados; mujeres y niñas fueron víctimas de violaciones y otras violencias; utilizaron a los niños como soldados. Las autoridades no tomaron medidas adecuadas para proteger a los civiles de los ataques de bandidos y grupos armados. Presuntos opositores políticos fueron ilegalmente arrestados, detenidos arbitrariamente y torturados o maltratados de otra manera. Continuó el acoso y la intimidación a los periodistas y defensores de los derechos humanos. La demolición de casas y otras estructuras continuó durante todo el año 2009, dejando sin vivienda a miles de personas.&lt;br /&gt;A pesar de que los militares de Chad han sido acusados de utilizar a niños soldados, Parade señala que “EE.UU. sigue entrenando comandos de Chad”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;5.Islam Karimov, Uzbekistán&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Lo que hace que Karimov sea tan especial es su (supuesto) gusto por hervir a sus oponentes políticos hasta que mueren.&lt;br /&gt;Karimov ha sido presidente de Uzbekistán desde 1990, cuando ganó por un inmenso margen en la primera de una serie de elecciones fraudulentas. Torturas, detenciones arbitrarias y redadas masivas de minorías religiosas son comunes en Uzbekistán, según Human Rights Watch. Pero el país ha sido un socio crucial de EE.UU. en su “guerra contra el terror”, albergando tropas de EE.UU. en la base aérea Karshi-Khanabad hasta 2005. Las relaciones se enfriaron un poco después que Karimov alentó a EE.UU. a abandonar la base, pero como señala Parade: “El comercio con Uzbekistán se duplicó en 2008, ya que los estadounidenses siguen importando inmensas cantidades de uranio uzbeko, utilizado para centrales y armas nucleares”. Al año siguiente “Uzbekistan Airways compró aviones jet de Boeing porvalor de 600 millones de dólares”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;6.Meles Zenawi, Etiopía&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Zenawi ha gobernado Etiopía durante 20 años. Sólo el año pasado, después de lo que Human Rights Watch llamó “meses de intimidación de partidarios de partidos de oposición”, el partido de Zenaqi, el Frente Revolucionario Democrático Popular Etíope, obtuvo un 99,6% de los votos. ¡Legitimidad!&lt;br /&gt;Etiopía es un socio estratégico esencial en la “guerra contra el terror”, y contribuye significativamente a las operaciones africanas de mantenimiento de la paz. Según la Agencia de Desarrollo Internacional de EE.UU., EE.UU. ha sido el mayor donante para Etiopía. El Congreso aprobó una ley, a pesar de las objeciones del gobierno de Bush, que limita la ayuda militar al país hasta que tenga una prensa libre y el régimen de Zenawi mejore sus datos de derechos humanos, pero –y es un pero muy importante– excluye la ayuda al “contraterrorismo”. Por lo tanto, a pesar del hecho de que, según Amnistía Internacional, los grupos opositores etíopes son ilegales, las ONG han sido prohibidas y los etíopes desaparecen a menudo sin juicio, EE.UU. sigue entrenando tropas etíopes.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;7.Rey Abdullah Bin Abdul-Aziz, Arabia Saudí.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Al parecer, cuando un Estado teocrático islámico comete horribles crímenes contra sus ciudadanos, sólo es importante si ese Estado se llama Irán. Arabia Saudí, claro está, es uno de los aliados más importantes de EE.UU. El gobierno de EE.UU. ha suministrado la seguridad para la familia real saudí durante décadas, a cambio de… petróleo.&lt;br /&gt;Abdullah ha instituido algunas reformas desde que llegó al poder en 2005, pero Human Rights Watch dice que “las iniciativas han sido en gran parte simbólicas, sólo pequeñas mejoras concretas o protección institucional para los derechos”. El informe de Amnistía Internacional de 2010 acusa a las autoridades saudíes del uso continuo de “una amplia gama de medidas represivas para eliminar la libertad de expresión y otras actividades legítimas”.&lt;br /&gt;Cientos de personas han sido arrestadas como presuntos terroristas. Otros miles, arrestados en nombre de la seguridad en años anteriores, siguen en la cárcel; incluyen a prisioneros de conciencia. Unos 330 sospechosos de seguridad recibieron juicios injustos ante un nuevo tribunal especializado y excluyente; uno fue condenado a muerte y 323 fueron condenados a penas de prisión.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-7352598242105368379?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/7352598242105368379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/02/los-siete-peores-dictadores-respaldados.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7352598242105368379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/7352598242105368379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/02/los-siete-peores-dictadores-respaldados.html' title='Los siete peores dictadores respaldados por EE.UU.'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-8861526357020092331</id><published>2011-02-24T02:20:00.000-08:00</published><updated>2011-02-24T02:21:08.225-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Internazionali'/><title type='text'>La ONU denuncia a España por la detención de inmigrantes</title><content type='html'>Jueves, 24 de Febrero de 2011 04:00 inSurGente.org &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; El Comité para la Eliminación de la Discriminación Racial de la ONU denunció a España por la detención de inmigrantes según perfiles racistas utilizados por la policía, en una audiencia celebrada este miércoles en Ginebra. &lt;br /&gt;"La policía se maneja con circulares racistas para detener a inmigrantes indocumentados y sindicatos de policía han revelado que deben cumplir con una cierta cantidad de detenciones", indicó el guatemalteco José Francisco Cali Tzay, relator de este Comité para España.&lt;br /&gt;"En 2009, más de 16.500 migrantes fueron internados en nueve centros de retención, la mitad fueron luego expulsados del país y el resto salió en libertad. Eso demuestra que no se justifica la política de detención administrativa sistemática", afirmó Cali Tzay, uno de los 18 expertos de este Comité, encargado de vigilar el cumplimiento de la Convención en la materia.&lt;br /&gt;La denuncia de malos tratos en esos centros de retención llevó al experto francés Régis de Gouttes a solicitar explicaciones a España por su negativa, manifestada públicamente en mayo de 2010, a crear un mecanismo de investigación independiente.&lt;br /&gt;"Los migrantes suelen ser considerados chivos expiatorios en la presente crisis económica, los designan responsables de la falta de empleo, una propaganda xenófoba, y eso se lee en la prensa. Habría actualmente en España un millón de indocumentados, ¿qué va a hacer con ellos el Gobierno? ¿los va a legalizar?", terminó preguntando Cali Tzay.&lt;br /&gt;La delegación española, que sometió este miércoles un informe sobre la lucha contra el racismo en el país, podrá responder el jueves a los interrogantes formulados por este Comité.&lt;br /&gt;En un párrafo de ese informe, España se refiere a la aparición de un "nuevo racismo", no ya basado en la superioridad "biológica", sino en "la incompatibilidad de ciertas especificidades culturales, nacionales, religiosas, étnicas u otras (...) la superioridad de unas culturas sobre otras (...) la amenaza (contra) el modo de vida occidental".&lt;br /&gt;"¿Eso quiere decir que a un catalán lo van a discriminar en Madrid?", preguntó el experto rumano Ion Diaconu. El experto colombiano Pastor Murillo Martínez pidió cuentas a España sobre la composición de su población carcelaria, que mostraría índices racistas.&lt;br /&gt;El experto brasileño José Augusto Lindgren confesó que, para ir a la audiencia de Ginebra, desechó hacer escala en el aeropuerto de Madrid-Barajas, al que acusó de ser "el mayor deportador de brasileños del mundo".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-8861526357020092331?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/8861526357020092331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/02/la-onu-denuncia-espana-por-la-detencion.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8861526357020092331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8861526357020092331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/02/la-onu-denuncia-espana-por-la-detencion.html' title='La ONU denuncia a España por la detención de inmigrantes'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-739054951695168306</id><published>2011-02-24T02:09:00.000-08:00</published><updated>2011-02-24T02:18:28.611-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Internazionali'/><title type='text'>La hipocresía de la Comisión Europea</title><content type='html'>MIÉRCOLES, 23 DE FEBRERO DE 2011 11:18 INSURGENTE.ORG INTERNACIONAL - IMPERIO&lt;br /&gt;   &lt;br /&gt; LA HIPOCRESIA IMPERIAL DE LA UE: Al mismo tiempo que critica al coronel Gadafi por la represión, asesina en Afganistán e Irak, mantiene colonias en distintos lugares del mundo y el primer ministro británico, David Camerón está de gira por el mundo árabe acompañado de 36 empresarios de armas con el propósito de ampliar sus negocios de muerte.&lt;br /&gt; La gira en curso del primer ministro Británico, David Cameron, ha caído como una bomba en círculos parlamentarios e influyentes medios londineses, que cuanto menos la califican “de torpeza increíble”.&lt;br /&gt;Otros se devanan los sesos tratando de establecer a qué viene precisamente ahora, en medio de las convulsiones que se registran en la región eso de salir a vender armamentos, que lo mismo sirven para defender las fronteras que para reprimir internamente.&lt;br /&gt;La Comisión Europea ha evitado pedir la salida del coronel libio de orígen beduino Muamar El Gadafi pero le que ha instado a "poner fin de inmediato" a la represión de manifestantes y a pesar de que lo han identificado como "el origen de la violencia y el responsable de lo que está ocurriendo".&lt;br /&gt;Resulta por demás extraño que asesinos de ayer y de hoy a través de la Otan (como la UE) colonialistas imperiales de ayer y de hoy (como la UE) estén horrorizados por la represión desatada por el régimen de Gadafi.&lt;br /&gt;Una de las escasas explicaciones vertidas por David Cameron para vender armas revelan consideraciones esenciales: Debido, dijo, a “fuertes relaciones de defensa con las naciones de la región…y algunos de los vínculos que hemos tenido en el Golfo han servido muy bien a los intereses británicos”.&lt;br /&gt;He aquí en esto último, sobre todo, la clave principal que se traduce en seguir garantizando el acceso seguro y estable a las fuentes petroleras, y para ello hace falta mantener el conveniente orden político, al margen de cualquier otra aspiración de los nacionales de esos países.&lt;br /&gt;Vaya, que para los fríos intereses en juego la sensibilidad siempre estorba.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; PARADOJA:  AL MISMO TIEMPOR QUE LA COMISIÓN EUROPEA CRITICA A GADAFI POR LA REPRESIÓN, DAVID CAMERON ESTÁ DE GIRA POR LOS PAÍSES ARABES ACOMPAÑADA DE 36 EMPRESARIOS DE ARMAS PARA COMERCIAR EN TODA LA ZONA Y AMPLIAR SU NEGOCIO.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La Comisión Europea ha evitado pedir la salida del coronel libio de orígen beduino Muamar El Gadafi pese a que le que ha instado a "poner fin de inmediato" a la represión de manifestantes y a pesar de que le han identificado como "el origen de la violencia y el responsable de lo que está ocurriendo". &lt;br /&gt; Resulta por demás extraño que asesinos de ayer y de hoy a través de la Otan, colonialistas imperiales de ayer y de hoy, estén horrorizados por la represión desatada por el régimen de Gadafi.&lt;br /&gt; No estamos de acuerdo con la represión y muerte de ciudadanos que protestan. Pero la Unión Europea no tiene la altura moral que se necesita para defenestrar a Gadafi.&lt;br /&gt; Al mismo tiempo que la comisión europea emplaza al coronel Gadafi a frenar la represión el Primer Ministro del Reino Unido, David Camerón (como se lee más arriba) está de gira por el mundo árabe, acompañado de 36 grandes empresairos de armas, con el propósito de ampliar los negocios...&lt;br /&gt; La Alta Representante de Política Exterior y de Seguridad Común de la UE, Catherine Ashton, ha insistido en que "el coronel Gadafi tiene que comprender que es inaceptable que amenace a sus ciudadanos", ha asegurado su portavoz en rueda de prensa, Maja Kocijancic. "Es inaceptable", ha insistido.&lt;br /&gt; Después de que Ashton confirmara ayer en Egipto la suspensión de las negociaciones entre la UE y Libia para la firma de un acuerdo marco para profundizar sus relaciones en respuesta a la represión del régimen libio, los embajadores europeos ante el Comité Político y de Seguridad de la UE, organismo encargado de velar por la seguridad internacional y preparar operaciones, discutirán "medidas restrictivas" adicionales.&lt;br /&gt; También analizarán la coordinación de la evacuación de ciudadanos europeos y de terceros países de Libia que ya ha comenzado. Hay unos 10.000 europeos en Libia, según datos del Ejecutivo comunitario.&lt;br /&gt; "Discutirán más pasos y acciones de la UE, incluido posibles medidas restrictivas", ha recalcado la portavoz, que ha puntualizado que se abordarán en este sentido las propuestas concretas que traigan los propios Estados miembros.&lt;br /&gt; El presidente de Francia, Nicolas Sarkozy, ha propuesto este miércoles que la Unión Europea suspenda sus relaciones económicas, comerciales y financieras con Libia y ha instado a su ministra de Exteriores ha alentar en el seno de la UE "la rápida adopción de sanciones concretas para que todos los implicados en la violencia sepan que deberán asumir las consecuencias de sus actos". La represión de las manifestaciones ha causado la muerte de cientos de personas en los últimos días, según varias organizaciones de Derechos Humanos.&lt;br /&gt;   "Estas medidas se refieren sobre todo a la posibilidad de llevarles ante la Justicia, prohibirles el acceso al territorio de la Unión y vigilar sus movimientos financieros", ha precisado. Asimismo, el dirigente galo quiere que "se estudie la suspensión de las relaciones económicas, comerciales y financieras con Libia hasta nueva orden".&lt;br /&gt; La canciller Angela Merkel también ha dejado claro este martes que Alemania se postulará "a favor de las sanciones contra Libia" si el régimen no cesa "inmediatamente" la violencia contra los manifestantes y el pueblo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-739054951695168306?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/739054951695168306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/02/la-hipocresia-de-la-comision-europea.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/739054951695168306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/739054951695168306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2011/02/la-hipocresia-de-la-comision-europea.html' title='La hipocresía de la Comisión Europea'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-5512773011236441027</id><published>2010-12-05T11:02:00.000-08:00</published><updated>2010-12-05T11:06:55.989-08:00</updated><title type='text'>lettera per ricominciare</title><content type='html'>Cari e care compagni/e, questo blog, come ricorderete, era nato per farvi trovare le tracce del percorso che la nostra proposta di organizzazione nazionale stava realizzando. Un cammino, iniziato con l'appello dell'incontro di Firenze e conseguente report... che doveva concludersi con il congresso svoltosi a Roma di aprile 2010. Ma non è andata così&lt;br /&gt;Dopo il nostro congresso le cose sono cambiate e cambiano continuamente, le notizie con le quali chiudiamo quest'anno riguardo l'organizzazione che doveva nascere con il contributo di tutti non sono buone.&lt;br /&gt;Purtroppo non potrò più pubblicare i report girati dopo il congresso perché ci troviamo dinanzi a una situazione imbarazzante nella quale alcuni ritengono l’organizzazione bella e compiuta mentre altri sostengono che non lo sia, e perché alcuni report non girano più… quelli che a me sono arrivati sono per uso interno della nostra mailing list.&lt;br /&gt;Io non mi colloco nel mezzo e neanche al di sopra delle parti, mi limito a riprendere questo blog come contributo affinché cessino stillicidi e contrasti interpersonali nocivi all’organizzazione. &lt;br /&gt;Vi invito a indirizzare il vostro attraverso la mail: turupial@gmail.com.&lt;br /&gt;Ora più che mai il nostro C.I.I. è necessario e utile alle battaglie che dobbiamo condurre e conduciamo nei territori dove é presente almeno uno dei suoi integranti. &lt;br /&gt;Rifacciamo ancora una volta gruppo e ripartiamo dal coordinamento che doveva nascere dopo il congresso. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il nemico abita in noi solo se glielo permettiamo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguire l’inizio e la fine…&lt;br /&gt;del nostro percorso…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;REPORT INCONTRO NAZIONALE DEGLI IMMIGRATI E IMMIGRATE A FIRENZE &lt;br /&gt;Il giorno 15 febbraio si sono incontrati, a Firenze, cittadini immigrati e immigrate appartenenti e non ad alcune delle organizzazioni presenti in alcune città d'Italia. All'ordine del giorno c'era la discussione sulla necessità di opporre all'onda razzista, xenofoba e discriminatoria accresciuta a seguito dei nuovi provvedimenti concepiti dall'attuale governo (decreto sicurezza e non solo) che si sommano alle conseguenze devastanti prodotte dalle norme contenute nella legge Bossi-Fini- una risposta responsabile e tempestiva dagli stessi immigrati/e.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli intervenuti, presso atto della grave crisi economica e sociale che colpisce l'intera collettività, a cominciare dai lavoratori, concordano nel affermare che questa crisi, di fatto, i lavoratori e le lavoratrici la stanno già pagando con i licenziamenti e la cassa integrazioni subiti in nome dell'abbassamento della produttività e/o della pseudo carenza di commesse delle aziende. I lavoratori immigrati e immigrate questa crisi la pagano in modo particolare, oltre a licenziamenti e cassa integrazione la loro scelta di costruire un presente e un futuro in questo paese è a rischio: rischiano di perdere il permesso di soggiorno perché, come non tutti sanno, è stato legato indissolubilmente al contratto di lavoro; rischiano come i lavoratori italiani di andare ad ingrossare l'emergenza abitativa per la perdita dell'alloggio, non potendo più pagare affitti e mutui: e possono finire nei centri di detenzione e identificazione, una volta costretti alla clandestinità, con susseguente pericolo di subire le espulsioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stata ribadita la necessità di continuare, e rilanciare il processo di protagonismo, auto-organizzazione e auto-rappresentanza dei cittadini immigrati attraverso azioni, iniziative e battaglie da concordare e da mettere in atto in tempi brevi.&lt;br /&gt;Alcune di queste sono: la ripresa della battaglia per la cittadinanza, da quella per il diritto dei bambini, figli di immigrati/e, nati in Italia ad essere riconosciuti italiani dalla nascita, a quella di residenza denunciando i tempi lunghi e l'uso improprio della discrezionalità della concessione a cui vanno incontro le domande di cittadinanza presentate dai cittadini immigrati/e. L'individuazione di modalità per porre all'attenzione della società i problemi derivanti dalla clandestinizzazione e dalla regolarizzazione negata che attentano direttamente ai diritti fondamentali di ogni cittadino, garantiti dalla Costituzione italiana all'art 2, come sta accadendo con l'introduzione tramite decreto della negazione del diritto alla salute ai cittadini immigrati privi di permesso di soggiorno.&lt;br /&gt;Riguardo al decreto sicurezza e alle altre norme sparse nei vari decreti, senza dimenticare le ordinanze comunali, si preannuncia una campagna che non si esaurirà nelle iniziative di appoggio e collaborazione con gli operatori sanitari, già in atto in alcune territori, che si rifiutano di assecondare tale imbarbarimento, ma continuerà con una raccolta firme a livello nazionale per chiedere l'abolizione di tali norme, presenti nei vari decreti del governo e nelle ordinanze locali, che si configurano come attacco specifico ai cittadini immigrati, scelti strumentalmente come capri espiatori.&lt;br /&gt;L'assemblea s'impegna a denunciare, in tutte le sedi opportune, la promozione dell'odio razziale, della xenofobia e del razzismo palesate in queste norme; si propone di fare discussioni pubbliche sulle quelle emanate in nome della sicurezza, per confutare l'idea diffusa che gli immigrati, tutte e tutti indiscriminatamente, ne costituiscono un pericolo; sull'analisi degli effetti della crisi economica sulla vita degli immigrati; infine ribadisce l'affinità naturale con chi, i cittadini italiani di buon senso, si oppone all'uso indiscriminato della decretazione, da parte del governo centrale e locale. Gli immigrati e immigrate non sono affatto dei fuori legge, ma cittadini che conoscono, difendono i propri diritti e rispettano i valori contenuti nella Costituzione italiana. &lt;br /&gt;L'assemblea si è chiusa dopo 5 ore di discussione con il proposito di iniziare un percorso che, a partire da incontri territoriali con le varie realtà operanti in ambito immigrazione, confluisca in una grande appuntamento nazionale pubblico da realizzare a Roma il 5 aprile 2009 che diventi il luogo dove decidere, in forma assembleare e partecipata, quale organizzazione o soggetto, quali strumenti e quali metodologie usare per attuare le iniziative volte ad ottenere il rispetto dei cittadini immigrati, dei loro diritti e la garanzia di sicurezza per loro e per l'intera società di cui sono una parte importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI IMMIGRATI A FIRENZE&lt;br /&gt;Unione Cittadini Immigrati Roma, Movimento Migrantes Y Familiares MFAM – Ass. Todo cambia Milano – Comitato Immigrati Napoli – Ass. Dhuumcatu - Lega Albanesi Illiria – Ass. Filippini Roma – Comitato Immigrati Roma – Ass. Sunugal Milano - Ass Insieme per la Pace - Ass Mosaico Interculturale – Federazione Senegalesi della Toscana – SdL intercategoriale - Ass. FOCSI (Roma); Ass. Bangladesh (Roma); Uai (Como); Sdl intercategoriale; Centro delle culture (Milano); Ass. Punto di partenza; Movimento lotta per la casa (Firenze); Ass. El Mastaba (Firenze); Ass. Arcobaleno (Riccione); Sunugal (Milano); FAT; Studio 3R di mediazione; Centro delle culture (Firenze); Andres Barreto; Vojslao Stojanovrc (resp. Immigrazione PRC-Torino); Mohamed Badaoui &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firenze, 15 febbraio 2009 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resoconto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi 20 marzo 2010 dalle ore 10.30 a Firenze, si è tenuta la riunione nazionale del Comitato Immigrati in Italia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ordini del giorno:&lt;br /&gt;Preparazione del Congresso Nazionale&lt;br /&gt;1. Documento preparativo per congresso nazionale,&lt;br /&gt;2. Preparativi, finanziamento, organizzazione &lt;br /&gt;3. Iniziative da mettere in campo prima del Congresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Lettura di una bozza di documento programmatico.&lt;br /&gt;Dopo un ampia discussione e scambi di idee e punti di vista, i delegati presenti hanno deciso che bisogna rielaborare il documento secondo le proposte fatte durante la riunione. Il compito di rielaborazione è stato affidato a Karim, Roberto, Mario, Daqui e Abou entro giovedì 25 aprile. Questo testo servirà come base di discussione a livello locale. &lt;br /&gt;VEDI IL TESTO RIELABORATO IN ALLEGATO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Lettura della bozza di regolamento del Congresso Proposto da Edgard (roma)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche su questo punto, si è aperta la discussione, scambi di idee e approfondimento: due linee distinte si sono confrontate nella discussione. Una linea che propone un modello organizzativo "forte" di stampo centralizzato ritenendolo più efficiente; una altra che da più importanza un modello innovativo, proponendo una organizzazione "forte" a carattere orizzontale e plurale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte due le posizioni hanno lo scopo di garantire una maggior condivisone e partecipazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edgard, Tahar e Mass sono incaricate di rivedere la bozza di statuto per cercare di venire incontro alle due esigenze. Il testo provvisorio viene messo in rete entro sabato 3 aprile 2010.&lt;br /&gt;Finanziamento: Il Congresso sarà autofinanziato in larga parte. Le città coinvolte devono contribuire ognuna secondo le proprie capacità e secondo il numero di delegati inviati a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni comitato locale deve cercare vie di autofinanziamento. Un testo comune per chiamare le persone a contribuire al sostegno da mettere sui siti internet dei vari comitati sarà proposto da Roberto (Roma). &lt;br /&gt;Il numero di delegati per regione sarà di 10 (massimo) &lt;br /&gt;Le città coinvolte per ora nel percorso sono: Roma, Napoli, Firenze, Torino, Verona, Lucca, Rovigo, Perugia.&lt;br /&gt;Il comitato immigrati rivolge un appello a tutte le realtà e associazioni a condividere questo processo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firenze, 20 marzo ’10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per partecipare ed essere protagonista del PRIMO CONGRESSO:&lt;br /&gt;E-mail: comitatoimmigrati@ libero.it&lt;br /&gt;Comitato Immigrati in Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BOZZA DOCUMENTO&lt;br /&gt;PRIMO CONGRESSO DEI CITTADINI E LAVORATORI IMMIGRATI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA, 24 e 25 APRILE 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRESENTAZIONE&lt;br /&gt;Il testo che segue  è una bozza scritta dai dodici rappresentanti (SUCCESSIVAMENTE rielaborazione all’ultima riunione svoltasi il 20 marzo 2010) di sei regioni italiane scelti nell’assemblea nazionale degli immigrati e delle immigrate del 5 aprile a Roma che costituiscono il Comitato Organizzativo verso il Primo Congresso degli Immigrati e Immigrate in Italia. Nel corso del 2009  si sono svolte due  assemblee nazionali degli immigrati e delle immigrate (il 15 febbraio a Firenze e il 5 aprile a Roma). Lo scopo delle assemblee era quello di trovare, attraverso la discussione e il confronto, un metodo per reagire all’ondata di razzismo e xenofobia che sta colpendo la popolazione immigrata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella discussione svoltasi nelle due assemblee, con l’intervento di alcune decine di delegati di associazioni, comitati, organizzazioni sindacali, sociali e culturali provenienti da numerose regioni italiane, è emersa la necessità e la volontà di provare a dare una risposta che prevedesse, oltre a iniziative immediate, l’avvio di un percorso di più lunga durata: abbiamo ritenuto necessario cominciare a costruire uno strumento che permetta far sentire la nostra voce, un organismo che possa costituire una vera rappresentanza di noi immigrati e immigrate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo immaginato che il modo migliore per farlo sia quello di preparare e realizzare un congresso nazionale degli immigrati e delle immigrate in Italia che condividono questa esigenza e che sono d’accordo con le idee e proposte emerse nelle due assemblee nazionali del 15 febbraio e del 5 aprile e che rappresentano già una base comune tra coloro che hanno cominciato questo cammino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel testo che segue proviamo a sintetizzare e argomentare queste idee e proposte affinché, tramite la discussione nelle varie città, possiamo insieme verificare chi le condivide e desidera partecipare alla realizzazione del  Primo Congresso degli Immigrati e Immigrate in Italia e raccogliere ulteriori opinioni e proposte.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La bozza è una proposta che sarà presentata in tutte le città e che può essere ratificata, corretta, riscritta, per arrivare a un documento i cui contenuti siano condivisi e possano costituire la base di partenza comune per la realizzazione del congresso. &lt;br /&gt;Il Comitato Organizzativo ha il compito di raccogliere tutti i suggerimenti e i contributi, elaborare dei verbali delle assemblee che si realizzeranno e farli conoscere in tutte le altre città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREMESSA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi siamo: Siamo immigrati/e, richiedenti asilo e rifugiati appartenenti a diverse realtà organizzate, ma anche singoli/e che hanno deciso di associarsi perché riteniamo che in questo paese manchi una nostra rappresentanza adeguata. Crediamo che dobbiamo essere portavoce e  protagonisti all'interno delle discussioni che ci riguardano, e per confrontarci  apertamente con le istituzioni, le varie organizzazioni e le forze politiche per essere in grado di rivendicare i nostri diritti.&lt;br /&gt;Siamo convinti della necessità di essere protagonisti del nostro destino perché  sappiamo che finché continuerà la negazione dei diritti di tutti/e chiunque potrà segnalarci come capri espiatori dei mali che affliggono la società.&lt;br /&gt;Non pretendiamo rappresentare tutti gli immigrati che vivono in Italia, vogliamo semplicemente lanciare una idea associativa capace di opporsi all’onda razzista che minaccia di inghiottirci e perciò chiediamo a quelli che condividono questa necessità di raggrupparci intorno ai contenuti di questo documento. &lt;br /&gt;Siamo consapevoli che per ottenere rispetto dobbiamo impegnarci nella costruzione di una società migliore insieme agli italiani e abbracciare la lotta per i diritti di tutti/e.&lt;br /&gt;Siamo convinti che la nostra diversità può divenire  ricchezza, in modo particolare oggi, in questo mondo globalizzato dove i processi sono più veloci e più intensi. Questa diversità, quando trova spazio, si può esprimere in campo sociale e politico attraverso punti di vista nuovi, modi innovativi di affrontare i problemi, uso di nuovi linguaggi e di nuove forme di organizzazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da dove veniamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo dall’esperienza organizzativa del Comitato Immigrati in Italia, movimento nato nel 2002, luogo di incontro e collegamento stabile tra comitati, associazioni, gruppi, collettivi, singoli/e, attivisti/e che esprimono in vario modo lo sforzo multiforme di autorganizzazione per l’affermazione dei diritti, della libertà e della dignità dei cittadini/e immigrati/e in Italia.&lt;br /&gt;Il comitato immigrati, in questi anni, è stato tra i promotori di incontri, dibattiti, seminari e manifestazioni sia sul piano territoriale che nazionale ed europeo insieme alle organizzazioni dei Sans Papier di Francia, Svizzera, Spagna, ed è stato uno dei promotori della straordinaria manifestazione nazionale del 17 ottobre 2009 a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa vogliamo: &lt;br /&gt;Vogliamo favorire il protagonismo degli immigrati e delle immigrate, proponiamo la costruzione di una organizzazione nazionale unitaria degli immigrati/e che non si accontenti di essere una voce autorevole degli immigrati e immigrate, ma che sia capace di agire con senso di responsabilità e sappia collocarsi con tempestività nel tempo perché la direzione che ha preso questo paese è dipesa, anche, dal nostro comportamento, invitiamo pertanto a ricreare insieme la consapevolezza dei nostri mezzi e le ragioni della nostra unità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dei  Diritti e delle responsabilità.&lt;br /&gt;La nostra esistenza in Italia è ormai una  presenza significativa: siamo circa il 6,5% della popolazione residente, dal punto di vista economico il nostro è un forte contributo: forniamo il 10 % del prodotto interno lordo, cioè creiamo col nostro lavoro un decimo di tutta la ricchezza prodotta in Italia. Questo dato è una realtà consolidata e irreversibile. Una parte consistente della popolazione italiana stenta ad accettare questa realtà perché la ignora. &lt;br /&gt;Ma anche tra noi immigrati non c’è sufficiente consapevolezza di questa situazione, ciò è dovuto in primo luogo al fatto che, a fronte di questo 10% di ricchezza apportata all’Italia tramite il nostro lavoro, la nostra dignità e i nostri diritti spesso non sono riconosciuti e la nostra partecipazione alle scelte strutturali  è ridotta dal potere decisionale dei governi a zero.&lt;br /&gt;Senza una piena uguaglianza in termini di diritti e opportunità tra tutti i cittadini residenti in Italia è impossibile perseguire e realizzare una convivenza civile e democratica che garantica sani percorsi di integrazione. La responsabilità di cambiare questa iniqua situazione è in primo luogo nelle mani della società italiana, delle sue istituzioni e delle sue organizzazioni politiche e culturali.&lt;br /&gt;D’altra parte, noi immigrati e immigrate, per quanto sia difficile e a volte frustrante vivere e lavorare in un paese dove molti colgono l’occasione per farci sapere che siamo considerati ospiti sgraditi, dobbiamo  assumerci la nostra parte di responsabilità organizzandoci e dotandoci di strumenti efficaci per contribuire in modo attivo alle lotte e al dibattito politico in questo paese.  &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Il nostro tentativo organizzativo non è circoscritto a livello italiano, intendiamo raccogliere le esperienze di autorganizzazione e di lotte che gli immigrati hanno condotto in altri paesi, come per esempio le battaglie dei latinoamericani negli USA, e continuare a tessere le rete internazionali di collegamento, nella quale siamo già presenti, che in questi anni si sono realizzate attraverso le varie iniziative che hanno messo in comunicazione immigrati residenti in diversi paesi e continenti che si battono per i diritti degli immigrati.&lt;br /&gt;Il nostro percorso, iniziato anni fa, e la nostra esperienza sono a disposizione di chi è disposto a condividere la nostra proposta di congresso e il nostro sforzo per fare un passo in avanti che ci permetta di essere all’altezza della nuova e difficile situazione che siamo chiamati ad affrontare in Italia, in Europa e nel mondo.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRINCIPI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I  promotori del primo congresso degli Immigrati e delle Immigrate in Italia, propongono alcuni principi finalizzati a consolidare l’unione e ad essere i supporti della nostra organizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’unità: &lt;br /&gt;la nostra rete promuove l’unità con tutti coloro - siano essi cittadini immigrati o autoctoni - che perseguono, in tutto o in parte, finalità simili alle nostre.&lt;br /&gt;Con l'unità, soprattutto all'interno del mondo migratorio ma non solo, intendiamo lavorare per costruire una organizzazione forte e radicato, attento ai problemi delle persone e aperto a tutti. Intendiamo diffondere informazione, formazione e coscienza  per mobilitare sempre più oppressi e portare avanti il protagonismo e le rivendicazioni dei più svantaggiati e a coloro ai quali viene vengono negati i propri diritti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la solidarietà: &lt;br /&gt;cioè la condivisione dei problemi e il sostegno reciproco, che non hanno nulla a che fare con il paternalismo o con l’assistenzialismo, né con la carità. Solidarietà di lotta anche con tutti quelli che in Italia e nel mondo si battono per salvaguardare i propri diritti e la propria dignità.  Con solidarietà intendiamo stare accanto a chi è in difficoltà, aiutarci gli uni gli altri, sostenere le ragioni di chi lotta per la giustizia. Con solidarietà inoltre, intendiamo testimonianza e partecipazione sulle lotte dei popoli per i propri diritti, la propria libertà.  Intendiamo renderci partecipi di tutte le questioni che riguardano la difesa delle libertà, dei diritti fondamentali di tutti, dei beni comuni, dell'ambiente, della pace e del futuro delle prossime generazioni. Con solidarietà intendiamo essere cittadini di questo mondo e considerare ciò che riguarda la città, la regione, il paese, il continente e il mondo in cui viviamo un affare nostro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il protagonismo migrante e l’autorappresentanza: &lt;br /&gt;vogliamo lavorare all’affermazione di una voce indipendente delle immigrate e degli immigrati. E questo protagonismo lo intendiamo anche come rappresentanza diretta: vogliamo essere i rappresentanti di noi stessi e non accettiamo che altri parlino in nostro nome pretendendo di conoscere meglio di noi i problemi che viviamo, i motivi del nostro percorso migratorio e le nostre aspirazioni.&lt;br /&gt;Così come non vogliamo che altri parlino a nome dell'immigrato non vogliamo creare una specie di “leadership” permanente delle popolazione immigrata. La voglia di autorappresentanza e di protagonismo ci deve portare anche a pensare le nostre forme organizzative in modo da mantenere alta la partecipazione diretta della base e a ridurre le forme di personificazione del movimento in una “élite”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’antirazzismo: &lt;br /&gt;ci opponiamo a ogni forma di discriminazione, inferiorizzazione, stigmatizzazione o segregazione di qualsiasi persona o gruppo umano sulla base del colore della pelle, del genere, dell’orientamento sessuale, della condizione sociale, delle status giuridico o della provenienza geografica, dell’appartenenza culturale o religiosa. Consapevoli di quanto il razzismo - in tutte le sue forme - sia uno strumento per perpetuare rapporti oppressivi e di sfruttamento, ci impegniamo a combatterlo, sia nella società italiana ma anche all’interno della popolazione immigrata e nelle nostre comunità d’origine. &lt;br /&gt;Perché non siano domani i nostri figli a dover lottare per l'uguaglianza,  perciò vogliamo lasciare alle future generazioni una società dove la diversità è considerata un valore e la partecipazione alla vita sociale è aperta a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l’ autonomia: &lt;br /&gt;siamo indipendenti da qualsiasi partito, sindacato, associazione, anche da quelli con cui collaboriamo o con cui possiamo realizzare momenti d’unità o iniziative comuni, da quelli italiani e da quelli dei nostri paesi d’origine; ciascuno è libero di aderire individualmente a qualsiasi organizzazione e di sostenerla, ma come realtà collettiva intendiamo mantenere una piena autonomia pratica, ideale e politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'Autofinanziamento:&lt;br /&gt;Per rimanere autonomo, il nostro movimento ha bisogno di esserlo anche dal punto di vista economico. Il nostro gruppo finanzia le sue attività principalmente attraverso l'autotassazione. Gli attivisti di ogni regione devono partecipare regolarmente (secondo criteri da stabilire) al finanziamento. &lt;br /&gt;Inoltre i gruppi locali possono raccogliere il denaro necessario a portare avanti le proprie attività e a contribuire alla cassa comune a livello nazionale organizzando collette, sottoscrizioni, vendite di materiali informativi o promozionali, organizzazione di feste, cene e ogni altro tipo di attività di autofinanziamento che non sia in contraddizione con i principi del movimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il pluralismo e la democrazia: &lt;br /&gt;possono far parte della nostra rete tutti gli immigrati e immigrate che condividono questi principi; ognuno ha la libertà di appartenere a un partito, sindacato o associazione e, ovviamente, di manifestare le proprie convinzioni ma non deve tentare di imporle agli altri; Aiutati da strumenti di partecipazione diretta, dobbiamo cercare di avere un metodo che sia rispettoso delle diverse opinioni, idee e convinzioni ma che ne sappia fare una sintesi nel quadro dei principi che ci ispirano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la cittadinanza globale e l’ impegno internazionale: &lt;br /&gt;prima di essere immigrati in Italia siamo emigrati dai paesi in cui siamo nati. Non è un gioco di parole: significa che siamo consapevoli del fatto che siamo dovuti emigrare in primo luogo per responsabilità di un sistema di oppressione e di accumulo delle ricchezze nel Nord ricco del mondo; ma non dimentichiamo neppure le responsabilità dei governi corrotti o incapaci dei nostri paesi d’origine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come vogliamo impegnarci per cambiare le cose in Italia, paese d’arrivo del nostro percorso migratorio, intendiamo mantenere viva la nostra attenzione per ciò che accade nei nostri paesi d’origine, cercando di dare il nostro contributo alla soluzione dei problemi esistenti in essi e all’affermazione della dignità e della giustizia per tutti i nostri popoli. Ci opponiamo ai cosiddetti “accordi bilaterali” sottoscritti dai governi del Sud e dell’Est del mondo con quelli dell’Occidente e del Nord per il rimpatrio dei migranti: sono il più recente esempio di ricatto coloniale dei ricchi verso i poveri, che cercano di innalzare sempre più muri invece di affrontare la questione di una equa redistribuzione delle ricchezze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi multi livello che subisce la popolazione mondiale in questi anni è una nuova prova dell'assurdità del sistema imposto al pianeta dalla prepotenza del capitale. Mentre si cerca di abbattere ogni tipo di barriera e di protezione per far viaggiare sempre di più e sempre più velocemente i capitali e le merci, la maggioranza della popolazione mondiale si vede sempre più limitata nel suo diritto allo spostamento. Miliardi sono costretti a rimanere prigionieri di territori saccheggiati dalle politiche economiche globali e dall'atteggiamento prepotente delle multinazionali e de loro complici locali. Oggi parlare del diritto del migrante a cercare una vita migliore, a non essere respinto in mare, ha senso soltanto se messo in un quadro più ampio che va alla radice dei problemi, se affronta le questioni nelle loro dimensioni globali e in nome del diritto umano ad un tenore di vita degno, alla pace, alla libertà di espressione e di pensiero, all'istruzione, alla sanità e alla partecipazione alla vita sociale e politica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Etica nei rapporti sociali ed economici: &lt;br /&gt;siamo convinti che, in ultima analisi, molti dei problemi che vivono gli immigrati, ma anche quelli che affliggono l’insieme dell’umanità derivino dall’imperversare dell’egoismo e dallo strapotere del denaro. Su queste basi, oltre che su un insopportabile autoritarismo, si sono fondati i sistemi economici che hanno finora dominato il mondo. Chi è stato costretto a emigrare ha sofferto sulla propria pelle i risultati di questi rapporti economici ingiusti, irrazionali e immorali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, purtroppo, questo modo di vivere, basato sul tornaconto di minoranze di privilegiati a spese dell’enorme maggioranza della popolazione povera, si è imposto come “l’unico possibile” e ha rovinato anche le relazioni tra la povera gente… nel nostro caso, tra gli stessi immigrati. Si è esteso dalla macroeconomia ai rapporti interpersonali quotidiani.  &lt;br /&gt;C’è un denominatore comune tra ciò che fanno le multinazionali, disposte a tutto pur di assicurarsi il controllo esclusivo di beni comuni, come l’acqua, e delle risorse naturali, e… il comportamento di chi  accetta di fare il “caporale” o di chi, profittando della propria condizione economica e della disperazione altrui, affitta un “posto letto” a prezzi da rapina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i primi e i secondi esempi c’è solo una differenza di dimensioni: sono entrambe maniere di approfittare delle sofferenze e del lavoro degli altri. Le rifiutiamo e le combattiamo entrambe con la stessa energia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER COSA LOTTIAMO – la piattaforma politica&lt;br /&gt;• Contro il Pacchetto sicurezza, perché viola il principio di eguaglianza sancito dall´art. 3 della Costituzione italiana: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.&lt;br /&gt;• L’abrogazione della leggi Bossi – Fini e il “NO” ritorno alla Turco – Napolitano&lt;br /&gt;• La regolarizzazione generalizzata di tutti i cittadini immigrati presenti in Italia.&lt;br /&gt;• La cancellazione del protocollo tra Ministero dell’interno, Poste Italiane e Patronato sui rinnovi dei permessi di soggiorno.&lt;br /&gt;• per la rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro.&lt;br /&gt;• per una legge in materia di asilo politico e immigrazione che tuteli realmente i richiedenti asilo, i rifugiati e gli immigrati. &lt;br /&gt;• per la cittadinanza di residenza per tutti il diritto di voto per tutti i cittadini immigrati &lt;br /&gt;• per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsioni (CEI).&lt;br /&gt;• Per il diritto del popolo rom&lt;br /&gt;• Contro ogni forma di razzismo e discriminazione in Italia e altrove nel mondo&lt;br /&gt;• Per il rispetto del diritto di tutti i bambini all'istruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strumenti&lt;br /&gt;Noi vogliamo dotarci di tutti gli strumenti utili che ci offrono sia la tradizione di chi attraverso la storia dell'umanità ha lottato per i propri diritti, sia la modernità con il suo carico di tecniche, tecnologie per la comunicazione, l'informazione, la mobilitazione. Facciamo nostre tutte queste esperienze e tutti questi mezzi. Altri strumenti importanti sono:  l'assemblea dove si decide democraticamente, l’autorganizzazione, le manifestazioni, le varie forme di proteste e momenti di visibilità: petizioni popolari, le vertenze legali contro la discriminazione; i scioperi, le campagne d'informazione e di sensibilizzazione, la formazione interna ed esterna, la costruzione di reti di lotta insieme ad altre realtà che sul territorio seguono obiettivi simili e lottano contro l'ingiustizia e le discriminazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Funzionamento&lt;br /&gt;Il soggetto principale sono le realtà cittadine. Questa realtà che stiamo fondando non può esistere se non esistono i gruppi nelle città grandi, medie o piccole. Sono le realtà locali che fondano il movimento, è la loro unione che lo porta al livello nazionale.&lt;br /&gt;L'assemblea nazionale è l'organo decisionale a livello nazionale. Dovrà essere costituita da rappresentanti delle diverse città. &lt;br /&gt;Il gruppo di coordinamento nazionale con incarichi tecnici (a scadenza da stabilire) e incarichi politici (a rotazione) è un gruppo più ristretto designato dall'assemblea nazionale che si incarica di portare avanti le decisioni prese nelle assemblee. Non ci può essere una rappresentanza nazionale senza un mandato di un comitato locale. &lt;br /&gt;Al fine di organizzare meglio e dare più efficacia gli incarichi tecnici sono seguiti da commissioni di lavoro con compiti quali: promozione, formazione, comunicazione, e autofinanziamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla base di questi principi, viene specificato nello statuto le modalità, distribuzioni delle responsabilità e durata dei mandati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comitato Immigrati in Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E-mail: comitatoimmigrati@libero.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-5512773011236441027?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/5512773011236441027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/12/lettera-per-ricominciare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5512773011236441027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5512773011236441027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/12/lettera-per-ricominciare.html' title='lettera per ricominciare'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-9009435727247471580</id><published>2010-06-25T22:50:00.000-07:00</published><updated>2010-06-25T23:06:22.587-07:00</updated><title type='text'>PROTESTA A ROMA DEI LAVORATORI DI ROSARNO</title><content type='html'>Il Manifesto 25.06.2010&lt;br /&gt;La protesta dei lavoratori di Rosarno: «Dateci un contratto»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sono quelli di Rosarno, te li ricordi?». &lt;br /&gt;Due funzionari di Confagricoltura parlano fra loro e liquidano così la protesta di ieri, sotto la sede dell'associazione, dell'assemblea dei lavoratori africani di Rosarno a Roma. Una manifestazione per denunciare il mancato rispetto dell'accordo firmato lo scorso 27 aprile, che promuoveva l'inserimento lavorativo degli immigrati (si parlava di 38 inizialmente). Prima di diventare davvero un ricordo hanno deciso di mobilitarsi. Dopo aver gridato per un'ora lo slogan «Lavoro nero no», a mezzogiorno sono stati ricevuti a Palazzo della Valle. Una delegazione composta dall'osservatorio antirazzista Pigneto Prenestina e due giovani lavoratori africani ha incontrato il presidente di Confagricoltura Roma, Massimiliano Giansanti, e l'assessore alle politiche dell'agricoltura della provincia di Roma, Aurelio Lo Fazio. Entrambi firmatari, due mesi fa, del protocollo d'intesa insieme alle associazioni agricole del territorio Cia, Coldiretti, Fedagri, Confcooperative e Legacoop agroalimentare che avrebbero dovuto assorbire alcuni lavoratori africani nelle campagne della provincia di Roma. Ma così non è stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri tutti concordavano sul fatto che l'intesa possa «essere migliorata». Confagricoltura però ha voluto precisare di aver «rispettato gli accordi e dato seguito al protocollo». Una posizione contestata dall'assemblea dei lavoratori secondo cui, dice un manifestante: «Non basta mandare un fax per promuovere l'iniziativa, c'è bisogno di una pressione seria sugli imprenditori agricoli». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I manifestanti hanno dalla loro parte i numeri: le aziende della provincia di Roma hanno chiesto un'aggiunta di 1.300 lavoratori stagionali al decreto flussi. La lista degli immigrati di Rosarno con regolare permesso di soggiorno è composta di poco più di 100 persone. Sembra, insomma, che si potrebbe fare di più. La protesta, comunque, qualche impegno lo ha strappato: entro sette giorni&lt;br /&gt;lavorativi l'assemblea dei lavoratori incontrerà di nuovo provincia e associazioni di categoria firmatarie dell'accordo, stavolta anche insieme ai sindacati. Un incontro in cui, si spera, venga stabilito un meccanismo efficace per trovare posti di lavoro veri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche perché, nel frattempo, molti immigrati sono partiti per nuove stagioni di raccolta.&lt;br /&gt;Ovviamente al nero. Nel loro futuro c'è ancora Rosarno. Tra di loro anche Mohamed, 25 anni: «Non ho un soldo in tasca. Tra qualche settimana anche io dovrò tornare a Rosarno dove mi davano due euro e cinquanta per ogni cassetta di pomodori che raccoglievo al giorno. Riuscivo a farne sei, sette, dipendeva dalle forze». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per lui, come per gli altri, il protocollo era un'opportunità seria. E ora dicono: «Per ringraziare, aspetteremo di vedere risultati concreti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Romina Rosolia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-9009435727247471580?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/9009435727247471580/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/06/protesta-roma-dei-lavoratori-di-rosarno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/9009435727247471580'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/9009435727247471580'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/06/protesta-roma-dei-lavoratori-di-rosarno.html' title='PROTESTA A ROMA DEI LAVORATORI DI ROSARNO'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-4566414927308680882</id><published>2010-06-25T22:40:00.000-07:00</published><updated>2010-06-25T22:42:42.446-07:00</updated><title type='text'>INCONTRO CON UNA DELEGAZIONE DEL MOVIMENTO DEI SANS PAPIERS DI PARIGI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lunedì 28 giugno 2010, ore 19:30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;presso l’ARCI Corvetto di via Oglio 21, Milano&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da quasi un anno i collettivi di immigrati senza permesso, riuniti nel “Ministero per la regolarizzazione di tutti i sans papiers” occupano un grande edificio in rue de la Baudelique con circa 3 mila attivisti e tengono manifestazioni ogni settimana con l’obiettivo della “regolarizzazione globale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prefetti e ministri sono stati costretti a riceverli e riconoscerli come interlocutori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra il 1° e il 30 maggio una loro delegazione ha marciato da Parigi a Nizza, portando la loro voce e la loro lotta in numerose di città della Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una loro delegazione sarà a Torino il 26 giugno e a Milano il 28 giugno per incontrare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le organizzazioni, associazioni, compagne/i immigrati e italiani impegnati sul terreno dei diritti degli immigrati e contro il razzismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà un’occasione per conoscere il più forte movimento di immigrati senza permesso in Europa, stringere legami internazionali e gettare le basi per la nascita di un movimento analogo in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Comitato Immigrati in Italia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Associazioni e gruppi promotori della giornata del Primo Marzo 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-4566414927308680882?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/4566414927308680882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/06/incontro-con-una-delegazione-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4566414927308680882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/4566414927308680882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/06/incontro-con-una-delegazione-del.html' title='INCONTRO CON UNA DELEGAZIONE DEL MOVIMENTO DEI SANS PAPIERS DI PARIGI'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-829699650367568502</id><published>2010-05-03T10:50:00.000-07:00</published><updated>2010-05-03T10:52:54.029-07:00</updated><title type='text'>IL 15 E IL 16 MAGGIO MIGRANTI E ITALIANI FARANNO FESTA!</title><content type='html'>Due giornate per stare insieme, discutere e confrontarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi anni si sono moltiplicati provvedimenti che, dalla sanità agli asili nido rendono evidente il razzismo istituzionale, con l’esclusione dei migranti dai servizi o con la minaccia ai diritti dalla salute all’istruzione. Questo è solo l’ultimo deleterio effetto della legge Bossi-Fini e del “pacchetto sicurezza”. La propagandata sicurezza è solo l’ossessione del pericolo costante visto e rivisto nei telegiornali della sera. La protezione che gli ultimi decreti dovrebbero garantire significa per i migranti una restrizione costante di diritti e di servizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a questa asfissiante retorica e a quest’attacco alle nostre vite questa volta non siamo rimasti a guardare. Qualcosa in questa quotidianità si è mosso. In tanti e tante ci siamo trovati nelle piazze il 1° Marzo, a urlare una parola che qualcuno non voleva proprio sentire: SCIOPERO DEI MIGRANTI E CON I MIGRANTI! E, questa parola l’abbiamo urlata da lavoratrici e da lavoratori, non solo da italiani e da migranti; l’abbiamo usata nei luoghi di lavoro, dove nasce l’attacco ai diritti, ma anche dove inizia la nostra lotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volontà di cambiamento si è espressa e ritrovata in un’azione comune contro la logica perversa del contratto di soggiorno per lavoro, ma soprattutto per i diritti e la libertà dei migranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa forza e lungo questo percorso rinnoviamo l’invito a due giornate di incontro, festa e riflessione, per ribadire, a due mesi dal 1° Marzo, dentro a questa crisi che rende impossibile rinnovare i permessi e produce perciò clandestini e disoccupati, che non ci lasceremo sfruttare ed espellere tanto facilmente, perché in questa crisi noi, migranti ed italiani, abbiamo già aperto nuovi spazi di lotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo tutte/i invitate/i a partecipare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-          15 maggio al centro interculturale “Zonarelli” (Via Sacco 14)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Festa “Not(t)e Migranti” di  Sokos e Sopra i Ponti, con la partecipazione del Gruppo Prometeo e del Coordinamento Migranti Bologna, a partire dalle 18:30.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-           16 maggio in piazza dell’Unità, dalle 15 alle 22:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;               IV Giornata “Per la libertà e i diritti dei  migranti”, promossa dal Coordinamento Migranti di Bologna con la partecipazione della SIM - Scuola di Italiano Migranti di XM24 e dell’associazione Sokos. Durante tutta la giornata, oltre a musica, spettacoli, danze suoni e sapori migranti, verranno presentate le più significative esperienze di lotta dei migranti di Bologna e provincia. (Il programma dettagliato della giornata sarà pubblicato nei prossimi giorni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COORDINAMENTO MIGRANTI BOLOGNA E PROVINCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SOKOS  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SIM (Scuola Italiano migranti)  XM24&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni www.coordinamentomi granti.splinder. com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-829699650367568502?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/829699650367568502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/05/il-15-e-il-16-maggio-migranti-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/829699650367568502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/829699650367568502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/05/il-15-e-il-16-maggio-migranti-e.html' title='&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;IL 15 E IL 16 MAGGIO MIGRANTI E ITALIANI FARANNO FESTA!&lt;/span&gt;'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-8232793850156355877</id><published>2010-05-03T10:48:00.000-07:00</published><updated>2010-05-03T10:50:29.550-07:00</updated><title type='text'>STATI UNITI Latinos in piazza contro la legge anti immigrati</title><content type='html'>Il manifesto 01/05/2010&lt;br /&gt;Luca Celada &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LOS ANGELES Sarà un primo maggio «unificato» all'insegna dell'immigrazione a Los Angeles, dove le manifestazioni confluiranno in un grande corteo unico per dare voce al movimento degli immigrati. Che dopo la massiccia mobilitazione di tre anni fa era tornato ad essere in gran parte invisibile. Fino al caso Arizona, grazie alla famigerata legge 1070, firmata questa settimana dalla governatrice Jan Brewer. Che si sta rivelando una mossa disastrosa per l'immagine dello stato, criticata dal governo federale, dalla chiesa e dai grandi giornali e derisa da vignettisti e comici di mezza America. La legge, che dovrebbe entrare in vigore in estate, introduce il reato di clandestinità autorizzando la polizia a «verificare lo stato immigratorio» ed eventualmente fermare persone che siano «in verosimile stato di illegalità». Contro l'Arizona, c'è una sorta di sommossa nazionale. Nello stato del Grand Canyon che ha nel turismo una delle principali risorse economiche, le prenotazioni d'albergo sono state cancellate a valanga e alcuni studenti hanno rinunciato a immatricolarsi alla University of Arizona. Nel consiglio municipale di San Francisco è stata votata una risoluzione per interrompere rapporti economici coi vicini a est. Una analoga misura è all'esame a Los Angeles per ritirare investimenti e chiudere accordi commerciali con l'Arizona. Le partite in trasferta dei Diamondbacks, la squadra di baseball di Phoenix, sono state fatte oggetto di manifestazioni di protesta a Chicago. Le stesse città di Phoenix, Tucson e Flagstaff hanno fatto ricorso contro il proprio stato. Insomma un incubo di pubbliche relazioni per lo stato roccaforte del movimento conservatore, da Barry Goldwater a John McCain, con una forte presenza di Minutemen, le milizie anti immigrati di stampo «leghista». L'Arizona ha una folta popolazione «latina»; un terzo circa dei 7 milioni di abitanti è ispanico e si stimano attorno a 450.000 i «clandestini». La legge ha provocato un incidente diplomatico internazionale con il Messico, il paese che fino al 1849 comprendeva tutto il territorio dello stato. Sono i pericoli del codificare in legge certe pulsioni demagogiche, utili a infiammare i tea parties e simili movimenti «celoduristi» ma assai più problematiche una volta istituzionalizzate. Specie in regime federalista, dove gli ordinamenti dei singoli stati dovrebbero sottostare all'autorità di Washington. È probabile, alla fine, che la legge duramente criticata dal presidente Barack Obama possa venire invalidata dai tribunali federali prima ancora di entrare in vigore, proprio per l'impossibilità di formulare criteri di «sospetta clandestinità» che non siano fondati sul «profilo razziale» e quindi anticostituzionali. La logica d'altronde è quella della linea dura simile a quella dei respingimenti, con lo scopo dichiarato di rendere la vita talmente insopportabile agli immigrati in Arizona fino al punto di farli andare via, ovunque purché fuori dai confini dello stato più ingeneroso. In parte si tratta di una provocazione e, come sostengono i fautori, un atto di esasperazione verso le autorità federali la cui politica di fortificazione dei valichi in Texas e California ha avuto l'effetto di riversare i flussi clandestini sul «Tucson Sector». Qui la guardia di frontiera pattuglia il vasto deserto impiegato come «barriera naturale» (che fa ogni anno centinaia di vittime fra i disgraziati che tentano di attraversarlo a piedi). Sta di fatto che la legge pone fondamentali problemi di ordine etico e pratico; da un lato introduce quella che è a tutti gli effetti una legge razziale, mirata a una minoranza specifica, mentre dall'altro assicura la diffidenza delle istituzioni di milioni di persone dalla pelle bruna. Non sorprende che una delle prime cause intentate per bloccarla sia stata quella di un poliziotto addetto ai quartieri ispanici di Tucson, impossibilitato a lavorare per le nuove mansioni di doganiere e circondato da una popolazione ostile. La legge è particolarmente improponibile nel Southwest americano dove la popolazione ispanica ha radici storiche e in diverse città costituisce la maggioranza della popolazione, inestricabilmente connessa al tessuto sociale ed economico della regione. A questo proposito una delle principali falsità demagogiche che alimenta il sentimento anti immigrati nel crogiolo americano è il presunto costo sociale di una popolazione il cui apporto economico è in realtà di&lt;br /&gt;gran lunga superiore ai servizi che riceve. E comunque una realtà integrante dell'economia globale e «glocal», come dimostra la visita a un qualunque campo agricolo del Southwest, coltivato da una manodopera interamente ispanica. Il caso Arizona presagisce il dibattito sulla riforma della legge sull'immigrazione che dovrebbe essere, dopo quella sulla finanza, la prossima battaglia affrontata da Obama, battaglia che fin da ora non promette però molto più di un riformismo moderato senza sostanziali soluzioni a una questione che solo la crisi economica ha temporaneamente attenuato. Al di là di questo, lo stato dell'Arizona ha dimostrato come l'immigrazione sia problema topico e trasversale dei nostri tempi, reale quanto adatto a strumentalizzazioni demagogiche e, in questo caso, ad atti di populismo plateale quanto inconsulto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-8232793850156355877?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/8232793850156355877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/05/stati-uniti-latinos-in-piazza-contro-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8232793850156355877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8232793850156355877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/05/stati-uniti-latinos-in-piazza-contro-la.html' title='&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;STATI UNITI Latinos in piazza contro la legge anti immigrati&lt;/span&gt;'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-6647148322004608158</id><published>2010-05-03T10:44:00.000-07:00</published><updated>2010-05-03T10:48:32.820-07:00</updated><title type='text'> Immigrazione, arriva al Senato la nuova legge voluta da Obama</title><content type='html'>A Los Angeles "latinos" in piazza contro la discriminazione&lt;br /&gt;La Repubblica&lt;br /&gt;SABATO, 01 MAGGIO 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FEDERICO RAMPINI&lt;br /&gt;dal nostro corrispondente &lt;br /&gt;new york - Appelli a «boicottare» l´Arizona da tutto il resto degli Stati Uniti. Ricorsi in tribunale. Una promessa d´intervento da parte di Barack Obama. E stamattina una manifestazione che si annuncia oceanica per le vie di Los Angeles, appoggiata dal sindaco ispanico Antonio Villaraigosa. Questo "Primo Maggio contro la xenofobia" ha unito tutte le organizzazioni etniche. E´ la reazione alla sfida lanciata dal governatore dell´Arizona Jan Brewer, che ha appena firmato una controversa legge anti-stranieri. La nuova normativa trasforma in un crimine statale girare senza il permesso di residenza. E impone alla polizia locale di verificare sistematicamente i documenti d´identità per arrestare i clandestini. «Significa dare la caccia allo straniero, istigare la discriminazione razziale nelle forze di polizia», si legge nel ricorso presentato dall´American Civil Liberties Union. «E´ anti-americano», dice Villaraigosa. La legge dell´Arizona interviene su un campo minato. Si stima che ci siano 11 milioni di immigrati illegali negli Stati Uniti. Le norme in vigore sono da tutti considerate obsolete. Obama, che incassò un voto quasi plebiscitario tra le minoranze etniche e in particolare gli ispanici, ha promesso una «riforma onnicomprensiva». Ieri i democratici hanno presentato in Senato una proposta di legge e il presidente per la prima volta ne ha annunciato le linee guida: «E´ necessario chiarire a coloro che sono qui illegalmente - dice una nota della Casa Bianca - che per avviare la procedura per ottenere la cittadinanza bisogna essere in regola con la legge; imparare l´inglese; pagare sanzioni e tasse; consentire la verifica per quanto riguarda eventuali precedenti penali». Per il momento la questione si regge su un equilibrio precario: l´immigrazione clandestina è un reato federale, ma gli Stati non se ne occupano, e le forze di polizia applicano raramente la legge. Tanto più che negli Stati Uniti non esiste l´obbligo di avere un documento d´identità. Introdurre controlli a tappeto, spinge inevitabilmente i poliziotti a selezionare in base al colore della pelle e la fisionomia etnica. Janet Napolitano, che fu governatrice dell´Arizona prima di Brewer, oggi guida il superministero degli Interni (Homeland Security) ed è categoricamente contraria alla nuova legge. La mobilitazione oggi invade le vie di Los Angeles, dove per la prima volta da molti anni si sono coalizzate tutte le associazioni etniche: dagli ispanici ai coreani. Obama ha dato la sua benedizione a questo Primo Maggio anti-xenofobia, annunciando che il suo dipartimento di Giustizia «sta guardando da vicino» la costituzionalità della legge e potrebbe a sua volta ricorrere alla Corte Suprema. Tra gli obiettivi della manifestazione di oggi, il più originale è un´idea che si sta facendo strada in tutti gli Stati confinanti: "boicottare l´Arizona", dal turismo ai prodotti agricoli&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-6647148322004608158?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/6647148322004608158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/05/immigrazione-arriva-al-senato-la-nuova.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6647148322004608158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6647148322004608158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/05/immigrazione-arriva-al-senato-la-nuova.html' title='&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt; Immigrazione, arriva al Senato la nuova legge voluta da Obama&lt;/span&gt;'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-3183783798706198448</id><published>2010-04-16T09:10:00.000-07:00</published><updated>2010-04-16T09:12:54.708-07:00</updated><title type='text'>Il prefetto Pansa ritorna al dipartimento immigrazione</title><content type='html'>NAPOLI - Un giro di poltrone che potrebbe portare, entro poche settimane, all'addio di Alessandro Pansa, il prefetto di Napoli che potrebbe lasciare la città con destinazione Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A guidare il «valzer» delle nomine è il prefetto Mario Morcone, attualmente capo del Dipartimento delle Libertà Civili e immigrazione del Viminale. Moroce sarà domani nominato dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno, Maroni, direttore dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che ha sede a Bari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al posto di Morcone dovrebbe arrivare il prefetto di Napoli Pansa - che aveva già guidato il Dipartimento per l’immigrazione - ma la sua nomina sarebbe stata rimandata perché ancora non è stato trovato il suo successore. I nomi più accreditati per guidare la prefettura del capoluogo partenopeo, si è appreso, sono il prefetto di Firenze Andrea De Martino e il prefetto di Bari Carlo Schilardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Redazione online&lt;br /&gt;15 aprile 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-3183783798706198448?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/3183783798706198448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/il-prefetto-pansa-ritorna-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/3183783798706198448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/3183783798706198448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/il-prefetto-pansa-ritorna-al.html' title='Il prefetto Pansa ritorna al dipartimento immigrazione'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-3692861013609908818</id><published>2010-04-16T09:06:00.000-07:00</published><updated>2010-04-16T09:09:02.711-07:00</updated><title type='text'>Immigrazione: Trento; permesso a papa' clandestino per figli</title><content type='html'>Deciso da Tribunale minori Trento per salute dei suoi tre bimbi&lt;br /&gt;16 aprile, 16:47&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - TRENTO, 16 APR - Il papa' clandestino puo' restare, anche se non ha il permesso di soggiorno a tempo indeterminato, perché' e' senza lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo ha deciso ieri il Tribunale dei minori di Trento per un giovane di 25 anni, dell'Ecuador, padre di tre figli, che hanno dai pochi mesi a 4 anni e vivono in Trentino con la madre, ma soffrono, per le prolungate assenze del genitore. La notizia e' in controtendenza con una recente sentenza della Cassazione per un immigrato coi figli in eta' scolare a Milano. (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-3692861013609908818?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/3692861013609908818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/immigrazione-trento-permesso-papa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/3692861013609908818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/3692861013609908818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/immigrazione-trento-permesso-papa.html' title='Immigrazione: Trento; permesso a papa&apos; clandestino per figli'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-5774984841108450883</id><published>2010-04-16T08:55:00.000-07:00</published><updated>2010-04-16T09:03:41.727-07:00</updated><title type='text'>IMMIGRATI: la Consulta boccia la Liguria</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Secondo la Corte Costituzionale è illegittima la legge regionale che vieta i Cie, centri di&lt;br /&gt;identificazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Repubblica 16-04-10&lt;br /&gt;La Liguria non può autodichiararsi Regione chiusa ai centri di identificazione degli stranieri, perché significa violare le competenze dello Stato e interferire con il controllo dell ́ingresso e di soggiorno degli immigrati. Sono i motivi per cui la Corte Costituzionale ha bocciato la legge regionale del marzo delĺ'anno scorso, che prevedeva appunto di impedire in Liguria la costruzione dei Cie, i centri di identificazione ed espulsione degli immigrati clandestini. &lt;br /&gt;La legge era stata proposta da Rifondazione e Pdci ed era stata votata dal centrosinistra in consiglio regionale, mentre il centrodestra si era schierato contro. &lt;br /&gt;La notizia di ieri è che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l ́articolo 1 di quella legge, dove si afferma «la indisponibilità della Regione ad avere sul proprio territorio strutture o centri, in cui si svolgono funzioni preliminari di trattamento e identificazione personale dei cittadini stranieri immigrati», ossia i Cie, i centri di identificazione ed espulsione. «Prendiamo atto della bocciatura . commenta Enrico Vesco, all ́epoca assessore all'immigrazione - ma il nostro atteggiamento non cambia: ricorreremo in ogni modo possibile». &lt;br /&gt;Il leghista Francesco Bruzzone invece si rammarica perché la sentenza «non è arrivata prima». &lt;br /&gt;Ad impugnare la legge era stato il governo. La Regione si è difesa affermando che la legge si limita a perseguire le finalità di integrazione dei cittadini non comunitari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-5774984841108450883?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/5774984841108450883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/immigrati-la-consulta-boccia-la-liguria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5774984841108450883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/5774984841108450883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/immigrati-la-consulta-boccia-la-liguria.html' title='IMMIGRATI: la Consulta boccia la Liguria'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-1894750036134166177</id><published>2010-04-02T03:48:00.001-07:00</published><updated>2010-04-02T03:49:33.160-07:00</updated><title type='text'>Italia: uomo a rischio di tortura in caso di rimpatrio in Turchia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_6tKobMJF9nU/S7XLoeDTZMI/AAAAAAAAAHQ/H-r-jkyhygc/s1600/manifesto+avni+er_no+espulsione+avni(2).jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_6tKobMJF9nU/S7XLoeDTZMI/AAAAAAAAAHQ/H-r-jkyhygc/s400/manifesto+avni+er_no+espulsione+avni(2).jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455490419751347394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Appello di Amnesty&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Data di pubblicazione dell'appello: 01.04.2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avni Er, cittadino turco detenuto in Italia, è a rischio di rimpatrio forzato in Turchia dove potrebbe subire torture o altri maltrattamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avni Er è attualmente detenuto in un Centro di identificazione ed espulsione (Cie) nella città di Bari. I suoi avvocati hanno presentato un appello contro il diniego della domanda alla sua richiesta di asilo e protezione internazionale. La Corte europea dei diritti umani ha già ordinato alle autorità italiane di non procedere con l'espulsione di Avni Er fino a quando la decisione in prima istanza sulla sua richiesta di asilo e protezione internazionale non sarà stata presa. I suoi avvocati hanno chiesto alla Corte di estendere l'ordine fino alla decisione sull'appello. In ogni caso, c'è il rischio che le autorità italiane procedano con l'espulsione di Avni Er prima che l'appello sia discusso.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Avni Er, che ha lasciato la Turchia nel 1982 all'età di 11 anni e che non vi è mai ritornato, è stato arrestato il 1° aprile 2004 nell'ambito di un'operazione di polizia internazionale contro persone sospettate di reati di terrorismo. É stato condannato nel dicembre 2006 da una corte d'Assise di Perugia per la sua appartenenza all'organizzazione illegale Partito-Fronte rivoluzionario di liberazione del popolo (Dhkp-c) e condannato a sette anni di carcere ed espulsione. Nell'aprile 2007 le autorità turche hanno richiesto l'estradizione di Er in Turchia per la sua appartenenza al  Dhkp-c. La richiesta è stata respinta dalle autorità italiane per il rischio che Er venisse processato due volte per lo stesso reato. In ogni caso, i procedimenti a carico di Er risultano ancora pendenti in Turchia. Amnesty International crede che Avni Er possa subire tortura o altro tipo di maltrattamento e un processo iniquo se rimpatriato in Turchia, come è accaduto ad altri membri del Dhkp-c che sono stati torturati e maltrattati negli ultimi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In base al principio di diritto internazionale di non-refoulement, l'Italia non deve rinviare nessuno in un paese nel quale potrebbe rischiare la tortura o altri maltrattamenti o ogni altro tipo di violazione dei diritti umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mail da indirizzare al Ministro dell'Interno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Maroni&lt;br /&gt;Ministro dell'Interno&lt;br /&gt;Ministero dell'Interno&lt;br /&gt;Palazzo Viminale&lt;br /&gt;Piazza del Viminale, 1&lt;br /&gt;00184 Roma, Italy     &lt;br /&gt;Fax: + 39 06 46549832&lt;br /&gt;Email: liberta.civiliimmigrazione@interno.it &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gentile Ministro,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;siamo simpatizzanti di Amnesty International, l'Organizzazione internazionale che dal 1961 lavora per difendere i diritti umani in ogni parte del mondo dove vengono violati.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le chiediamo di non rimpatriare forzatamente Avni Er in Turchia, dove potrebbe essere a rischio di tortura e altri maltrattamenti, poiché questo violerebbe gli obblighi dello stato italiano del rispetto del principio di diritto internazionale conosciuto come non-refoulement.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La ringraziamo per l'attenzione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-1894750036134166177?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/1894750036134166177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/italia-uomo-rischio-di-tortura-in-caso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1894750036134166177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1894750036134166177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/italia-uomo-rischio-di-tortura-in-caso.html' title='Italia: uomo a rischio di tortura in caso di rimpatrio in Turchia'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_6tKobMJF9nU/S7XLoeDTZMI/AAAAAAAAAHQ/H-r-jkyhygc/s72-c/manifesto+avni+er_no+espulsione+avni(2).jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-3048838836779408955</id><published>2010-04-02T03:40:00.001-07:00</published><updated>2010-04-02T03:41:24.754-07:00</updated><title type='text'>Questione di pelle : italiani, esclusi perché neri</title><content type='html'>Lettera pubblicata dal Fatto Quotidiano del 31-3-2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francois, Joseph e Jean Paul Frattini, questi i nostri nomi. Suoni francesi accostati ad un cognome tipicamente italiano. Non un'ambigua scelta dei nostri genitori, bensì un'attestazione delle nostre origini. Nati da madre haitiana e padre italiano, siamo cresciuti e abbiamo vissuto tutta la nostra vita a Brescia. Ciononostante, la nostra pelle porta con se la condanna di una discendenza troppo scomoda. Non è mai passato inosservato il nostro colorito acceso, ma fatta eccezione per qualche vile commento bisbigliato vigliaccamente sottovoce, abbiamo sempre vissuto serenamente. Questo fino a poco tempo fa, precisamente fino alla sera di venerdì 19 marzo, quando un atto di discriminazione razziale ci ha coinvolti in prima persona.&lt;br /&gt;Avevamo programmato una "serata tra brothers", scegliendo come meta fortuita il locale molto noto Hotel Costez, situato nel centro di Cazzago San Martino, già frequentato in passato da Joseph e Jean Paul. L'ambiente abbastanza elegante e raffinato, ci impose una cura particolare nell'aspetto e nell'abbigliamento: la politica di molti locali moderni esige di adeguarsi a determinati standard. Nonostante tali sforzi, ad una distanza di circa 10 metri dall'ingresso, fummo bloccati da un buttafuori, che senza troppe remore, ci vietò di entrare. Convinti si trattasse di un malinteso, chiedemmo chiarimenti. La risposta ci sconcertò (ed è forse proprio da questa risposta che deriva la più grande inquietudine): "Eh dai ragazzi, lo sapete!". Cosa sappiamo? Ci ha forse scambiato per qualche giovane irrequieto con cui ha avuto problemi in passato? Difficile, data l'unicità dei nostri tratti somatici. Ciò che ben sappiamo e di cui andiamo fieri, è che siamo neri, e questo ci impedisce di accedere ad un'area apparentemente troppo vip per noi. Pochi secondi d'attesa e le paroline magiche furono pronunciate: "Siete extracomunitari e non potete entrare." La schiettezza con cui sostenne questa tesi e la totale mancanza di rispetto per una categoria sempre meno tutelata, non fece che rafforzare la nostra convinzione di voler entrare. Decidemmo di non mostrare la carta di identità per provare la nostra italianità, e continuammo nella parte che ci era stata assegnata. Il buttafuori, armato di guanti in pelle pensati per queste ardue situazioni, continuò a sostenere che era una regola e come tale non poteva essere violata. Certo, una regola non scritta, ma non per questo meno valida. Dopo vari tentativi, ci accordammo per restare nella zona esterna del locale, confinati come cani. Non paghi dell'obiettivo raggiunto, ci intrufolammo all'interno. Ma lesti gli auricolari comunicanti si segnalarono la presenza di tre intrusi indesiderati. Un altro imponente buttafuori, non più inibito o imbarazzato del collega, ci accompagnò all'uscita. A nulla servì mostrare i documenti per intaccare le loro ferree convinzioni: neri eravamo e neri restavamo. Questione di pelle.&lt;br /&gt;Nadine Gordimer, scrittrice sudafricana e premio nobel per la letteratura, durante una conferenza del 1959, nei difficili anni dell'apartheid, disse: "Non è possibile riuscire a contraddire fino in fondo con i fatti un clima di privilegio. Noi abbiamo la parte migliore di ogni cosa; come è difficile non sentire, in qualche angolo segreto di noi stessi, che in effetti siamo migliori!" E allora ci chiediamo, alla luce di quello che è successo, se questo stesso sentimento di superiorità che ha indotto il proprietario di un locale a vietare l'ingresso a tre connazionali perché non bianchi, sia diffuso a tal punto da essere universalmente condiviso o quantomeno tollerato. Probabilmente siamo stati fin troppo fortunati e abbiamo vissuto in una bolla di cristallo che ci permetteva di vedere, ma al contempo essere protetti. Ora ci sentiamo feriti e non abbiamo voglia di tacere ed essere taciuti. Non abbiamo la pretesa di imputare situazioni analoghe agli odierni sistemi di governo. Il pregiudizio non ha parte politica e comunque non fa mai bene, da qualsiasi parte stia. Ma dopo 27, 28 e 34 anni vissuti in Italia, sentirsi estranei e discriminati nella propria casa, ha fatto scattare qualcosa. Informare e raccontare quello che ci è accaduto, é il mezzo non violento che abbiamo scelto per difendere tutti coloro che non possono o non riescono ad avere voce in capitolo. Sono tanti e tutto ciò non può più essere tollerato.&lt;br /&gt;Le domande che ci poniamo oggi sono tante e forse molte difficilmente troveranno una risposta razionale. Tra tutte, una spicca per bizzarria: i buttafuori, si saranno accorti di essere extracomunitari? Perché forse qualcuno dovrebbe spiegargli che hanno delegittimato la loro stessa categoria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-3048838836779408955?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/3048838836779408955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/questione-di-pelle-italiani-esclusi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/3048838836779408955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/3048838836779408955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/questione-di-pelle-italiani-esclusi.html' title='Questione di pelle : italiani, esclusi perché neri'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-8452080932650655358</id><published>2010-04-02T03:36:00.000-07:00</published><updated>2010-04-02T03:38:36.786-07:00</updated><title type='text'>LA LIBERTÀ' NON SI PROCESSA! </title><content type='html'>Report della prima udienza del processo ai ribelli di Ponte Galeria &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è conclusa nel primo pomeriggio di oggi, 31 marzo 2010, l'udienza che vedeva coinvolti i 18 rivoltosi del Cie di Ponte Galeria a Roma. I ribelli erano accusati di lesioni e violenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato, incendio doloso e tentata evasione, per la rivolta scoppiata nella notte tra lunedì 29 e martedì 30 marzo, in seguito ad un pestaggio da parte della polizia all'interno del Cie. &lt;br /&gt;La protesta è terminata alle 4 del mattino circa, quando i reclusi sono tornati a dormire nelle loro celle. Solo dopo alcune ore, mentre si trovavano a mensa per la colazione, la polizia è arrivata in forze e ha deciso di dividere tra "buoni e cattivi" gli uomini che sono stati individuati come i diretti responsabili della rivolta della notte precedente. &lt;br /&gt;Diciotto reclusi sono quindi stati arrestati "in flagranza di reato" e stamattina si è tenuta l'udienza in cui il giudice avrebbe dovuto  confermare gli arresti e decidere sul loro eventuale trattenimento in carcere. &lt;br /&gt;Trattandosi di un'udienza per direttissima con convalida, tutto si è svolto a porte chiuse, mentre fuori dall'aula e nel piazzale antistante il palazzo del tribunale, un gruppo di antirazzisti e di antirazziste manifestava la propria solidarietà volantinando ed esponendo uno striscione con la scritta «La libertà non si processa. Chiudere tutti i Cie!». &lt;br /&gt;Nel corso dell'udienza gli avvocati difensori hanno dimostrato che, essendo trascorse molte ore tra la conclusione della rivolta e il momento dell'arresto, non si poteva trattare di "flagranza di reato". &lt;br /&gt;Per questo il giudice non ha convalidato gli arresti. Quindi, quindici imputati sono stati riportati nel Cie di Ponte Galeria. Altri tre invece sono stati trasferiti nel carcere romano di Regina Coeli perché, avendo già precedenti penali per reati come resistenza a pubblico ufficiale ed altri, il giudice ha ritenuto "probabile" che potessero compierne altri simili. &lt;br /&gt;Tra l'altro, il giudice, accogliendo le richieste dei difensori, ha escluso l'aggravante dell'incendio e la tentata evasione, precisando che, trattandosi di detenzione amministrativa, il tentativo di fuga dal Cie non può essere considerato un'evasione. I capi d'imputazione rimasti sono danneggiamento aggravato e lesioni e violenza a pubblico ufficiale. &lt;br /&gt;Per tutti gli indagati, il processo continuerà col rito ordinario, quindi si procederà con le indagini e poi con le prossime udienze, ancora da fissare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ribellarsi è giusto! &lt;br /&gt;La solidarietà è un'arma!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-8452080932650655358?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/8452080932650655358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/la-liberta-non-si-processa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8452080932650655358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/8452080932650655358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/04/la-liberta-non-si-processa.html' title='&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;LA LIBERTÀ&apos; NON SI PROCESSA! &lt;/span&gt;'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-1265413395964759502</id><published>2010-03-17T04:00:00.000-07:00</published><updated>2010-03-17T04:02:45.779-07:00</updated><title type='text'>PRESIDIO IN P.ZA SANTI APOSTOLI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;GIOVEDI 18 MARZO ORE 17&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguito del primo incontro interlocutorio avuto il 9 febbraio con la Prefettura di Roma, i lavoratori africani di Rosarno tuttora presenti a Roma indicono una nuova manifestazione – presidio a sostegno della vertenza per il riconoscimento dei loro diritti. L’A.L.A.R. e la rete delle associazioni antirazziste romane hanno prodotto una documentazione circostanziata sugli accadimenti di Rosarno del gennaio scorso, corredata dalla situazione legale di tutti coloro che sono arrivati nella capitale dopo l’allontanamento forzato dalla piana di Gioa Tauro.&lt;br /&gt;Giovedi 18 Marzo saremo di nuovo in Prefettura per rappresentare al Prefetto le richieste di regolarizzazione avanzate nell’incontro precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A più di due mesi dalla diaspora di Rosarno nessuna risposta è ancora stata formulata dalle istituzioni. Alcuni hanno trovato ospitalità provvisoria nelle strutture di movimento mentre molti altri sono tuttora in strada privi delle più elementari forme di tutela. Tutti hanno presentato formale richiesta di protezione umanitaria, in ragione delle situazioni oggettive di pericolo e di persecuzione nei loro paesi d’origine, rinforzate dalle condizioni di sfruttamento para-schiavistico vissute nella campagne calabresi e dai relativi traumi psicofisici riportati come esito drammatico delle aggressioni subite. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo di questo paese, che ha “premiato” con un permesso di soggiorno solo undici tra i tanti che sono stati oggetto di violenze, deve assumersi la responsabilità di sanare la posizione legale di tutti gli altri, rispondendo con altrettanta urgenza alle legittime richieste di accoglienza e di lavoro regolare che l’Assemblea ha già presentato con estrema chiarezza a tutte le istituzioni ed all’intera città. Riteniamo che chi ha avuto il merito di scoperchiare il vaso di Pandora dello sfruttamento del lavoro immigrato nelle campagne del belpaese, che consentono all’industria agro-alimentare di mantenersi competitiva e di far profitti sulla pelle dei lavoratori, abbia già pagato un prezzo altissimo per il proprio coraggio: aggressioni e violenze reiterate negli anni da quella parte della popolazione più reazionaria e collusa con le organizzazioni criminali, miseria e negazione dei diritti più elementari, clandestinità forzata e strumentale fino alla deportazione di massa operata dallo stato per disinnescare la miccia della guerra civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Assemblea dei Lavoratori di Rosarno a Roma e le associazioni antirazziste invitano tutte le realtà cittadine a sostenere con la loro presenza in piazza le richieste di regolarizzazione, di accoglienza, di lavoro regolare, in una parola, di CITTADINANZA, perché sia chiaro a tutti che NON SI PUÒ PIÙ STARE A GUARDARE mentre la crisi erode diritti e spazi di libertà e il razzismo impazza legittimato da leggi da ventennio fascista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;TUTTI DEVONO FARE LA LORO PARTE ed assumersi la responsabilità di quel che accade sotto i nostri occhi. Che nessuno possa più dire di non aver saputo e di non aver visto. Noi siamo qui a ricordarvelo ed a CONVOCARVI TUTTI per la nostra e vostra stessa legittimità ad esigere rispetto e diritti per tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A.L.A.R. Roma – Assemblea dei Lavoratori Africani di Rosarno a Roma&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-1265413395964759502?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/1265413395964759502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/03/presidio-in-pza-santi-apostoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1265413395964759502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/1265413395964759502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/03/presidio-in-pza-santi-apostoli.html' title='PRESIDIO IN P.ZA SANTI APOSTOLI'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-6341964022211723487</id><published>2010-03-12T23:54:00.000-08:00</published><updated>2010-03-13T00:08:58.214-08:00</updated><title type='text'>Il 15 febbraio 2009: una scelta... 5 aprile 2009: una conferma: costruire il primo congresso nazionale dei cittadini e delle cittadine immigrati/e</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“Per riuscire a cambiare realmente le nostre vite in Italia, in&lt;br /&gt;Europa occorre una presa di parola, forte e decisa...&lt;br /&gt;da parte nostra"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 febbraio scorso un gruppo di cittadini/e immigrati/e si è incontrato a Firenze, un appuntamento pubblico, perché eravamo e siamo convinti che solo a partire da un confronto e da una discussione seria sulla necessità di opporci, con determinazione, all´onda razzista, xenofoba e discriminatoria che il governo ha sapientemente alimentato con i suoi annunci, provvedimenti e decreti, potremo dare un senso alla protesta che giustamente viene da più parti in questo particolare momento. Non abbiamo dubbi che questa linea politica sia la continuazione di quanto posto in essere dai passati governi di centro sinistra e destra, che insieme hanno creduto che andare incontro alle richieste di quella parte della cittadinanza italiana, che si ritiene "doc" e guarda con disprezzo chi è diverso, fosse elettoralisticamente producente. Questa politica del governo è fatta, anche, per disorientare il resto della popolazione italiana convincendola attraverso un bombardamento mediatico dell´esistenza di un terribile nemico facilmente individuabili tra i cittadini/e immigrati/e e cittadini rom.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo deciso a Firenze di rivederci a Roma per proseguire il nostro cammino, che parte da lontano: dall´esperienza nell´associazionismo, nei sindacati e anche nel percorso che alcuni di noi ha fatto nel CII (Comitato Immigrati in Italia). Ci siamo dati il compito di proseguire nel coinvolgimento di quella parte della cittadinanza che non ritiene umanamente accettabile il comportamento e le scelte del governo in materia di immigrazione, oltre al maggior numero possibile di immigrati/e. Noi che, come i milioni di immigrati nel mondo, negli USA e nella fortezza Europa, abbiamo fatto nostro lo slogan: "qui siamo e qui rimaniamo", siamo convinti che solo una presa di coscienza chiara e decisa potrà ridarci la forza per difendere la nostra dignità ed il ruolo che svolgiamo in questo paese, e crediamo sia giunta l´ora di chiamare gli immigrati/e e gli italiani/e antirazzisti/e a costruire resistenza, ad attrezzarci per difendere i nostri diritti, che sono i diritti di uomini e donne che non si arrendono alla marcia vergognosa di un governo che segrega, fa sparire, e condanna all´incertezza migliaia di persone, un governo che insiste nell'imporre il loro concetto di "italianità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra proposta è questa: incontriamoci, parliamo, discutiamo del nostro futuro, insieme poniamo le basi per costruire la più ampia unità possibile di tutte e tutti gli immigrati/e, senza dimenticare che solo costruendo organizzazione e soggettività riusciremo a contrastare l´invisibilità, la clandestinità e saremo finalmente protagonisti della nostra vita, del nostro futuro, capaci di incidere in ambito sociale, economico e politico e di costruire alleanze e convivenza fraterna con i cittadini italiani. Riteniamo questo appuntamento, un passaggio decisivo, per decidere in forma assembleare e partecipata, quale organizzazione o soggetto, quali strumenti e quali metodologie usare per attuare le iniziative necessarie per ottenere, come cittadini immigrati, rispetto dei nostri diritti e garanzia di sicurezza e giustizia sociale per noi e per l´intera società, della quale siamo una parte importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Promuovono:&lt;br /&gt;Unione Cittadini Immigrati Roma, Movimento Migrantes Y Familiares MFAM - Ass. Todo cambia Milano - Comitato Immigrati Napoli - Ass. Dhuumcatu ­ Lega Albanesi Illiria - Ass. Filippini Roma - Comitato Immigrati Roma - Ass. Sunugal Milano ­ Ass Insieme per la Pace ­ Ass Mosaico Interculturale - Federazione Senegalesi della Toscana - SdL intercategoriale ­ Ass. FOCSI (Roma); Ass. Bangladesh (Roma); Uai (Como); Centro delle culture (Milano); Ass. Punto di partenza; Movimento lotta per la casa (Firenze); Ass. El Mastaba (Firenze); Ass. Arcobaleno (Riccione); Sunugal (Milano); FAT; Studio 3R di mediazione; Centro delle culture (Firenze); Andres Barreto (Roma); Vojslao Stojanovrc (resp. Immigrazione PRC­Torino); Mohamed Badaoui - ass. interculturale Todo Cambia (Milano)...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3590979786021081104-6341964022211723487?l=migrati.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://migrati.blogspot.com/feeds/6341964022211723487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/03/il-15-febbraio-2009-abbiamo-fatto-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6341964022211723487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3590979786021081104/posts/default/6341964022211723487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://migrati.blogspot.com/2010/03/il-15-febbraio-2009-abbiamo-fatto-una.html' title='Il 15 febbraio 2009: una scelta... 5 aprile 2009: una conferma: costruire il primo congresso nazionale dei cittadini e delle cittadine immigrati/e'/><author><name>Andrés</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05443319366961551288</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3590979786021081104.post-1610495548652626550</id><published>2010-03-11T03:34:00.000-08:00</published><updated>2010-03-11T03:37:04.500-08:00</updated><title type='text'>Assemblea nazionale delle realtà migranti ed antirazziste</title><content type='html'>REPORT del 07/03/2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’assemblea del 07 marzo ha sviluppato una discussione su due piani:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;uno riguardo la giornata del 01 marzo e l’altro sulla necessità di dare carattere vertenziale ai prossimi appuntamenti da costruire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla giornata del 1° marzo sono state date differenti valutazioni. La maggior parte degli interventi considera positivamente il 1° marzo come giornata di mobilitazione che ha posto l’attenzione sul tema dello sfruttamento del lavoro migrante e del razzismo istituzionale e non solo. In diverse città c’è stata la partecipazione di italiani e migranti nelle mobilitazioni di piazza e c’è stata l’adesione dei lavoratori allo sciopero a Brescia, Bologna, Modena, Torino, Bergamo, etc. che ha bloccato alcune aziende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stata  dunque una giornata che ha unito le mobilitazioni allo sciopero assumendo la caratteristica di sciopero sociale dove si è ancora affermato il protagonismo dei migranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre ci sono state delle critiche con invito a riflettere su un risvolto “integrazionista” in considerazione del fatto che in alcuni comitati c’è stata ambiguità rispetto a contenuti generici e strumentali. Ed in effetti almeno in parte vi è stato anche un utilizzo strumentale da parte di coloro che partendo  dalla necessità  di avere sempre più manodopera a basso costo, precaria e facile da sfruttare, si rendono conto che non ci si può chiudere nelle posizioni beceramente estremiste e razziste di alcune forze politiche di governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste forze, falsamente progressiste, vorrebbero l’integrazione degli immigrati docili, che accettano lo sfruttamento che sono considerati “utili” per l’economia, dividendoli dagli altri immigrati, quelli che sono fuori dai processi produttivi, che non sono regolari, che vogliono lottare insieme ai lavoratori italiani  per l’affermazione di diritti sempre più avanzati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato sottolineato come, al di là della rilevanza mediatica offerta a questa giornata, il successo della stessa è senz’altro il frutto del lavoro e dell’intervento che in questi anni tutte le reti antirazziste hanno portato avanti in questo paese, in particolare del lavoro territoriale attivatosi per la costruzione della manifestazione nazionale del 17 Ottobre, la cui piattaforma si ribadisce nella sua interezza e che è stata alla base di diverse mobilitazioni del 1° Marzo. La mobilitazione deve continuare e diventare incisiva attraverso la costruzione di percorsi vertenziali che favoriscano il protagonismo dei migranti e che mirino ad ottenere dei cambiamenti. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;L’assemblea si è conclusa con le seguenti indicazioni:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A)    La giornata di lotta del 19  Aprile con mobilitazioni cittadine su alcune questioni urgenti quali: la richiesta di una moratoria per i permessi di soggiorno per attesa occupazione in scadenza e che in quest
